Alvin Queen, un nuovo album dal batterista hard bopTempo di lettura: 1'

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“Mighty Long Way” conferma le doti di Alvin Queen, alla guida di un sestetto eccezionale. Tra i brani imperdibili c’è I Got A Woman di Ray Charles

Alvin Queen Mighty Long Way

Alvin Queen

Mighty Long Way

  • ENJA, 2009 (EGEA)

Alvin Queen (batt); Terell Stafford (tr, flic); Jesse Davis (alto); Peter Bernstein (ch); Mike LeDonne (org B3); Neil Clark (perc); Elias Bailey (b)

Alvin Queen ricopre oggi il ruolo che, in Europa (ma non solo), fu ricoperto da Art Taylor. Egli è l’epitome del batterista bop e hard bop. Alla seconda incisione a suo nome, dopo “Ain’t Looking At You”, Queen guida un sestetto in cui brillano, oltre al percussionista Neil Clark, il contraltista Jesse Davis (le cui ascendenze parkeriane sono aggiornate attraverso la lezione di Cannoball Adderley, esaltando le sue notevoli doti di “narratore” estremamente originale), l’organista Mike LeDonne, il chitarrista Peter Bernstein. Soprattutto, brilla il trombettista Terell Stafford, inventivo quanto autorevole e tecnicamente più che impeccabile.

Queen – che ha, fra l’altro, collaborato con i più noti e creativi organisti nella storia del jazz – rievoca i grandi organ combo del passato, rielaborando materiali bop e soul-jazz con una tecnica eccezionale e, soprattutto, un’idiomaticità che contraddistingue anche la grande maturazione dell’artista, oggi ai vertici del suo strumento. Di grande rilievo le interpretazioni di pagine come Sushi di Oscar Peterson, I Got A Woman di Ray Charles e Cape Verdean Blues di Horace Silver. (GMG)

Mighty Long Way / Sushi / Cape Verdean Blues / Blues On Q / I Got A Woman / Backyard Blues / Alba / Let Us Go Into The House / Drum Thing

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