Enrico Rava: “Un Bergamo Jazz all’insegna del cinema”Tempo di lettura: 4'

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Enrico Rava, direttore artistico, racconta la 34esima edizione di Bergamo Jazz: oltre agli appuntamenti musicali, tante proiezioni sul legame tra jazz e cinema

DI CHIARA GIORDANO

Enrico Rava: "Questo Bergamo Jazz sarà all'insegna del cinema"
Emanuele Vergari

Quale idea di festival vuoi mettere in scena?

Mi sono messo nei panni di uno spettatore e ho pensato a cosa mi sarebbe piaciuto ascoltare. Ho immaginato un festival al quale avrei partecipato volentieri come fruitore: se vogliamo, ho ideato un festival su misura per me. Perché, prima ancora di essere un musicista, sono un appassionato di jazz in particolare e di musica in generale.

Mi sono quindi detto: «Mi piacerebbe andare a un festival dove avrei voglia di ascoltare un grande talento della tromba come Ambrose Akinmusire?», per esempio. Oppure una cantante un po’ inusuale: Buika. Ho dunque seguito questo criterio. Ed è il criterio che intendo seguire anche in futuro.

Che cosa ti entusiasma di più, di questa esperienza?

Al di là dei concerti, sono felice di poter caratterizzare la mia direzione artistica di Bergamo Jazz con un focus sui legami fra jazz e cinema. Da qui la performance di Roberto Cecchetto sulle immagini del film surrealista Charleston di Jean Renoir, ospitata in chiusura di Bergamo Film Meeting, e la rassegna di film organizzata nei giorni seguenti in collaborazione con LAB 80.

Il cinema e il jazz sono le due grandi arti del secolo scorso. Sono nate insieme, sono cresciute parallelamente, ma hanno avuto, tutto sommato, meno contatti di quanti si sarebbe potuto immaginare. E quando il jazz è stato usato in modo routiniero, i risultati sono stati pessimi. Ma quando i musicisti hanno avuto la libertà di esprimersi, i risultati sono stati strepitosi. L’esempio classico è Ascensore per il patibolo: non lo si può immaginare senza la musica di Miles, ma non si può neanche immaginare la musica senza il film di Louis Malle. Ho quindi voluto fortissimamente questa piccola rassegna di film e l’anno prossimo vorrei possibilmente incrementarla.

I film che hanno fatto la storia del jazz

Sono molto felice di poter rivedere io stesso L’uomo del banco dei pegni, con un Rod Steiger straordinario e una musica incredibile di Quincy Jones, con la partecipazione di tanti grandi musicisti, come Steve Lacy per esempio. C’è un momento bellissimo nel film in cui il suo assolo di sax soprano si confonde con la sirena di un’ambulanza.

E sono molto contento che ci sarà la proiezione di Jazz On A Summer’s Day, un film cult, un documentario girato da dio sul festival jazz di Newport del 1958. È anche un film di costume, perché ti fa vedere il pubblico anni Cinquanta, formato da uomini con i capelli a spazzola e gli occhialoni neri e da donne bionde che ricordano Lana Turner.

Ma soprattutto ci sono personaggi come Armstrong, Chico Hamilton e Anita O’Day: la sua interpretazione di Sweet Georgia Brown è una delle cose più sexy che abbia mai visto. Tra gli altri film in rassegna c’è Straight No Chaser, dedicato a Theolonious Monk: non capisco perché, ma è un film poco conosciuto dai jazzofili, anche se è stato prodotto da Clint Eastwood.

Io lo avrò visto cinquanta volte e ogni volta sono rimasto incantato: Monk è uno dei personaggi cinematografici più straordinari che si possano immaginare, con il suo andamento – come diceva Julio Cortazar – da orso buono che cammina su un campo minato. Poi guarda il pianoforte come se non lo avesse mai visto in vita sua… Un film fantastico!

Che cosa ci si deve attendere da Bergamo Jazz 2012?

Spero e penso un bel festival che non va in una sola direzione stilistica. Non mi interessava, infatti, concepire né un festival d’avanguardia né, all’opposto, un festival mainstream.

 Quali sono gli artisti da cui ti attendi maggiori sorprese?

Direi che per Bergamo Jazz questo è un po’ l’anno dei grandi pianisti, Brad Mehldau, Jason Moran, Craig Taborn, dai quali è legittimo attendersi molto. Ma credo che sarà una sorpresa per tutti la perfomance alla GAMeC di Oren Marshall, uno dei protagonisti degli eventi collaterali. Vederlo in azione è un vero e proprio happening. Egli stesso è arte visiva, è un musicista ma potrebbe essere stato inventato da Kounellis o da Pistoletto. È un personaggio speciale, giustamente ospitato in una galleria d’arte contemporanea

BERGAMO 23-25 MARZO CONCERTI PRINCIPALI

Venerdì 23 marzo

Oren Marshall Solo (GAMeC, ore 18.00)

Jason Moran Solo (Teatro Donizetti, ore 21.00)

Paolo Fresu/A Filetta/Daniele di Bonaventura (Teatro Donizetti, ore 21.00)

Sabato 24 marzo

Tim Berne (Auditorium di Piazza della Libertà, ore 17.00)

Ambrose Akinmusire Quintet (Teatro Donizetti, ore 21.00)

Buika featuring Horacio “El Negro” Hernandez (Teatro Donizetti, ore 21.00)

Domenica 25 marzo

Mattia Cigalini Trio (Auditorium di piazza della Libertà, ore 11.30)

Craig Taborn Trio (Auditorium di piazza della Libertà, ore 17.00

Brad Mehldau Trio (Teatro Donizetti, ore 21.00)

Ray Anderson Pocket Brass Band (Teatro Donizetti, ore 21.00)

info | Teatro Donizetti

web | www.teatrodonizetti.it

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