Come Sunday: perché riascoltare Hank Jones e Charlie HadenTempo di lettura: 4'

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Il testamento discografico di Hank Jones e Charlie Haden è un album di inni, spiritual e canzoni natalizie: ecco perché riascoltare “Come Sunday”

DI LUCIANO VANNI

FOTO HANK JONES:©JIMMY KATZ
FOTO HANK JONES:©JIMMY KATZ

Il contrabbassista predilige l’essenzialità del tocco e la pienezza di ogni singola nota che è scelta con grande cura; Jones ha un suono elegante, puro e cristallino

LA MEMORIA MUSICALE

È affascinante pensare alla memoria come a quel luogo, intimo e segreto, dove si conservano i ricordi, così importanti da essere necessari per continuare a vivere. Perché ciascuno di noi è la propria memoria, quell’insieme di emozioni, gioie e dolori, che danno significato alla nostra esistenza. La musica, in questo gioco all’accumulo, riveste un ruolo strategico poiché riesce a consolidare i nostri sentimenti e a conservarne con nitidezza anche i più piccoli dettagli. Con questo presupposto si sono incontrati Hank Jones e Charlie Haden.

Jones e Haden sono due artisti che, seppur contraddistinti da percorsi artistici dissimili (più classico l’uno, più sperimentale l’altro), hanno in comune la stessa memoria musicale che include blues, spiritual e country: in sintesi la spina dorsale della musica folk americana. La formazione del duo poi è stata ampiamente frequentata da Haden negli ultimi quindici anni di carriera, dando origine a delle vere e proprie gemme discografiche. Pensiamo ad esempio al suo incontro con Kenny Barron (“Night And The City”, Verve 1997), Pat Metheny (“Beyond The Missouri Sky”, Verve 1997), Egberto Gismonti (“In Montreal”, ECM 2001), John Taylor (“Nightfall”, Naim 2004) e Keith Jarrett (“Jasmine”, ECM 2010).

IL SODALIZIO ARTISTICO

L’album “Come Sunday” (Emarcy, 2011), insieme al precedente “Steal Away. Spirituals, Hymns And Folk Songs” (Verve, 1995), documenta il sodalizio artistico del contrabbassista Charlie Haden e del pianista Hank Jones. La più recente di queste registrazioni (avvenuta il 2 e 3 febbraio 2010) assume un significato peculiare se consideriamo il fatto che Hank Jones, tre mesi dopo l’incisione, il 16 maggio 2010, se ne sarebbe andato per sempre, poco prima di compiere i suoi novantadue anni.

I due musicisti nutrono una profonda stima l’uno per l’altro e hanno elementi in comune: entrambi sono nati nella provincia americana (Hank Jones a Vicksburg, nel Mississippi, Charlie Haden a Shenandoah, Iowa), hanno assimilato la musica folk americana e suonato musica da chiesa (inni cristiani il contrabbassista, che ha esordito come cantante folk e country già all’età di due anni, e spiritual il pianista, che fu figlio di un pastore battista).

La ripresa audio di “Come Sunday” è così pulita e secca che ci dona la sensazione di una registrazione domestica. C’è freschezza, innocenza e grazia nella musica dettata da Haden e Jones. Entrambi i musicisti sono superbi melodisti e così ogni brano è interpretato nel rispetto della sua cantabilità. Ne viene inoltre esaltata la drammaticità e la forza redentrice dei testi originari.

QUESTIONE DI REPERTORI

Come descrive efficacemente il titolo del loro primo album (“Steal Away. Spirituals, Hymns And Folk Songs”, Verve 1995), i brani eseguiti dal duo appartengono al repertorio sacro. Lo testimonia anche la scaletta del recente “Come Sunday”: inni cristiani (Blessed Assurance, Take My Hand, Precious Lord, Bringing In The Sheaves), inni protestanti (Give Me That Old Time Religion), spiritual (Deep River e Down By The Riverside) e canzoni natalizie (It Came Upon The Midnight Clear e God Rest Ye Merry, Gentlemen); e ancora uno spiritual, dal titolo Goin’ Home, secondo movimento della Sinfonia n. 9 (più nota come Dal Nuovo Mondo) di Dvoák.

Ci torna alla memoria “Louis And The Good Book” (Decca, 1958), una delle vette discografiche di Armstrong: nell’album sono interpretati con grande intensità, e la consueta eleganza, spiritual e inni sacri tra cui anche Down By The Riverside.

CHARLIE HADEN/HANK JONES COME SUNDAY

CHARLIE HADEN/HANK JONES

COME SUNDAY

  • EMARCY, 2011 (UNIVERSAL)

Hank Jones (pf); Charlie Haden (cb)

Come Sunday” (seguito del precedente capolavoro “Steal Away. Spirituals, Hymns And Folk Songs”, Verve 1995) è il testamento della collaborazione tra il contrabbassista Charlie Haden e il pianista Hank Jones, scomparso appena tre mesi dopo aver portato a termine l’incisione. Ascoltare il disco significa vivere un’esperienza d’intimità con i due musicisti al punto che ci sembra di essere seduti al loro fianco. Il contrabbassista predilige l’essenzialità del tocco e la pienezza di ogni singola nota che è scelta con grande cura; Jones ha un suono elegante, puro e cristallino.

Nonostante il repertorio sia carico di suggestioni romantiche, la musica è perfettamente controllata ma, al tempo stesso, libera. Lo dimostra l’interplay in Give Me That Old Time Religion: tempi lenti e sottili cambi d’atmosfera che ci obbligano a porre l’attenzione a ogni minima sfumatura.

La title-track

L’album prende il titolo da Come Sunday, un brano estratto dalla suite Black, Brown And Beige a firma di Duke Ellington: a tutti gli effetti si tratta di un moderno spiritual che nel 1963 fu adottato per celebrare il centesimo anniversario della proclamazione dell’emancipazione del popolo afroamericano (The Emancipation Proclamation) promulgata dal presidente degli Stati Uniti d’America Abraham Lincoln nel 1863. (LV)

Take My Hand, Precious Lord / God Rest Ye Merry, Gentlemen / Down By The Riverside / Going Home / Blessed Assurance / It Came Upon The Midnight Clear / Bringing In The Sheaves / Deep River / Give Me That Old Time Religion / Sweet Hour Of Prayer / The Old Rugged Cross / Were You There When They Crucified My Lord / Nearer My God To Thee / Come Sunday

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