Circolo del Jazz Thelonious, un’oasi musicale a TriesteTempo di lettura: 4'

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Nato nel 2008, il Circolo del Jazz Thelonius di Trieste si è affermato con un programma originale e variegato: ce ne parla il presidente, Enrico Malusà

DI MASSIMILIANO MARANGONI

Come nasce e che cos’è il Circolo del Jazz Thelonious?

Il circolo è stato costituito quattro anni fa da un gruppo di amici e appassionati di musica, con l’intento di colmare il vuoto che si era venuto a creare in città dopo la chiusura del Circolo Triestino del Jazz. Fino ad allora, attorno a quella realtà, si svolgeva la principale vita jazzistica di Trieste. L’idea era quella di proporre un’attività concertistica a carattere continuativo durante tutto l’arco dell’anno, garantendo un riferimento costante e il più possibile significativo ai cultori del jazz.

Lo spunto mi fu fornito dal chitarrista Michele Calgaro, conosciuto presso la scuola di musica Thelonious di Vicenza, dove tuttora insegna. All’epoca avevo un progetto, purtroppo irrealizzato, che coinvolgeva i ragazzi delle scuole. Fu proprio un concerto di Michele a tenere a battesimo l’inizio delle nostre attività che da allora si sviluppano da ottobre ad aprile con appuntamenti settimanali, il martedì sera.

 Da sempre, tutti i vostri concerti si svolgono presso il Knulp: bar, libreria, associazione, suggestivo luogo d’incontro culturale situato ai margini di Città Vecchia. Che ruolo svolge per la vostra attività?

Knulp è parte attiva e integrante della nostra rassegna, senza il loro supporto tutto ciò non sarebbe realizzabile, ma siamo due soggetti distinti e indipendenti. La nostra attività si integra nella loro programmazione culturale che prevede cineforum, conferenze, mostre. Il luogo è ideale per concerti jazz grazie all’atmosfera intima e raccolta, che profuma di storia e cultura.

Lo spettatore è avvolto da un confortante anfiteatro composto da migliaia di libri, a diretto contatto con i protagonisti del concerto. Tutti i musicisti che abbiamo ospitato si sono sentiti a casa, tanto che con alcuni di essi è nata una sorta di collaborazione. Oltre a Michele, penso ad Andrea Massaria, Giovanni Maier, Zlatko Kaucic.

La programmazione ha un’impronta ben definita: con quale criterio selezionate le vostre proposte?

Insieme al coordinatore artistico Costanzo Tortorelli, che da un po’ di tempo mi affianca in questo lavoro, si è scelto di fornire al pubblico una programmazione chiara e dal carattere preciso. Sin dall’inizio abbiamo voluto proporre artisti con dei progetti originali fortemente caratterizzati e dal taglio, per così dire, d’avanguardia, senza il timore di osare.

Fortunatamente il pubblico triestino, preparato ed esigente, ci sta seguendo con passione e interesse, dandoci le motivazioni a continuare. Inoltre, lo scorso anno, è nata una sorta di collaborazione con il locale Conservatorio Giuseppe Tartini per offrire ai giovani studenti del corso di jazz l’opportunità di esibirsi in concerti e jam session: abbiamo avuto notevoli riscontri e buoni spunti per il futuro.

Indubbiamente una programmazione così impegnativa richiede sforzi notevoli, anche dal punto di vista economico. Come vi siete organizzati in merito?

La nostra è un’associazione senza fini di lucro, che vive grazie all’impegno dei singoli soci: ci autofinanziamo attraverso le quote associative e qualche piccolo sponsor privato, ma senza alcun tipo di finanziamento pubblico. Contiamo molto sul sostegno degli appassionati, ma i budget sono contenuti e questo ci costringe a muoverci con estrema cautela. Solamente grazie alla sensibilità dei musicisti siamo in grado di garantire delle proposte così variegate, soprattutto in questo periodo di incertezza economica.

Quali sono i vostri progetti per i prossimi anni? Il sodalizio con il Knulp è destinato a durare?

 Al momento credo che in città non esista luogo migliore per questa tipologia di rassegne, anche per una questione di rispettive dimensioni; oltre tutto il nostro è anche un rapporto di sincera amicizia. Come affermavo in precedenza, tuttavia, non c’è nessun vincolo tra noi e ciò non impedisce l’eventuale allargamento dei nostri orizzonti. Ma oggi stiamo bene così! Ho sempre in mente la realizzazione di quelle iniziative che progettavo in passato destinate al pubblico più giovane per togliere un po’ di patina a un ambiente, quale quello jazzistico, che negli ultimi anni si è leggermente imborghesito

©LUCA VALENTA Da sinistra: Cosetta Pines, Alberto Brumat, Costanzo Tortorelli ed Enrico Malusà

Circolo del Jazz Thelonious, un'oasi musicale a Trieste

JAZZ AL KNULP

  • 6 marzo Claudio Fasoli “Four”
  • 20 marzo Saverio Tasca
  • 3 aprile Digital Primitives

info | Circolo del Jazz Thelonious – Trieste

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