“Moti Ondosi”: recensione del disco di Diego BaiardiTempo di lettura: 1'

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Il pianista Diego Baiardi riunisce un quartetto con vibrafono, contrabbasso e batteria: il risultato è “Moti ondosi”, un disco strutturato ed evocativo

Diego Baiardi Quartet MOTI ONDOSI

Diego Baiardi Quartet

MOTI ONDOSI

  • INCIPIT, 2010 (EGEA)

Diego Baiardi (pf); Andrea Dulbecco (vib); Riccardo Fioravanti (cb); Stefano Bagnoli (batt)

“Moti ondosi” è un disco dal sound scarno, ricco di chiaroscuri dovuti agli arrangiamenti. Gli strumenti talvolta si rincorrono, talaltra si sovrappongono, ricercando un’espressione lirica ed evocativa. Il brano La première è introdotto da una parte eterea di pianoforte; il vibrafono presenta il tema al quale segue il solo di contrabbasso, che cede il passo, in un costante crescendo, al solo di pianoforte (costruito sul potente swing di Fioravanti e Bagnoli).

Le tour è ancora un evocativo medium, con il vibrafono in evidenza nel solo, mentre Le pas du chat richiama nel titolo il riff ritmico sul quale è costruito il tema. Revenir chez moi ospita invece un efficace duetto piano-vibrafono. Notevoli le composizioni: Baiardi propone brani ben strutturati, con temi memorabili e armonie che esaltano le qualità melodiche (Gil) enfatizzate dagli ampi spazi sonori (Canzone di Marinella). (EM)

La première / Le tour / Le pas du chat / La canzone di Marinella / Goutes de pluie / Gil / Sus / Revenir chez moi / Anna / All The Things You Are / Revenir chez moi 2

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