Dino Betti e un disco per la Terra: “God Save the Earth”Tempo di lettura: 1'

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Accade raramente, ma quando Dino Betti van der Noot pubblica le sue composizioni il risultato è sempre originale. Non perdetevi “God Save the Earth”

Dino Betti Van Der Noot God Save The Earth

Dino Betti van der Noot

God Save the Earth

  • SAM PRODUCTIONS, 2009 (EGEA)’

Ginger Brew, Sofia Woodpecker (voc); Alberto Mandarini, Beppe Virone, Marco Sozzi, Andrea Terzuolo (tr); Beppe Caruso, Graziano Soave, Dario Cozzi, Sergio Lombardi (trn, tuba); Sandro Cerino, Giulio Visibielli, Maria Teresa Battistessa, Daniela Ievolo, Gilberto Tarocco (ance); Elio Marchesini (vibr, mar); Marco Ricci (vlc); Alberto Tacchini (pf); Matteo Croda (live electronics, sound programming); Vincenzo Zitello (arpa, bawu, dizi, kalimba); Gianluca Alberti (b el); Francesco D’Auria, Tiziano Tononi (batt, perc)

È un vero scandalo che il nome di Dino Betti non circoli quasi mai. Perché la sua produzione, sebbene non vastissima (nove dischi in oltre trent’anni), disegna il ritratto di una delle personalità più originali della scena jazzistica europea.

Anche qui, come in tutte le altre sue opere, la big band diventa uno strumento capace di generare infiniti colori, di penetrare negli ambiti stilistici più diversi (fusion, etnica, modalità, free), di sfruttare al meglio tutte le splendide voci solistiche a disposizione, e soprattutto di mettersi al servizio di un’insopprimibile vocazione narrativa.

Il disco è un lungo, suggestivo poema sonoro dedicato alla Madre Terra, in cui le pagine, ognuna diversa dalla precedente, si alternano come in romanzo o come le scene di un film. Da non perdere. (SP)

God Save The Earth / In The Beginning Was Beauty / Maybe / Like A Circle In The Water / Alone In The Crowd / City Mornings

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