Best of Branford Marsalis: ecco 5 dischi imperdibiliTempo di lettura: 2'

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Tra tutti i dischi che portano la firma di Brandord Marsalis, abbiamo selezionato i 5 migliori: ecco gli album che non potete perdervi

La best of di Branford Marsalis: 5 dischi imperdibili

BRANFORD MARSALIS

SCENES IN THE CITY

RCA, 1985

Esordio da leader di un Marsalis venticinquenne, il disco comprende un sontuoso parterre di ospiti (Mulgrew Miller, Ron Carter, Ray Drummond, Charnett Moffett, Robin Eubanks, oltre ai fidi Kenny Kirkland e Jeff “Tain” Watts). Improntato al neohard bop allora in auge, rivela però un musicista curioso, che rilegge un brano di Mingus (la title-track), si muove tra Rollins e Coltrane, si avventura timidamente in una ballad, si propone come compositore, insomma cerca la propria strada nella tradizione.

BUCKSHOT LEFONQUE

BUCKSHOT LEFONQUE

Sony, 1994

Erano i primi anni Novanta, e l’acid jazz faceva furore. Mentre il fratello Wynton accentuava le sue tendenze neoclassiche, Branford dava la sua personale rilettura del genere in un disco che adotta spregiudicatamente le sonorità del rap e dell’hip-hop. Ma c’è anche un pezzo che campiona Coltrane, c’è una rilettura di Elton John (Mona Lisas And Mad Hatters), ci sono tracce di rock e di reggae. Una strada che in seguito Marsalis ha abbandonato, ma che testimonia la sua natura di artista curioso e aperto.

BRANFORD MARSALIS QUARTET

REQUIEM

COLUMBIA, 1999

Il pianista Kenny Kirkland era stato uno dei più fidati collaborator di Marsalis, fin dai suoi esordi nei primi anni Ottanta. Quella registrata in questo disco è l’ultima collaborazione fra i due, e una delle sue ultime incisioni in assoluto, prima della premature scomparsa, nel 1998, a soli quarantatré anni. Gli altri membri del gruppo sono il batterista Jeff “Tain” Watts, altro amico di vecchia data, e il bassista Eric Revis. L’entrata di Joey Calderazzo segnerà la nascita del nuovo quartetto di Marsalis.

BRANFORD MARSALIS QUARTET

FOOTSTEPS OF OUR FATHERS

MARSALIS MUSIC, 2002

Il titolo (“le orme dei nostri padri”) descrive perfettamente la musica di questo disco, in cui il quartetto di Marsalis, con Joey Calderazzo al pianoforte, Eric Revis al contrabbasso e Jeff “Tain” Watts alla batteria, è impegnato a rileggere composizioni di Ornette Coleman (Giggin’), Sonny Rollins (tutta la Freedom Suite), Coltrane (A Love Supreme, in versione integrale ) e John Lewis (Concorde). Il disco è anche il primo prodotto da Marsalis per la sua etichetta discografica, la Marsalis Music.

BRANFORD MARSALIS QUARTET

ROMARE BEARDEN REVEALED

MARSALIS MUSIC, 2003

Romare Bearden (1911-1988) è stato uno dei più grandi artisti afroamericani del Novecento, i cui dipinti, intrisi del clima dell’Harlem Reinassance, sono pieni di allusioni al jazz. La musica di questo disco prende spunto da una mostra dedicata alla sua arte. Il programma di originali e classici (di Jelly Roll Morton, Duke Ellington e James P. Johnson) è eseguito dal suo quartetto, insieme a vari ospiti fra i quali la famiglia Marsalis al gran completo, con Wynton, Jason, Delfeayo e il padre Ellis.

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