Mai senza: i 5 dischi imperdibili di Renato SellaniTempo di lettura: 2'

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Abbiamo chiesto al pianista Renato Sellani quali sono i suoi dischi preferiti: tra tanti italiani, c’è anche l’album inciso a Milano Chet Baker

Mai senza: i 5 dischi preferiti di Renato Sellani

CHET BAKER, IN MILAN

JAZZLAND, 1959

I lunghi soggiorni in Italia di Chet Baker, tra fine anni Cinquanta e primi anni Sessanta, catalizzarono intorno a lui alcuni dei migliori jazzisti del nostro paese. Qui troviamo Sellani al pianoforte, Franco Cerri al contrabbasso, Glauco Masetti al sax alto e Gianni Basso al sax tenore. La musica è essenzialmente cool jazz (ci sono classici bakeriani come Look For The Silver Lining e Line For Lyons), con qualche incursion nel repertorio bop (Lady Bird, Cheryl Blues) e hard bop (Tune Up).

BASSO-VALDAMBRINI QUINTET GUEST DINO PIANA, PARLAMI D’AMORE MARIÙ

GMG MUSIC, 2003

Per un buon decennio, non ce ne fu per nessuno: il quintetto di Gianni Basso e Oscar Valdambrini fu, senza ombra di dubbio, il miglior gruppo jazz italiano e uno dei migliori a livello europeo. Questo cd riunisce registrazioni del 1959-1960; in tre brani, al gruppo di base (con Sellani al piano, Giorgio Azzolini al contrabbasso e Gianni Cazzola alla batteria) si unisce il trombone di Dino Piana. I riferimenti sono al cool jazz californiano, e la padronanza idiomatica di tutti i musicisti è impeccabile.

PHIL WOODS TRIO, JUST FRIENDS

PHILOLOGY, 1994

Gli incontri di Renato Sellani con i grandi del jazz americano sono innumerevoli, e tutti meritevoli di menzione. Nell’impossibilità di darne una lista esauriente, questo è solo un esempio: un incontro con il grande Phil Woods, nel quale Sellani si fa accompagnare dal fido Massimo Moriconi al contrabbasso. Repertorio interamente di standard, con un Billie’s Bounce a dare il giusto tocco di bop, e con tante ballad, fra cui una splendida Everything Happens To Me.

RENATO SELLANI TRIO, PER CARLO ALBERTO ROSSI

PHILOLOGY, 2003

Gli omaggi di Renato Sellani alla canzone italiana, incisi per la maggior parte su etichetta Philology, sono ormai un filone a sé. Si contano omaggi a Battisti, Tenco, Bindi, Carosone, Lauzi, Mina, Modugno, Ricky Gianco, alla canzone napoletana, e molti altri ancora. La qualità è quella solita di Sellani, impeccabile, e tutti i dischi contengono almeno qualche gemma. Qui ci sono Massimo Moriconi al contrabbasso e Massimo Manzi alla batteria, con la partecipazione anche di Tiziana Ghiglioni e di Enrico Rava.

GIANNI BASSO & RENATO SELLANI, BODY AND SOUL

VENUS, 2009

Sellani ha sempre amato molto le piccole formazioni (solo, duo, trio), nelle quali il suo stile parco ed elegante è esaltato al massimo grado. Qui lo si trova in compagnia di un vecchio amico: il grande Gianni Basso, di cui questa è anche una delle ultime testimonianze discografiche (il sassofonista scomparve proprio nel 2009). Una conversazione a due, intima e rilassata, in cui i musicisti ripercorrono un repertorio di classici. L’etichetta è la giapponese Venus, sempre molto attenta alla scena europea e italiana.

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