Dieci dischi per conoscere Esbjörn Svensson TrioTempo di lettura: 5'

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Abbiamo selezionato dieci dischi per conoscere la musica Esbjörn Svensson: ecco la discografia essenziale del Trio jazzistico svedese

Dalle produzioni originali agli omaggi ai Big del passato: ecco i dischi essenziali per conoscere la formazione di Esbjörn Svensson.

ESBJÖRN SVENSSON TRIO

PLAYS MONK

  • DIESEL MUSIC, 1996

Gli e.s.t. suonavano di solito material originale (ma il loro primo disco, “When Everyone Has Gone”, conteneva uno standard, Stella By Starlight). Può quindi sembrare strano iniziare una discografia con un lavoro in cui eseguono un programma di composizioni monkiane. Eppure, “Plays Monk” può essere un’interessante finestra sulle radici jazzistiche di una band che è stata accusata, almeno dai puristi, di non essere “jazz”. Il trio era ancora un fenomeno locale, ma si avviava a grandi passi verso la celebrità.

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ESBJÖRN SVENSSON TRIO

FROM GAGARIN’S POINT OF VIEW

  • ACT, 1999

Il passaggio alla ACT, per questo loro quarto cd, coincide per gli e.s.t. con il lancio internazionale in grande stile. Il trio ha già centrato la propria formula vincente: temi dal forte appeal melodico (essi stessi si definivano «una pop band che suona jazz»), ritmiche poderose, unite a un sound di gruppo preciso e ben individuabile. Diventa anche più marcato il gusto per i titoli bizzarri e umoristici (oltre alla title-track, qui ci sono Dodge The Dodo, The Return Of Mohammed e Definition Of A Dog).

ESBJÖRN SVENSSON TRIO

GOOD MORNING SUSIE SOHO

  • ACT, 2000

Séguito del fortunatissimo “From Gagarin’s Point Of View”, ne ribadisce le linee essenziali. L’iniziale Somewhere Else Before mette subito in campo le credenziali jazzistiche del trio, con una lunga e lirica improvvisazione di Svensson. Il disco – che contiene anche un brano non originale, The Face Of Love di Nusrat Fateh Ali Khan – si piazzò al numero 15 delle classifiche pop (pop, non jazz!) svedesi, contribuendo a fare degli e.s.t. il più grande fenomeno del jazz scandinavo degli ultimi due decenni.

ESBJÖRN SVENSSON TRIO

STRANGE PLACE FOR SNOW

  • ACT, 2002

Serenade For The Renegade, Strange Place For Snow, When God Created The Coffee Break sono veri e propri classici degli e.s.t., immancabili nelle loro esecuzioni dal vivo. Ma tutto il disco esprime nella maniera migliore la loro cifra stilistica, fatta di essenzialità melodica e compattezza sonora. Nel 2002, anno dell’uscita di “Strange Place For Snow”, il trio fece il suo primo tour statunitense, cominciando a emergere anche al di fuori del contesto europeo, nel quale era stato fino ad allora relegato.

Questa band aveva lavorato insieme per così tanto tempo da avere ormai la capacità di far sembrare anche del material spontaneamente concepito come se fosse stato il risultato di prove assidue e di un’attenta preparazione

ESBJÖRN SVENSSON TRIO

SEVEN DAYS OF FALLING

  • ACT, 2003

Giunti al decimo anno di attività e al settimo disco, gli e.s.t. hanno ormai consolidato un’identità inconfondibile e una serie di dinamiche esecutive infallibili. Il lavoro è ora quello di limare le sfumature. Rispetto alla produzione precedente, “Seven Days Of Falling” non aggiunge novità di rilievo ma, fra le altre cose, dà un maggior peso all’elettronica (da sempre nel bagaglio della band). Del disco esiste anche una versione con un bonus DVD, contenente alcune tracce registrate dal vivo.

ESBJÖRN SVENSSON TRIO

LIVE IN STOCKHOLM (DVD)

  • ACT, 2003

Gli e.s.t. avevano già pubblicato un live all’inizio della loro carrier (“e.s.t. Live ‘95”, uscito anche con il titolo di “Mr. & Mrs. Handkerchief”). Questo DVD li coglie qualche anno dopo, in un concerto svedese, e permette di apprezzare la continua corrente di sguardi e di intesa che correva fra i tre membri del trio, insieme alla grande empatia che riuscivano a creare con il pubblico. Oltre a una scelta di brani originali, ci sono anche due temi monkiani: Round Midnight e Bemsha Swing.

ESBJÖRN SVENSSON TRIO

VIATICUM

  • ACT, 2005

Il titolo un po’ cupo (ma, oltre che “estrema unzione”, viaticum può anche significare “provviste per il viaggio”) dà il tono a un album che predilige le atmosfere quiete e riflessive, rispetto ai toni più estroversi di molti lavori precedenti. Comunque, lo stile degli e.s.t. c’è tutto, con la sua fusione di sottile controllo dinamico, semplicità armonica e improvvisazione jazz. Esiste anche una “Platinum Edition”, con in più alcune tracce live, alcune delle quali riprese da “e.s.t. Live ‘95”.

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TUESDAY WONDERLAND

  • ACT, 2006

Nel 2006, subito dopo l’uscita di “Tuesday Wonderland”, gli e.s.t. apparivano sulla copertina di Downbeat, con il titolo «Europe Invades!»; all’interno, un ampio servizio li presentava come i capifila di una schiera di innovativi jazzisti del Vecchio Continente. Era la prima volta che un gruppo europeo si guadagnava il posto d’onore sul più prestigioso giornale jazzistico al mondo. Seguì una fortunata tournée statunitense, preludio a un successo che purtroppo fu stroncato dalla premature morte di Svensson.

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E.S.T. LIVE IN HAMBURG

  • ACT, 2007

Gli e.s.t. erano un trio jazz, checché se ne dica, e questo doppio cd, che documenta un’esibizione tedesca durante il tour promozionale di “Tuesday Wonderland” (da cui quasi tutti i brani provengono), dimostra come la band reagisse al contesto live. A titolo di curiosità, Svensson ha raccontato che l’intenzione originale era di fare di questi brani una sorta di Clavicembalo ben temperato in jazz, con tanto di preludi e fughe, ma di aver poi optato per una più tradizionale sequenza di brani separati.

ESBJÖRN SVENSSON TRIO

ESBJÖRN SVENSSON TRIO

LEUCOCYTE

  • ACT, 2008

Quando Esbjörn Svensson morì in un incidente subacqueo, il 14 giugno 2008, a soli quarantaquattro anni, il lavoro per “Leucocyte” era in gran parte terminato. Il disco uscì postumo e fu accolto come un testamento, ma è a tutti gli effetti l’undicesimo lavoro in studio degli e.s.t., e ne riassume le due anime: quella acustica e lirica, e quella elettronica, più aperta alle sperimentazioni rock. Dalla stessa seduta di registrazione è tratto anche il material per “301”, appena pubblicato dalla ACT.

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