The Ancient Battle Of The Invisible, jazz per le debolezze umaneTempo di lettura: 2'

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Il nuovo album di Federico Casagrande parla di un conflitto epico: quello interiore, scatenato dai sentimenti. Ecco  “The Ancient Battle Of The Invisible”

DI LUCIANO VANNI

Federico Casagrande: The Ancient Battle Of The Invisible
© BARBARA RIGON

Il disco d’esordio in casa CAM Jazz del chitarrista Federico Casagrande, “The Ancient Battle Of The Invisible”, porta con sé notevoli spunti di interesse. Il lavoro si presenta come un concept album: il titolo allude a una battaglia epica («the ancient battle»). È la metafora dei conflitti interiori generati da emozioni, inquietudini, passioni e paure (e quindi per l’appunto «invisible»). Si tratta di un vero e proprio racconto in musica dei sentimenti e delle debolezze umane.

Colpisce la scelta del leader di organizzare un quartetto dall’assetto timbrico curioso (chitarra, vibrafono e marimba, contrabbasso e batteria) ma soprattutto la sua scrittura complessa e intricata, da un punto di vista sia formale sia di sviluppo tematico e di gestione ritmica.

Rigore formale

«Un aspetto molto importante per me è il rigore formale nella scrittura del brano e nella sua esecuzione, comprese quindi le parti improvvisate. Ci tengo a mantenere una coerenza all’interno del pezzo, sia dal punto di vista dell’architettura complessiva, rispettando nell’improvvisazione il colore di ciascuna sezione, sia, più nel dettaglio, utilizzando e sviluppando le cellule tematiche presenti nell’esposizione. Credo poi che ci sia una forte chiarezza e decisione nel modo in cui il gruppo proietta la musica».

Tutte le composizioni portano la firma del chitarrista. Per mettere in scena l’insieme dei conflitti emotivi che coinvolgono ciascun individuo, Casagrande preferisce un’alternanza di sonorità: rock (Battlefield), etniche (Arrowhead), grazie all’adozione della marimba in contrasto con gli effetti timbrici derivati dal suono della chitarra preparata (con filtri di sigarette e accordature particolari), e liriche (la melodia sospesa e fragile di Breeze).

E poi c’è la scelta di una certa “bipolarità” (come quella espressa in Release, che vive intorno a due sezioni musicali diverse, una prima più eccitata, e una seconda più angelica). Il tutto, mantenendo sempre alta la tensione ritmica (si ascolti Restless, concepita in un perpetuo flusso di sincopi ritmiche) e momenti di solipsismo (i due frammenti di sola chitarra, Speech e Twilight).

Temi e melodie affascinanti

“The Ancient Battle Of The Invisible” si distingue per la bellezza dei temi proposti, per le affascinanti melodie “cantate” dalla chitarra, per una sonorità d’insieme avvolgente e per una scrittura al tempo stesso melodica e ardita sotto il profilo armonico, come la passionaria 7 Roses e il valzer scomposto Fireplace. «Perlopiù I pezzi nascono come brani per chitarra sola e rientrano quindi nella mia ricerca strumentale recentemente influenzata da molti chitarristi moderni ma soprattutto da lavori in piano solo: “Elegiac Cycle” di Brad Mehldau in primis»

FEDERICO CASAGRANDE

THE ANCIENT BATTLE OF THE INVISIBLE

  • CAM JAZZ, 2012
  • (JAZZIT SHOP)

Federico Casagrande (ch); Jeff Davis (vib); Simon Tailleu (cb); Gautier Garrigue (batt)

7 Roses / Breeze / Restless / Arrowhead / Speech / Battlefield / Fireplace / Release / Twilight

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