Ecco “Genesi”, primo album da leader di Giovanni FrancescaTempo di lettura: 2'

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Il leader è versatile, esalta i musicisti ospiti e al contempo regala begli assoli. Ecco “Genesi”, del chitarrista Giovanni Francesca

DI EUGENIO MIRTI

©MICHELE CANTARELLI
©MICHELE CANTARELLI

Nel suo primo album da solista, Genesi, Giovanni Francesca si presenta alla guida di un quartetto per chitarra e violino, una formazione arricchita da numerosi ospiti che si alternano e sovrappongono in più di una traccia. Il leader è versatile, a proprio agio nei suoni acustici così come nelle escursioni elettroniche, e tutto il disco si segnala per la pregevole ricerca timbrica.

Pregevole la varietà di scrittura di Francesca, sempre originale. Elementi pop colorano le ballad (ad esempio Marisol), mentre per contrasto il 7/4 funk e quasi heavy di Paesia è aggressivo e distorto, e lancia tutto l’ensemble a sostegno dell’assolo contemporaneo di chitarra e trombone. Ispirazioni quasi morriconiane, con il bel glockenspiel protagonista, tingono invece la title-track, Genesi, dall’andamento generale più maestoso.

Una delle caratteristiche salienti dell’album è la sovrapposizione di atmosfere proprie della musica classica ad altre completamente differenti. Come ad esempio in Iter: alla parte morbida di chitarra classica e violoncello si accavalla un groove di batteria dal sapore hip hop e rock, che sostiene il bell’assolo alla Pat Metheny del leader, realizzando un mélange malinconico ed evocativo con una strabiliante varietà sonora e d’intenzioni.

Il respiro della musica

Risalta certamente anche la concezione originale di Francesca nell’uso degli spazi, com’è evidente in Carillon: in un ambiente sonoro cupo ma allo stesso tempo gioioso, l’uso di pause e silenzi riesce bene nell’intento di far respirare la musica, insieme con una brillante escalation dinamica che traghetta il brano alla parte centrale, ricca di effetti e inserti elettronici.

L’apporto tecnologico caratterizza anche la composizione (notevole) Possiamo andare: suoni di batteria campionati e un groove misterioso lanciano il tema dettato dalla chitarra, reso evocativo dall’uso dell’effetto delay; il brano prende poi una piega più complessa e s’infittisce (vedi la chitarra distorta), arrivando al violento strumming di chitarra finale, dal sapore indie-rock.

Ottima la scelta del violino come strumento deuteragonista (come nell’esposizione tematica di Manima o nel controcanto melodico di Montevideo) e della ritmica composta da Marco Bardoscia e Gianluca Brugnano. Più in generale lascia stupiti la maestria nell’uso dei musicisti ospiti e delle combinazioni sonore con le quali Francesca realizza un insieme fortemente vario ma allo stesso tempo personale e riconoscibile.

GIOVANNI FRANCESCA

GENESI

  • AUAND, 2012 (EGEA)

Giovanni Francesca (ch, elett); Raffaele Tiseo (vl); Marco Bardoscia (cb); Gianluca Brugnano (batt). Guests: Luca Aquino (tr, flic); Alessandro Tedesco (trn); Cristiano Della Corte (vlc); Antonello Rapuano (pf); Davide Costagliola (b el); Dario Miranda (b el, cb); Stefano Costanzo (batt)

Carillon / Risveglio / Genesi / Possiamo andare / Manima / Marisol / Paesia / Montevideo / Iter / Quarto miglio

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