“To Infinity and Beyond”, dei Ja Vigiu PlamjaTempo di lettura: 3'

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Magnetico e intenso, “To Infinity and Beyond” è il nuovo album di Silvia Donati, Federico Squassabia e Massimiliano Sorrentini, in arte Ja Vigiu Plamja

DI ENZO PAVONI

    

Nel giro di poco più di un lustro il collettivo El Gallo Rojo ha dato alle stampe decine di lavori. Tutti baciati da un sano impulso progettuale, da una qualità medio-alta e da un afflato universale. Ora è la volta di “To Infinity And Beyond”, di Ja Vigiu Plamja, alias Silvia Donati, Federico Squassabia e Massimiliano Sorrentini.

El Gallo Rojo: un’etichetta fuori dagli schemi

Quella cricca di creativi non anela soltanto all’avanguardia, tende piuttosto alla diversificazione, ora rielaborando repertori di illustri jazzisti (e non solo) del passato, ora puntando alla ricerca radicale.

Il trait d’union che ne rende coerente l’approccio e la costante esigenza ad appropriarsi di qualunque linguaggio, convertendolo in un gramelot altamente personale. Limitandoci all’ultimo biennio, ricordiamo l’ottimo “The Manne I Love!” sfornato nel 2010 da Zeno De Rossi, dedicato a Shelly Manne, o il recente “From Time To Time” di Emanuele Maniscalco, libera rivisitazione di sei brani del compianto Paul Motian.

To Infinity And Beyond

Mentre il presente “To Infinity And Beyond” propone, incastrati tra gli originali, un paio di leggendari must di Billy Strayhorn smontati pezzo a pezzo, ovvero Take The A Train e A Flower Is A Lovesome Thing. La traduzione dell’incomprensibile nome del gruppo, Ja Vigiu Plamja, ne racchiude il significato fondante. È una frase in russo che in italiano sta per “Vedo una fiamma”, un messaggio che i fratelli Achille e Giovanni Battista Judica-Cordiglia, definiti due radio-esploratori dell’etere, hanno intercettato nel 1965 nei pressi di Torino, lanciato da una cosmonauta sovietica persasi per sempre nello spazio infinito e di cui il mondo non e mai venuto a conoscenza.

Gli autori

I protagonisti di “To Infinity And Beyond” sono il tastierista Federico Squassabia, il batterista Massimiliano Sorrentini e la cantante Silvia Donati. Sono autori di sette delle nove tracce del CD, mentre le due rimanenti, come sopra accennato, sono di Strayhorn. Saltuariamente, interviene il maestoso sassofonista Francesco Bigoni.

I primi obiettivi degli artisti coinvolti sono la condivisione linguistica e l’instaurazione di una disciplina paritaria allo scopo di guadagnare un’omogeneità stilistica che permei l’intero disco. Alla fine, il denominatore comune distintivo di ogni episodio è un clima di decadente cupezza controbilanciato da un indiscutibile magnetismo, dove si intrecciano jazz e psichedelia, la poesia di Sylvia Plath e l’autorevole groove del contrabbasso e della batteria.

Un brano su tutti

Sebbene, visto il valore uniforme del compact, non abbia senso incensare questo o quel capitolo, occorre fare un’eccezione per la magnifica ballata Ulster Catholic Children: straniante, sospesa, acidula. Inoltre, riallacciandoci agli elogi dispensati mesi addietro recensendo “It’s Nine O’Clock” di The Humans (El Gallo Rojo, 2011), sarebbe omertoso non sottolineare di nuovo l’originalità e l’imperiosa bravura della cantante Silvia Donati, dotata di una dizione, di una fraseologia e di un timbro che la mettono in condizione di rendere unico qualsiasi testo, iniettandovi una drammaticità dalle trame visionario/impressioniste.

JA VIGIU PLAMJA

TO INFINITY AND BEYOND

  • EL GALLO ROJO, 2011

Federico Squassabia (tast); Silvia Donati (voc); Massimiliano Sorrentini (batt); Francesco Bigoni (ten)

Lady Lazarus / Achille e la tartaruga – Il sogno di Zenone / A Flower Is A Lovesome Thing / The Morning After / Lei dice / Ulster Catholic Children / Take The A Train / Yo-Yo / Dancing Waves

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