Jano Quartet e Luca Aquino insieme per l’album “Distante”Tempo di lettura: 2'

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Dalla collaborazione tra Jano Quartet e Luca Aquino nasce “Distante”: dieci tracce tra elettronica e acustica, con sonorità anni Settanta e richiami a Davis

DI ANTONINO DI VITA

Jano Quartet e Luca Aquino insieme per l'album "Distante"

L’album “Distante” amplia la visione tetraedrica contemplata nel precedente lavoro di debutto “Naked Things” grazie al contributo esterno di Luca Aquino, latore di un suono trascendentale che si aggira su latitudini care a Miles Davis e Chet Baker. Il binomio acustico/elettrico determina la cifra stilistica dello Jano Quartet, in rapporto comunitario con le ascendenze di diversa estrazione (jazz, rock, elettronica, funk, colta) dei singoli componenti.

Una prospettiva di frontiera, fatta di accostamenti all’apparenza antitetici che però collimano con la volontà unanime di avventurarsi oltre dogmi e classici cliché. Prendendo quindi le “distanze” da intransigenti omologazioni del jazz con buona pace dei puristi.

Tra elettronica e jazz anni Settanta

L’elettronica tratteggia fondali estranianti percorsi da sottili inquietudini: proiezioni astrali su cui si configura una sintesi narrativa tra passate innovazioni e un presente da definire. Il contrasto fra suono natural e sintetico gioca un ruolo predominante.

Non mancano i rimandi agli anni Settanta (l’alchimia pionieristica del Miles elettrico e successive declinazioni jazz-rock), più evidenti in Distante e Marching Of Thousand People. Presenti anche le esplorazioni neo-ambient dell’elettronica anni Novanta, presenti nell’atmosfera avvolgente di Frantic e sublimate dalla melodia a largo respiro di Yelizaveta (condivisa da Aquino e Caporale) che fluttua sospesa in liquide risonanze.

Una nuova versione di Sopra le nuvole

La paternità dei brani è ripartita fra tutti i musicisti, ma con una maggiore incidenza compositiva di Emiliano D’Auria, autore di sei tracce. Aquino riprende la metafisica Sopra le nuvole dal suo omonimo disco d’esordio del 2008, apportando piccole varianti alla partitura originaria. Ma l’esclusione del pianoforte, sostituito dal contrabbasso, va a delineare una presenza/assenza ancora più impressionista, cui si sommano il lieve tocco di Paolini e il sax di Caporale.

La cadenza martellante di Speedy è data dal pressing di chiara matrice drum and bass di Paolini e Zarrinchang (artifice di un energico assolo). Un jazz-rock dalle movenze funky-industrial a firma di Caporale, roccioso, allucinato, percorso da una fluida e lineare melodia armonizzata dai fiati.

Gli spazi improvvisativi si avvicendano, lungo tutto l’arco del disco, intrecciandosi in sapide invenzioni tematiche, misurati e mai vanagloriosi, funzionali al flusso compositivo. Circoscritta da suggestioni elettroniche e costruita su un’ostinata sequenza armonico-ritmica scandita dai tasti di D’Auria, Patagonia estende la visuale oltre l’orizzonte grazie alle volute verticali del soprano nella sezione centrale, in una didascalica rappresentazione delle ampie distese sudamericane

JANO QUARTET FEAT. LUCA AQUINO, DISTANTE

  • VIA VENETO JAZZ, 2012 (JAZZIT SHOP)

Gianluca Caporale (ten, sop, cl); Emiliano D’Auria (pf, Rhodes, elettr); Amin Zarrinchang (cb); Alex Paolini (batt, elettr); Luca Aquino (tr, flic, elettr)

Distante / Marching Of Thousand People / Patagonia / Affinity – Michka / Speedy / Yelizaveta / The World Is Changing Hertz / Viola / Sopra le nuvole / Frantic

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