“Me, Myself & I”: Kenny Werner e due intense notti al pianoTempo di lettura: 3'

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L’ultimo lavoro di Kenny Werner, “Me, Myself & I”, è un album nato di notte, seguendo il fluire dei pensieri, traendo l’ispirazione dal suono del pianoforte

DI ANTONIO VANNI

"Me, Myself & I": Kenny Werner
© JOS KNAEPEN

Montreal Jazz Festival, Canada, 28 e 29 giugno 2011. Upstairs Jazz Bar and Grill club. Di sottofondo qualcuno che parla e il tintinnio dei bicchieri: è in questa atmosfera che Kenny Werner ha suonato la musica pubblicata in “Me, Myself & I”, un album in solo che restituisce un momento d’oro di uno dei musicisti jazz più ispirati e produttivi di questi anni. “Me Myself & I” è il documento di due notti in cui le mani si muovono da sole sul pianoforte e la musica semplicemente “accade”.

Un disco nato per caso

Scrive Werner nelle note di copertina: ≪A me piace interagire con altri musicisti, in genere la solo performance non è il tipo di situazione che preferisco. Ma in quelle notti le idee continuavano a sgorgare. […] Sentivo di suonare così bene che ho accennato a Joel (Giberovitch, proprietario del club, ndr) di voler sentire la registrazione. Magari avremmo potuto pubblicare una selezione di brani tratta dalle due serate≫.

La musica si libera diretta e intensa nella dimensione raccolta del club. Sembra quasi che Werner stia pensando a voce alta, sospeso in un dormiveglia in cui temi, melodie e armonie si mescolano insieme in un caleidoscopio di immagini.

I brani si muovono adagio, seguendo il ritmo e il tempo naturale del fluire delle immagini nella coscienza. Da Round Midnight a Blue In Green, da Baloons a A Child Is Born, la musica si sviluppa senza soluzione di continuita creando un continuum sonoro e un mood omogeneo.

I brani

Il disco si apre con Round Midnight: Werner tratta il tema come un pittore cubista affronta il soggetto, sfruttando ogni spigolo, ogni punto di svolta della melodia o armonia per lasciarsi sfuggire altri possibili sviluppi e sfaccettature. A volte si lascia semplicemente trasportare dal suono del pianoforte: succede in Balloons, una song basata su di una melodia semplicissima che ricorda una vecchia canzone per bambini, introdotta da un lungo ostinato di sei minuti costruito su due soli accordi.

Giant Steps offre invece l’occasione per esprimere un virtuosismo molto personale: anziché indugiare sulla pura velocità, come spesso accade nella tradizione di questo brano, Werner si diverte a sfidare ogni cambio e a giocare con gli accordi accelerando o rallentando il tempo a suo piacimento. Ultimo brano dell’album, A Child Is Born è una ninnananna commovente e intrisa di malinconia, ancora una volta una melodia elementare esposta con grazia e partecipazione.

Un lavoro da non perdere

Ogni nota risuona nel silenzio e Werner riesce a dare al pianoforte l’espressione e la pienezza del suono di una voce. Scrive ancora: ≪La mia seconda sorpresa è stata che alcuni dei brani sono giusto alcuni dei miei migliori pezzi mai incisi. E intendo sotto molti punti di vista, creatività, fluidità e così via.

È tutto frutto di una felice confluenza di elementi: un pianista ben oliato, un ingegnere del suono eccezionale, un proprietario di club e un produttore discografico che realmente amano la musica. Mettete tutto questo insieme e avrete una delle cose migliori che ho da offrire. Spero tanto voi siate d’accordo≫

KENNY WERNER

ME, MYSELF & I

  • JUSTIN-TIME, 2012

Kenny Werner (pf)

Round Midnight / Balloons / All The Things / Blue In green / I Had A King / Giant Steps / A Child Is Born

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