Open Jazz Festival d’Ivrea e Canavese, parla il direttore BarbieroTempo di lettura: 2'

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Tra il 27 e il 31 marzo prende avvio l’Open Jazz Festival D’ivrea E Canavese. Il direttore Massimo Barbiero illustra il significato della kermesse

DI CHIARA GIORDANO

Open Jazz Festival d’Ivrea e Canavese, parla il direttore Barbiero

Direttore Barbiero, che cosa ci si deve attendere da questo Open Jazz Festival?

 Equilibrio, non spettacolarizzazione: questo è sempre stato il nostro ideale. La musica è il centro di tutto e serve meno volgarità, più rispetto per questa magia che offre momenti che sanno di infinito. Rendere un festival un qualcosa di simile a un circo lo trovo avvilente e lavoriamo da sempre per allontanarci da un modello di manifestazione simile. Da musicista so che i festival dove si riesce a “suonare” sono quelli dove sei accolto, aspettato, rispettato, dove il pubblico non si sente solo pubblico, ma parte dell’appuntamento. E questo vogliamo che sia l’Open Jazz Festival d’Ivrea e Canavese.

Da quali artisti ti attendi maggiori sorprese?

Tutti e nessuno. È il disegno complessivo di festival che conta per noi e ogni singolo concerto è un rito, un pezzo del mosaico. Rispondendo alla tua domanda vorrei stupirmi di tutti, del pubblico prima che dei musicisti: un festival lo si fa con loro, prima di tutto.

Essere direttore artistico al giorno d’oggi?

Non lo so, non mi sento tale, sono un musicista che sente un dovere morale verso il territorio in cui vive, verso la musica, verso la cultura. Sento il dovere di difendere il nostro festival da sciacalli e hobbysti di questi tempi miserabili perché la musica è un valore collettivo che non deve finire preda di gente senza arte né parte. Negli ultimi anni sono molti i musicisti che si ritrovano a firmare la direzione artistica di un festival.

Ci sono due osservazioni da fare a tal proposito. Da una parte il musicista ha dei vantaggi nel dirigere un festival perché offre l’opportunità di costruire collaborazioni artistiche (anche se è vero che la produzione di una rassegna richiede un notevole sforzo organizzativo e spesso viene da pensare che sarebbe stato meglio dedicarsi esclusivamente alla propria musica). Dall’altra c’è la responsabilità di gestire risorse economiche, anche se sotto questo profilo, viste le condizioni economiche in cui l’Italia versa, ci sarebbe da sorridere.

A questa considerazione se ne lega un’altra, ovvero la convinzione che c’è stata una generazione che si è arricchita con i soldi pubblici e con musicisti sfruttati, direttori artistici che si sono preoccupati di costruire un programma solo e soltanto perché qualche politico gli ha chiesto di farlo. Ecco, è di questa deriva che ci si dovrebbe preoccupare

PROVINCIA DI TORINO (IVREA, BANCHETTE, CHIAVERANO, BOLLENGO)

27-31 MARZO CONCERTI PRINCIPALI

Martedì 27 marzo (Chiaverano)

Miroslav Vitous-Maurizio Brunod Duo

Mercoledì 28 marzo (Bollengo)

ContaMINAta Quartet

Giovedì 29 marzo (Banchette)

Enten Eller Orkestra E(x)stinzione

Venerdì 30 marzo (Ivrea)

Marcella Carboni-Elisabetta Antonini “Nuance”

Area

Sabato 31 marzo (Ivrea)

Enrico Rava Quintet “Tribe”

info | Ivrea Jazz Club/ Music Studio

web | www.music-studio.it

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