Paolo Fresu e Omar Sosa insieme per “Alma”Tempo di lettura: 2'

0

Un duetto estremamente affiatato, quello tra il trombettista Paolo Fresu e il pianista Omar Sosa, registra il suo primo album: ecco “Alma” 

DI LUCIANO VANNI

Paolo Fresu & Omar Sosa Alma

È proprio il caso di dire che tra Paolo Fresu e Omar Sosa scorre buon sangue. I due musicisti si incontrano per la prima volta a Berchidda, Sassari, nel 2004, in occasione della XVII edizione del festival Time in Jazz. Paolo Fresu, direttore della manifestazione, invita il pianista cubano a suonare alla guida del suo quintetto. Quel giorno Sosa si esibisce anche in un solo recital pomeridiano e quando invita Fresu a suonare, in due brani, il trombettista, lasciandosi ispirare dal tema del festival (la follia), sale su un albero e inizia a dialogare con il partner, immerso nel verde di foglie e rami possenti.

Nasce una bella empatia tra i due che si ripromettono di rivedersi al più presto. Questa volta è Omar Sosa a invitare Paolo Fresu a unirsi al suo sestetto per registrare “Promise” (Skip, 2007). Ne seguiranno tournée europee e, nell’estate del 2010, la formazione di un trio con il percussionista indiano Trilok Gurtu.

A questo punto il duo è cosa fatta, tutto è pronto per “Alma”. L’appuntamento è fissato per il 23 e 25 maggio 2011, nello studio di registrazione Artesuono di Stefano Amerio. In verità c’è anche un terzo protagonista, il violoncellista Jaques Morelenbaum, cui è inviato il master del disco affinché inserisca i suoi interventi nella più completa libertà.

Alma, il disco

“Alma” si compone di tracce originali (tre brani sono di Fresu, sei di Sosa e due a firma di entrambi), a eccezione di Under African Skies di Paul Simon. L’idea è di costruire un disco rilassato, profondo e meditativo (“Kind Of Blue” di Miles Davis può sembrare un ideale punto di riferimento).

Tutto nasce spontaneamente, sia all’interno dello studio friulano, dove si trovano Fresu e Sosa, sia in quello brasiliano di San Paolo, dove Morelenbaum crea i suoi inserti, in contrasto con la percezione di ascoltare un’opera perfettamente organizzata, di senso compiuto, come se ciascun brano avesse una sua logica scritta su carta.

Facendo leva su campionatori, basi preregistrate ed effetti, e ancora su percussioni e voci, “Alma” è un disco orchestrale, ricco di sfumature, suoni e belle melodie, come S’inguldo. O come Rimanere grande, dove il piccolo Andrea, figlio di Paolo, alla domanda se voglia diventare grande o rimanere piccolo risponde: «Rimanere grande! ». Si aggiungono una componente spirituale, testimonianza dell’arcaico politeismo cubano cui Omar Sosa è fortemente legato, e poi schegge ipnotiche (No Trance), echi della canzone di origini messicane (Alma) e arrangiamenti poliritmici tipicamente cubani (Moon On The Sky).

PAOLO FRESU & OMAR SOSA

ALMA

  • TUK MUSIC, 2012 (EMI)

Paolo Fresu (tr, flic, perc, multi effetti, whistle); Omar Sosa (pf, Rhodes, MicroKORG, samplers, multi effetti, perc, voc); Jaques Morelenbaum (vlc)

S’inguldu / Inverno grigio / No Trance / Alma / Angustia / Crepuscolo / Moon On The Sky / Old D Blues / Ninos / Nenia / Under African Skies / Rimanere grande!

Related Post

Avatar

Jazzit è una piattaforma editoriale che si distingue per autorevolezza e innovazione ed è stata fondata da Luciano Vanni nell’estate del 1997: è impegnata nella divulgazione della cultura della musica jazz e nel corso degli anni ha ampliato e diversificato la sua attività, adoperando i nuovi canali d’informazione e promuovendo iniziative volte a superare la frammentazione della comunità jazzistica nazionale.

Leave A Reply

Altro... Jazz
Recensione a “Black Ol’ Blues”, dei Black Hole Quartet
Roma, nasce l’Archivio Nazionale del Jazz
Con la nuova Jazzit Card, sconti e convenzioni esclusive
Chiudi