Infinito Pierrick Pédron: ecco “Cheerleaders”Tempo di lettura: 2'

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L’esordio del sassofonista francese Pierrick Pédron in casa ACT sorprende per la varietà degli orizzonti stilistici. Ecco la recensione Cheerleaders

DI LUCIANO VANNI

Pierrick Pédron cheerleaders

“Cheerleaders” è il sorprendente esordio in casa ACT del sassofonista francese Pierrick Pédron. Nato il 23 aprile 1969 in Bretagna, a Saint-Brieuc, centro della splendida Côtes-d’Armor, Pédron fa parte di quella generazione di musicisti che stanno contribuendo a definire gli orizzonti espressivi del nuovo jazz europeo. Non è un caso che si sia formato in una delle più sorprendenti formazioni europee degli anni Duemila, la Magic Malik Orchestra, diretta dal flautista e compositore franco-avoriano Malik Mezzadri.

Gli orizzonti stilistici di Pierrick Pédron sono sterminati. Basti pensare che il suo esordio discografico da leader, “Cherokee” (Elabeth, 2000), è dedicato alla memoria di Charlie Parker, e che nell’arco della sua carriera si è confrontato con il rhythm and blues, il funk e il progressive rock, come emerso dal recente “Omry” (Plus Loin Music, 2009).

L’album

Esox-Lucius, il brano che apre “Cheerleaders”, è la traccia di riferimento del disco, scelta tra l’altro per la realizzazione del videoclip promozionale. Si tratta di una breve suite d’ispirazione kingcrimsoniana e pinkfloydiana, con un tema alquanto incisivo, sostenuto da un coro femminile di cinque voci. Lo spazio improvvisativo è ridotto ma basta per far emergere la fluidità del fraseggio di Pédron, profondamente be bop. L’arrangiamento, diretto dal pianista Laurent Coq, è magistrale, ricco di soluzioni timbriche (Rodhes e farfisa, chitarra e basso elettrico) e di sequenze ipnotiche, come nell’inserto vocale della coda che ci conduce direttamente al secondo brano, The Cloud.

Pédron realizza un concept album di progressive- jazz mettendo in scena numerosi inserimenti di musica concreta (fanfare e bande). Ciascun brano è unito all’altro, così come fecero i Beatles in “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”. Si ascoltano frammenti hard rock (Miss Falk’s Dog) e new funk (Nonagon’s Dance), momenti più lirici (The Cloud e 2010 White Boots) e romantiche ballad (The Mists Of Time), dove emerge con forza l’altro riferimento espressivo di Pédron, Julian “Cannonball” Adderley.

Esemplare il livello performativo della band e la ripresa audio che, come nelle migliori produzioni ACT, sfiora i confini del pop più sofisticato

PIERRICK PÉDRON

CHEERLEADERS

ACT, 2011 (EGEA)

Pierrick Pédron (alto); Chris De Pauw (ch); Laurent Coq (pf, Rhodes, tast); Vincent Artaud (b el); Franck Agulhon (batt); Fabrice Moreau (batt); Ludovic Bource (farfisa in #1)

Esox-Lucius / The Cloud / Miss Falk’s Dog / The Mists Of Time / Nonagon’s Dance / 2010 White Boots / The Cheerleader’s NDE / Coupe 3 / Toshiko

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