São Paulo Underground: Rob Mazurek e le teste pazzeTempo di lettura: 3'

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La nuova formazione di Rob Mazurek si chiama São Paulo Underground: il trio ha inciso Três Cabeças Loucuras, che fonde in modo straniante tradizione brasiliana ed elettronica

DI LUCIANO VANNI

São Paulo Underground: Três Cabeças Loucuras

Il termine underground si può tradurre in italiano con “sotterraneo” e “clandestino”. Ma quando il vocabolo è adoperato in ambito musicale l’interpretazione conduce ad altri significati, diventando esso stesso sinonimo di un linguaggio autonomo. La parola underground diventa così il simbolo di una ricerca espressiva inaudita, fuori dall’ordinario e dalle mode.

A rendere attuale questa voce, almeno nel jazz, ci sta pensando il cornettista e trombettista Rob Mazurek. Classe 1965, originario di Jersey City (New Jersey) ma legato a due altre città che lo hanno profondamente segnato: Chicago (Illinois), dove ha compiuto gli studi musicali e dove ha mosso i primi passi, e San Paolo (Brasile), dove si è trasferito più di recente. Ebbene, underground è il termine che Mazurek adotta per battezzare due collettivi: Chicago Underground (che esordisce nel 1998 con “Playground”, Delmark) e São Paulo Underground (che esordisce nel 2006 con “Sauna: Um, Dois, Tres”, Aesthetics).

Formazione

Il collettivo São Paulo Underground nasce a metà degli anni Duemila, quando Rob Mazurek si trasferisce in Brasile ed entra in contatto con la scena d’avanguardia della città. Originariamente concepito come duo con il percussionista e polistrumentista Mauricio Takara, a partire dal terzo album, “Três Cabeças Loucuras”, il gruppo allarga le proprie maglie ospitando, oltre ai due fondatori, il tastierista Guilherme Granado e il batterista Richard Ribeiro.

Si aggiungono quindi altri quattro musicisti ospiti in due brani (Just Lovin’ e Six Six Eight). Sono Kiko Dinucci alla chitarra e voce, Jason Adasiewicz al vibrafono, John Herndon alla batteria e Matthew Lux alla chitarra basso, già membri della Exploding Star Orchestra (formazione attiva dal 2006 e diretta da Rob Mazurek, che negli ultimi anni ha collaborato con Bill Dixon e Roscoe Mitchell).

Il gruppo costruisce una musica che procede per associazioni di idee, inserendo attorno a melodie orecchiabili (Jagoda’s Dream) inserti di free jazz (Lado Leste) o riff funkeggianti (Carambola).

Três Cabeças Loucuras

Uno dei tratti distintivi dell’album è la forte propensione ritmica del gruppo, un groove psichedelico prodotto da un uso massiccio dell’elettronica, come testimoniano sia l’ipnotica Pigeon sia la danzante Just Lovin’, elegante e tribale al tempo stesso. La presenza di Rob Mazurek è magnetica: ispirato dalle sonorità cosmiche e free di Sun Ra e dal pensiero astratto di Bill Dixon, il musicista lascia emergere con forza il suo affascinante timbro strumentale – spigoloso, tempestoso e brillante – e un fraseggio fluido e abbagliante per ispirazione e profondità.

I São Paulo Underground si misurano con la tradizione musicale brasiliana e il mondo dell’innovazione tecnologica: è così che il quadro sonoro prodotto si tinge di elementi disturbanti, carichi di manipolazioni elettroniche.

SÃO PAULO UNDEGROUND

TRÊS CABEÇAS LOUCURAS

CUNEIFORM, 2011 (IRD)

Rob Mazurek (cornetta, elettr, voc); Mauricio Takara (cavaquinho, batt, perc, elettr, voc); Guilherme Granado (tast, loops, samplers, perc, voc); Richard Ribeiro (batt, voc). Special guests: Kiko Dinucci (ch, voc); John Adasiewicz (vib); John Herndon (batt); Matthew Lux (ch b)

 Jagoda’s Dream / Pigeon / Carambola / Colibri / Just Lovin’ / Lado Leste / Six Six Eight / Rio Negro

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