Sarah Jane Morris: “Riparto da ciò che conta”Tempo di lettura: 4'

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Dopo la rottura di una lunga relazione, Sarah Jane Morris riparte con “Where It Hurts”. In questa intervista spiega perché è tornata a parlare di temi politici

DI ALCESTE AYROLDI

sarah jane morris intervista

La camaleontica cantante e autrice inglese, virata la boa dei cinquant’anni, si riappropria pienamente della sua verve compositiva e della sua libertà, anche espressiva. A poca distanza dalla pubblicazione di “Migratory Birds” (Fallen Angel, 2008), Sarah Jane torna a parlare di problematiche sociali, politiche e del suo recente passato personale con “Where It Hurts” (Fallen Angel, 2009).

“Migratory Birds” e subito dopo “Where It Hurts”: perché questa urgenza?

“Migratory Birds” è il secondo dei molti album che intendo registrare con Marc Ribot per celebrare, attraverso le nostre interpretazioni delle classic songs, i grandi songwriter. Questo disco, come “August” (Fallen Angel, 2001, ndr), è stato registrato dal vivo, in presa diretta. “Where It Hurts”, invece, è un disco che contiene delle riflessioni sociali: parla dei diversi tipi di sofferenza, di ciò che osservo e che voglio denunciare. È in parte autobiografico, perché riguarda la rottura della mia relazione sentimentale durata venticinque anni.

I brani A World To Win e Promise Land toccano problemi di natura civile molto forti, come ad esempio quello dei rifugiati politici. Che cosa ti ha spinto a parlarne?

In passato, prima della gravidanza, ero una cantante impegnata politicamente. Adesso, in questi tempi difficili, è giunto il momento di tornare a esserlo. Voglio che mio figlio veda fino a che punto sostengo ciò in cui credo. Recentemente, Dominic [Miller] e io abbiamo scritto un brano su Robert Mugabe, il leader corrotto dello Zimbabwe, e un altro sui crimini violenti in deciso aumento nel Regno Unito.

Esiste la “Terra Promessa”?

No, non esiste: questo è il senso della canzone. I rifugiati politici cercano una terra che noi abbiamo distrutto.

Che cosa è cambiato in Sarah Jane Morris?

Ho acquisito una libertà ritrovata. Avere compiuto cinquant’anni sembra l’inizio di un nuovo e interessante capitolo della mia vita, con un po’ di saggezza in più rispetto al passato. Sono ancora molto stimolata dalla vita, dall’amore e dalla musica.

In “Where It Hurts” si ascoltano diversi stili musicali (funk, blues, jazz, soul) e testi sostanzialmente differenti. Che cosa ti ha ispirata?

Sono costantemente ispirata dal mondo e dalla gente che mi circonda. Ho sempre sperimentato diversi stili, non trovandone uno che possa, da solo, soddisfarmi pienamente.

Come hai scelto i tuoi “compagni di viaggio”?

I miei musicisti sono i migliori! Con Dominic Miller (nylon string guitar, ndr) siamo amici da lungo tempo: per quindici anni è stato impegnato con Sting, ma dal momento che Sting attualmente suona con i Police, è più libero per scrivere e registrare con me. È meraviglioso, come avere trovato un fratello con cui condividere le idee musicali: il suono della sua chitarra e la voce sono perfetti, specialmente perché Dominic non suona mai troppo. Tony Remy (chitarra acustica, ndr) lo conosco da anni ma non abbiamo mai trovato l’occasione giusta per lavorare insieme, prima.

Gli splendidi “african blues”che Tony esegue si incastrano perfettamente nella nostra musica. Henry Thomas suona il basso con me da anni: è il mio braccio destro e sinistro! Martyn Barker (batteria, ndr) invece è il mio co-autore da tempo: siamo molto affiatati. Adoro gli artisti con cui lavoro, perché ci rispettiamo e ci divertiamo quando suoniamo. Sono tutti grandi compagni di viaggio.

In quale direzione sta andando la tua musica?

Va in diverse direzioni: mi sento molto attratta dai ritmi africani, folk, soul, dalla musica classica, latina, blues e jazz. Sono molto fortunata nel poter continuare a eseguire musica dopo tutti questi anni, e più passa il tempo più mi diverto. Mi sostengo economicamente facendo ciò che amo e sicuramente è un privilegio, di questi tempi.

BIO IN BREVE

nome Sarah Jane Morris

nata il 21 marzo 1959

dove Southampton (Inghilterra)

strumento Voce

Discografia selezionata

  • Sarah Jane Morris, BLUE VALENTINE (RONNIE SCOTT’S JAZZ HOUSE, 1995)
  • Sarah Jane Morris, FALLEN ANGEL (POLYGRAM, 2000)
  • Sarah Jane Morris, LOVE AND PAIN (EVOLVER, 2003)

www.sarahjanemorris.com

Where It Hurts sarah jane morris

Sarah Jane Morris

Where It Hurts

  • FALLEN ANGEL, 2009 (IRD)

Sarah Jane Morris (voc); Dominic Miller (nylon string guitar); Tony Remy (ch ac); Henry Thomas (b ac); Martyn Barker (batt, cajon, rica rica, shaker, triangle); Alastair Gavin (pf); Stavros Miller (bozouki)

 Un suono corposo e caldo è il filo conduttore di questo lavoro dalle mille anime musicali. Tutte composizioni originali, eccetto Sunset (Boo Hewerdine) – dai lineamenti folk, qui guadagna uno swing carezzevole – e It’s A Shame, scritta per Sarah Jane da Hawksley Workman (originariamente intitolata A Song For Sarah Jane). L’autrice attraversa, grazie alle sue doti vocali e alla capacità di muoversi tra registri assai distanti, il soul, il funky, il jazz e il blues, con venature folk ben sottolineate soprattutto dall’intrecciarsi delle chitarre di Dominic Miller e Tony Remy. Spiccano per eleganza e lirismo le songs Promise Land e Illumination. (AA)

A World To Win / You Know Her / Never Forget How To Dance / You’re Really Nowhere At All / Warm Welcomes Cold Goodbyes / Promised Land / It’s A Shame / Under The Stars / Illumination / Sunset / Betrayal / Good Night God Bless / I Learned To Love You

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