Fondazione Siena Jazz diventa University: ecco i nuovi corsiTempo di lettura: 4'

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La fondazione jazzistica è stata autorizzata a rilasciare titoli di alta formazione, come i conservatori: nasce Siena Jazz University 

DI CHIARA GIORDANO

Franco Caroni, che cosa hai provato quando hai appreso che la Fondazione Siena Jazz era stata abilitata a rilasciare titoli accademici di alta formazione artistica al pari degli altri conservatori statali e delle grandi istituzioni internazionali?

Ho rivisto gli anni degli inizi in cui riuscire a muoversi di un centimetro significava spostare una montagna. In cui piccoli risultati facevano scattare meccanismi nuovi, capaci a volte di produrre una catena di eventi che ti trascinava come una corrente impetuosa che a malapena potevi cavalcare e dalla quale era difficile uscire.

Ma ho rivisto anche gli anni di mezzo, quelli in cui la Fondazione Siena Jazz ha imparato, sbagliato, suggerito; in cui ha prodotto competenze, professionalità, creatività; in cui ha segnato la strada da seguire verso il riconoscimento di un’arte all’apparenza estemporanea, in realtà irrefrenabile, viva, poetica, emotiva.

Tutto questo, mi dirai, cosa c’entra con l’aver ottenuto un riconoscimento ministeriale a svolgere attività di alta formazione, o meglio l’autorizzazione a rilasciare titoli aventi valore legale? È come poter ancora accendere la luce e scoprire cosa si può far crescere, trasformare, migliorare. Per noi non vuole dire entrare in un mondo codificato, formale, standardizzato, ma in un mondo interpretabile, cui dare una nuova prospettiva per aiutare i giovani musicisti a crescere in modo più aperto, per spingere uno studente verso la propria sensibilità artistica.

Lavorare per la formazione di un professionista creativo, entusiasta del futuro, con i piedi per terra ma consapevole che l’arte è sempre di là della porta e che le porte per un artista non finiscono mai. Senza restare immobili a subire una crisi mondiale come quella che stiamo attraversando, rafforziamo la visione del mondo che vogliamo. Contribuiamo nel nostro settore a preparare i giovani musicisti a pretendere lo spazio che la musica deve avere in una società sana, luminosa, operosa, trasparente e comunicativa.

Franco Caroni presidente fondazione Siena Jazz University 
Franco Caroni ©VALENTINO GRISCIOLI
Se sì, come cambierà l’impostazione didattica della Fondazione Siena Jazz?

L’impostazione didattica della Fondazione Siena Jazz cambierà, ma non per questo riconoscimento. Cambierà perché siamo un’istituzione che ha come obiettivo quello di stimolare la crescita, il cambiamento, la trasformazione, la formazione e quindi l’alta formazione.

Ciò non significa saper leggere a prima vista gli spartiti, dare importanza a quante scale conosci o a quale velocità le suoni, ma lavorare perché le competenze e le abilità siano elementi forti per raggiungere un obiettivo forte. Vale a dire che è rilevante come usi questo materiale una volta acquisito. Come lo manipoli rendendolo tuo e dandogli un significato artistico che sveli la tua personalità e il tuo mondo musicale.

Dal 24 luglio al 7 agosto 2012 si terranno i nuovi Seminari Estivi di Siena Jazz. Quali novità saranno apportate a questi corsi?

I seminari saranno un laboratorio dove suonare con gruppi musicali dalle impostazioni stilistiche eterogenee, aiutando gli iscritti a perfezionare le loro performance. Fondamentale sarà lo stimolo a partecipare a formazioni diverse alla presenza di ben quattro docenti che si alterneranno alla guida delle stesse. Insegneranno il loro mondo musicale suonando direttamente nel gruppo come leader.

Questo è il cuore del progetto dei nuovi seminari. Tutto il resto è un ottimo corollario che valorizza e perfeziona l’impostazione principale dei corsi, che è quella di far lavorare i musicisti in gruppo con diverse formazioni, approfondendo i vari linguaggi del jazz proposti dai docenti. Per questo abbiamo costituito un totale di 68 formazioni, 34 con un gruppo di docenti nella prima parte dei corsi e 34 con un nuovo gruppo di docenti nella seconda parte.

È un’organizzazione unica a livello internazionale. Un’esperienza senza precedenti anche per un giovane professionista, capace di immettere uno stimolo enorme nei partecipanti e in grado di favorire esperienze e contatti che si dimostreranno utili per molti anni.

Non dubito che tu abbia già in mente il prossimo traguardo da raggiungere…

Il prossimo traguardo è la formazione di un Jazz club e di una foresteria. Poi ci sono le collaborazioni con le istituzioni musicali italiane, con la scuola dell’obbligo, una rete di interscambi con sei o sette istituzioni didattiche europee. E poi una altrettanto stimolante rete di interscambi con gli Stati Uniti, un’associazione a New York che faccia da ponte culturale e finanziario per docenti e studenti fra Italia e America. E tante altre iniziative da cogliere quando mi guardo dentro, sbirciando di là dalla porta. Perché c’è sempre una porta da aprire per i tuoi sogni.

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