Omaggio ai Procol Harum: il disco di Zambrini, Di Biase e ScottTempo di lettura: 1'

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Il nuovo album di Antonio Zambrini, Andrea Di Biase e Jon Scott si intitola “Songs from The Procol Harum Book”, gruppo progressive attivo dal 1967 al 1977

Zambrini Di Biase – Scott SONGS FROM THE PROCOL HARUM BOOK

Zambrini, Di Biase e Scott

SONGS FROM THE PROCOL HARUM BOOK

  • ABEAT, 2010 (IRD)

Antonio Zambrini (pf); Andrea Di Biase (cb); Jon Scott (batt)

L’omaggio del trio di Zambrini, Di Biase e Scott è rivolto ai classici dei Procol Harum, gruppo progressive britannico attivo dal 1967 al 1977. Quasi tutti i brani sono tratti dai primi tre album della band, usciti tra il 1967 e il 1969, con l’eccezione di Fires (Wich Burnt Brightly) che compare su “Grand Hotel” del 1973.

La musica è ben arrangiata ed eseguita, con la ritmica di Di Biase e Scott, che dialoga costantemente con il leader mantenendo viva la pulsazione ritmica. Pilgrim’s Progress è un’introduzione trascinante, con un efficace solo di contrabbasso, mentre Crucifiction Lane evidenzia il prezioso lavoro solistico di Zambrini. Homburg, in veste quasi soul-funk, aggiunge al trio il notevole sax di Emiliano Vernizzi, mentre A Salty Dog è un’affascinante ballad. Inevitabile A Whiter Shade Of Pale che perde le connotazioni bachiane per diventare un brano per pianoforte solo. (EM)

Pilgrim’s Progress / Crucifiction Lane / A Salty Dog / Homburg / Fires (Wich Burnt Brightly) / Quite Rightly So / Something’s Following Me / A Whiter Shade Of Pale

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