Südtirol Jazz Festival, una festa speciale per i 30 anniTempo di lettura: 4'

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Il direttore artistico, Klaus Widmann, illustra il programma della 30esima edizione di Südtirol Jazz Festival: fra malghe e piazze, sarà un’occasione per conoscere la regione

DI CHIARA GIORDANO

Quale idea di festival vuoi mettere in scena per questo trentesimo anniversario del Südtirol Jazzfestival Alto Adige?

Per il trentesimo anniversario del festival continuiamo sulla nostra strada, che è quella di cercare di dare alla manifestazione un profilo inconfondibile nell’ambito delle rassegne internazionali. La dislocazione dei concerti su tutto il territorio provinciale e la scelta di location molto suggestive danno la possibilità ai visitatori di scoprire la nostra regione dal punto di vista delle bellezze naturali ma anche delle offerte culturali e gastronomiche.

La programmazione artistica è all’insegna della varietà musicale e del nuovo.

Il festival non vuole essere una manifestazione specializzata in un particolare tipo di musica dell’ambito jazz. Vuole presentare prevalentemente progetti nuovi e musicisti giovani provenienti da tutte le parti del mondo con proposte diverse tra loro. Non a caso l’età media dei musicisti invitati si aggira di poco sopra i trent’anni.

È evidente che nel cartellone figurano anche artisti affermati ma sempre con progetti nuovi. Il nostro festival diventa sempre di più un’occasione d’incontro tra musicisti grazie a nuove formazioni, a progetti creati ad hoc e anche a composizioni commissionate per il festival. Puntiamo anche molto sulla nostra posizione geografica e culturale, una sorta di ponte tra Nord e Sud dell’Europa.

E la serata d’apertura del festival – il 29 giugno – ne è un esempio: sul palco ci saranno musicisti come Paolo Fresu, Bebo Ferra, Nils Wogram, Hamilton de Holanda. E poi David Linx, Diederik Wissels e Jim Black, che si susseguiranno in formazioni e situazioni diverse. Per i festeggiamenti del trentennale il giovane musicista altoatesino Gerd Hermann Ortler comporrà un inno che verrà registrato prima del festival e usato per la promozione. Durante la manifestazione i gruppi dei trenta concerti principali suoneranno questo inno con arrangiamenti ogni volta diversi.

Che cosa significa essere direttore artistico oggi?

Oltre a essere il direttore artistico del festival mi devo occupare di molte altre cose. Devo raccogliere i finanziamenti, decidere quali investimenti fare, curare gli aspetti organizzativi, creare e sviluppare le progettualità sia dal punto di vista artistico sia per quel che riguarda le location e tutto il contorno.

Poi c’è bisogno di svolgere un continuo lavoro di relazioni, di ricerca e cura di sponsor e partner ma anche di inserimento e posizionamento del prodotto festival nella società e di rapportarsi con le istituzioni culturali e turistiche. Il motore principale di tutto ciò è la curiosità per il nuovo. È emozionante riuscire a scoprire spesso cose belle, nuove e interessanti.

La mia visione sulla direzione artistica non è quella di scegliere prevalentemente artisti affermati spulciando le liste delle agenzie ma andare alla ricerca di musicisti giovani e ancora poco conosciuti e di cercare di stimolare e favorire la creazione di nuove situazioni e nuove formazioni.

Per questo lavoro è necessario informarsi a 360 gradi su quello che succede a livello internazionale. Ci vogliono anni di lavoro per crearsi i contatti necessari con agenzie, musicisti, giornalisti e addetti ai lavori. Anche se la frequentazione di festival e concerti rimane una fonte d’informazione fondamentale e insostituibile, devo confessare che Internet e in particolare You- Tube aiutano molto a raccogliere ulteriori informazioni.

Südtirol Jazz Festival, parla Klaus Widmann
Ambrose Akinmusire
Quali sono gli artisti o gli eventi dai quali ti attendi maggiori sorprese?

Sento per tutti i concerti del festival una grande attesa e curiosità, anche se purtroppo per motivi di tempo non riesco a vederli tutti. Le sorprese ci sono sempre così come le conferme e a volte anche qualche delusione. È molto difficile per me fare una scelta fra concerti, anche se progetti come gli “incontri“ della serata d’apertura o il lavoro commissionato ad Angelika Niescier, Simone Zanchini e Stefano Senni sono quelli dai quali mi aspetto più sorprese

BOLZANO E PROVINCIA

29 GIUGNO 8 LUGLIO 2012

TRA GLI ARTISTI IN PROGRAMMA

Angelika Niescier, Simone Zanchini, The Ninety Miles Project, Ambrose Akinmusire Quintet, Le Rex, Vertigo Quartett, Mini- Orchestra di Berna, Martin Lechner Sextett, Jim Black, Paolo Fresu, Bebo Ferra, Hamilton de Holanda, David Linx, Diederik Wissels, Nils Wogram, Danae & os novos crioulos, Francesco Bearzatti, Louis Sclavis, Andreas Varady, Christian Wallumrød, Ardhi Engl, Geoff Goodman, Céline Bonacina Trio

info | Jazz Music Promotion Südtirol-Alto Adige

web | www.suedtiroljazzfestival.com

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