“Trio Libero”: Andy Sheppard alla ricerca del suono puroTempo di lettura: 2'

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Tra malinconia e improvvisazione, nasce Trio Libero, realizzato in collaborazione da Andy Sheppard, Michel Benita e Sebastian Rochford

DI LUCIANO VANNI

"Trio Libero": Andy Sheppard Michel Benita Sebastian Rochford
© MALCOLM WATSON

Stalker è un film del 1979 diretto da Andrej Tarkovskij: una pellicola dal ritmo molto lento, costruita con lunghissimi piani sequenza che mettono alla prova la pazienza dello spettatore. L’ambientazione è cupa, realizzata in un intricato labirinto di gallerie in disfacimento, invase dall’acqua. Paradossalmente le immagini del geniale regista russo descrivono molto bene i mondi sonori architettati da Andy Sheppard.

Trio Libero

L’album “Trio Libero” marca una differenza d’intenzioni – e di formazione – rispetto al precedente “Movements In Colour” del 2009, sempre per l’ECM. Il disco è costruito sfruttando il grande interplay dei tre musicisti (al fianco di Sheppard, Michel Benita al contrabbasso e Sebastian Rochford alla batteria), a proprio agio nei brani originali a loro firma così come nelle improvvisazioni estemporanee e nell’unico standard (I’m Always Chasing Rainbows).

I moduli compositivi sono diversi e includono frasi ritmiche reiterate (Skin-Kaa), brani che sembrano bozzetti, melodie eteree (Dia da liberdade), temi all’unisono (Slip Duty). Particolare, ad esempio, è lo svolgimento di The Unconditional Secret: la melodia per sassofono e contrabbasso è colorata da qualche rarefatto colpo di batteria suonata con le spazzole. Il tutto in un tempo spezzato, ricco di corone e rubati, raggiungendo così vette d’inafferrabile leggerezza e soavità.

Malinconia

Uno dei temi predominanti nell’estetica di Sheppard è senz’altro quello della malinconia, come si ascolta nella traccia iniziale, Libertino: la ritmica è continuamente interrotta. Il tempo non è esplicitato ma si ricava dal dialogo degli strumenti, il bellissimo suono complessivo esalta il tema minimale del sassofono e il lungo assolo di contrabbasso. Altre volte l’economia dei mezzi sonori rende l’ascolto lancinante, come dimostra Dia da liberdade: una melodia lunga e aperta, qualche accento di batteria, il basso prudente e moderato, scevro da note.

Improvvisazione ed equilibrio

È particolarmente interessante rilevare come, dal punto di vista solistico, il sassofono esponga piccole e brevi frasi che vengono subito “raccolte” dagli altri due strumenti, dando l’idea di un’improvvisazione totale ma allo stesso tempo sempre in equilibrio. Si realizza così una musica minimale, caratterizzata da ampi spazi e ritmi spezzati. La rarefazione della musica permette al trio di realizzare un progetto che, pur nell’essenzialità delle sue componenti sonore, riesce ad avere una forza espressiva notevole.

In ultima analisi il disco nel suo insieme sembra essere dedicato alla ricerca del suono puro. Data la mancanza di fraseggi veloci, dell’armonia e del ritmo, i brani diventano “bassorilievi acustici”, bozzetti esaltati dal laid back e dall’allusione, dall’uso del silenzio come geniale artificio compositivo.

SHEPPARD/BENITA/ROCHFORD

TRIO LIBERO

  • ECM, 2012 (DUCALE)

Andy Sheppard (ten, sop); Michel Benita (cb); Sebastian Rochford (batt)

Libertino / Slip Duty / I’m Always Chasing Rainbows / Spacewalk Part 1/ Dia da liberdade / Land Of Nod / The Unconditional Secret / Ishidatami / Skin-Kaa / Spacewalk Part 2 / Whereveryougoigotoo / Lots Of Stairs / When We Live On The Stars

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