Walter Beltrami e le note sfuggenti di “Timoka”Tempo di lettura: 2'

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Ispirato al cinema di Ingmar Bergman, l’album “Timoka”, del chitarrista Walter Beltrami, nasce da una lunga gestazione, iniziata nel 2005

di LUCIANO VANNI

Walter Beltrami timika intervista
Timoka è il nome della città che ospita la trama del film Il silenzio (1963) di Ingmar Bergman. Altri brani contenuti nell’album sono ispirati al regista svedese. È forse questo il motivo per cui il disco sembra possedere una costruzione narrativa per fotogrammi?

Il cinema è sempre stato la mia seconda, grande passione e fonte di ispirazione: soprattutto quello di autori come Klimov di Come and See (1985, ndr), Tarkovskij di Solaris (1972, ndr) e Zulawski di La terza parte della notte (1972, ndr). Bergman, tuttavia, è stato il primo amore e quando ho iniziato a scrivere la musica di “Timoka” mi sono ritrovato, tra l’altro, a visitare e vivere molti dei suoi stessi luoghi, sia reali che mentali.

Perché e come nasce “Timoka”? Quale idea musicale volevi creare?

Timoka è una città non reale, la città che non c’è ma che esiste, da qualche parte, nella mente di Bergman. In modo simile, io cerco di portare alla luce la musica che non c’è. Non ho un approccio compositivo accademico, almeno non per i progetti che decido di firmare come leader. Cerco di ascoltare ciò che mi accade dentro e quando sento arrivare un’ispirazione che mi sorprende per la sua freschezza, mi metto allo strumento e faccio di tutto per tradurla in musica. Per questo motivo il processo compositivo non è mai veloce: ho iniziato a scrivere i brani di “Timoka” nel 2005 e ho finito un giorno prima di entrare in studio, nel 2008!

Al trio si aggiunge Francesco Bearzatti. Perché proprio lui?

È un musicista profondo e personale, ciò che conta di più, per me, nella scelta dei compagni di viaggio. All’inizio Francesco [Bearzatti] era ospite, poi è stato subito chiaro che il gruppo fosse un quartetto a tutti gli effetti.

Come definiresti questo disco con tre aggettivi?

Lunare, urlato, lirico.

Walter Beltrami

Timoka

RE:THINK-ART, 2009 (EGEA)

Walter Beltrami (ch); Francesco Bearzatti (ten, cl); Roberto Bordiga (cb, b el); Emanuele Maniscalco (batt)

“Timoka” è un album dedicato al regista svedese Ingmar Bergman e rappresenta un viaggio negli sconfinati paesaggi dell’interiorità. Alcuni brani commuovono e sanno straziare, come Emotions (riarrangiamento di un estratto della colonna sonora del film Il posto delle fragole), Tormento e Luci d’inverno; altri sono più inquieti, Timoka e Corridors; altri ancora stranianti e visionari, Train To Basel; o violenti, Ppp, brano a tutti gli effetti post punk-rock. Walter Beltrami, che firma otto delle dieci composizioni, rivela una scrittura decisamente personale, spigolosa e contorta ma anche profondamente lirica, fitta di melodie struggenti e al tempo stesso lisergiche.

Il chitarrista conduce la narrazione adoperando una vasta e caleidoscopica gamma espressiva strumentale, composta di saturazioni e voicing. I suoni sono acidi e taglienti ma anche rarefatti e morbidi, come se a ciascuno stato emozionale corrispondesse una tecnica espressiva: proprio come accade nel cinema. (LV)\

Emotions / Timoka / Tormento / Train To Basel / Corridors / Luci d’inverno / Spider / Thulin / Ritorno da Lund / Ppp / Emotions

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