The Wayne Shorter Quartet, “Without A Net” (2013)Tempo di lettura: 2'

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Un altro, ispirato album per il Wayne Shorter Quartet: in “Without a Net” trovano posto otto brani registrati in vari concerti in Europa e la lunga composizione Pegasus, del 2010

© ANDREA BOCCALINI

THE WAYNE SHORTER QUARTET

WITHOUT A NET

  • BLUE NOTE, 2013

Wayne Shorter manifesta nel suo quartetto lo stesso interplay del pianista Bill Evans alla guida del suo trio e per certi versi lo estende, giungendo alla messa in atto del we never solo, we always solo, “non improvvisiamo mai, improvvisiamo sempre”.

L’album è ripreso dal vivo, otto brani provengono dalla registrazione di concerti tenuti in Europa nel 2011. La lunga composizione (ventitré minuti) dal titolo Pegasus, che vede insieme il quartetto di Shorter con The Imani Winds, è stata suonata nel mese di dicembre 2010.

Se Pegasus è una partitura per combo jazz e quintetto di fiati, che lascia emergere una scrittura sinfonico-contemporanea, il materiale restante esalta il gruppo alle prese con una costante interazione, in equilibrio tra rigore e indeterminazione, compostezza e libertà. Un quartetto che sembra controllare in maniera alchemica l’estemporaneità delle sue azioni.

Sintomatico è il brano S. S. Golden Mean

Tutto ha inizio con Danilo Pérez che intraprende una sequenza di accordi sopra le interferenze ritmiche di Brian Blade. Dopo venti secondi circa interviene Shorter al soprano (e il gruppo reagisce con sorpresa e puro godimento: si ascoltino le reazioni “vocali”) enunciando il tema articolato in poche note fino a quando, con un breve ritardo, entra in scena anche John Patitucci.

Da quel momento in avanti viene cambiata costantemente l’ambientazione ritmica del brano, garantendo un groove incessante su cui Shorter elabora il suo fraseggio libero, leggero ed eccezionalmente ispirato. Tutto si svolge per accumulo di energia, in un call and response di travolgente empatia.

L’interesse di Shorter è concentrato sull’azione del gruppo e non più sulla composizione: i temi sono fragilissimi, come quello di Starry Night, che si chiude tra gli applause e le reazioni eccitate del gruppo. Siamo di fronte all’ennesima testimonianza espressiva intensa e di sorprendente ispirazione di un quartetto che da oltre dieci anni è protagonista del jazz contemporaneo. (LV)

Formazione e brani

Wayne Shorter (sop, ten); Danilo Pérez (pf); John Patitucci (cb); Brian Blade (batt) featuring The Imani Winds

Orbits / Starry Night / S. S. Golden Mean / Plaza Real / Myrrh / Pegasus / Flying Down To Rio / Zero Gravity To The 10th Power / (The Notes) Unidentified Flying Objects

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