L’Ac Class vista da chi la costruisce: dentro la Persico MarineTempo di lettura: 4'

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Marcello Persico, managing director di Persico Group, racconta la terza volta della sua azienda in Coppa America e come è arrivato a costruire le Ac Class

by Emilio Martinelli

“Progresso tecnologico e globalizzazione sono tsunami. Non li puoi ignorare. Devi saper cogliere le opportunità che offrono. Altrimenti, semplicemente, ti passano sopra”. Marcello Persico è il managing director di Persico Marine, che con la collaborazione con Land Rover BAR di Ben Ainslie segna la sua terza presenza all’America’s Cup. Ha le idee molto chiare, come quella che nel 2008 ha significato una svolta nella storia di Persico Marine.

LA STORIA DEL GRUPPO PERSICO

La società del Gruppo Persico viene dall’azienda, una modelleria, fondata dal padre di Marcello, Pierino Persico, nel 1976. L’installazione nel 1990, prima azienda in Italia, di una fresa a 5 assi a controllo numerico che viene usata per i bulbi e la chiglia della sfida del Moro di Venezia alla Coppa 1992. Quella, nel 2000, di una fresa da 25 metri per modelli per stampi di imbarcazioni e poi nel 2004.

Infine la collaborazione con Luna Rossa: sono queste le tappe che portano alla nascita, appunto nel 2004, di Persico Marine. “Da allora e con la costruzione delle due Luna Rossa per Valencia 2007 siamo sempre stati presenti in Coppa America”, spiega Marcello Persico.

LA CRISI E LA SVOLTA

Nel 2008, quando la crisi economica globale investe anche la nautica rinnova l’azienda. “Si trattava di decidere se proseguire con la nautica o di abbandonare un settore che valeva il 5 per cento del fatturato del Gruppo ma con costi fissi elevati. Avevamo però impianti all’avanguardia e una forte esperienza. Un peccato lasciar perdere. Ho proposto un nuovo indirizzo: non più solo stampi ma barche complete puntando sui racer e one off”.

I SUCCESSI

Si apre la nuova storia di Persico Marine segnata da costruzioni di barche come il Volvo Open 70 Azzam del team Abu Dbabi alla Volvo Ocean Race 2011-2012. Ma, anche, meglio soprattutto, dalla collaborazione con Luna Rossa e Artemis impegnati nella 34a America’s Cup. “Un’esperienza particolare. Abbiamo costruito scafi e foil dell’AC72 di Luna Rossa e per Artemis, a Valencia, presso Future Fibres, lo stampo dell’ala lavorando per la prima volta con due team concorrenti. Situazione che i clienti cercano di evitare, ma…”. Ma se sei il migliore capita.

Ed è quanto avvenuto, dopo la costruzione degli scafi dei Volvo 65 per il giro 2014-2015, di due mini-maxi di 72 piedi Rán V e Momo, dei TP52 Rán e Gladiator e di un Imoca 60, anche in occasione della 35a Coppa. “All’inizio eravamo impegnati con Luna Rossa e con Ben Ainslie Racing. Situazione delicata ma assolutamente gestibile. Abbiamo strutture e attrezzature tali da poter creare aree di lavoro separate, con accessi controllati e dedicati”.

 

L’AC CLASS

Una convivenza risolta dall’abbandono di Luna Rossa. Persico Marine, oltre agli stampi degli scafi poi laminati in Inghilterra come da regolamento, ha realizzato i foil, le strutture di collegamento e l’ala dell’AC Class inglese. “Se molte componenti del nuovo catamarano sono one design, ci sono elementi, come i foil, dove la sfida tecnologica è altissima. Così come per tutte le varie ali che abbiamo realizzato.

La parte anteriore, il profilo a C che regge i vari settori di cui si compone l’ala, è stato costruito con lo stesso procedimento usato per lo scafo dell’AC Class. Qui però si doveva lavorare con raggi di curvature ridottissimi che hanno richiesto tecniche particolari come una termoformatura del Nomex. Una costruzione assolutamente non banale”.

A questo si aggiunge un altro elemento tecnico

“Abbiamo sempre tolleranze dimensionali estremamente contenute. Il vero problema è stato governare un processo produttivo molto complesso. Gli elementi che compongono un AC Class, specie i foil, hanno inserti in titanio, ai quali si aggiungono schiume e assemblaggi speciali. Si tratta di materiali e componenti che rispondono in maniere  diverse alle sollecitazioni e alle temperature di cottura. Quindi necessitano di processi di fabbricazione, di una serie di passaggi e operazioni, molto particolari.

Prima la laminazione del carbonio, quindi in autoclave. A seguire la fresatura, gli incollaggi degli inserti, poi ancora la laminazione… Parlare semplicemente di misure e di tolleranze in questo progetto è molto riduttivo”. Un particolare aspetto tecnico che si abbina a una diversa organizzazione del lavoro.

L’organizzazione del lavoro

“Se una volta c’era una vera e propria squadra, questa volta abbiamo avuto rapporti solo con quattro-cinque persone dedicate a quell’elemento specifico. Avvicinandoci alla scadenza finale, la tensione è salita assieme all’adrenalina, ai continui contatti e alla continua ricerca di migliorare per ottenere il massimo.

Una grande emozione. Credo che la Coppa a Bermuda sia come il progresso o la globalizzazione. Non puoi fermarli o rifiutarli. Devi saper cogliere le possibilità che offrono. Per noi l’occasione di una grande, ulteriore crescita”. Coppa America a parte il percorso di Persico Marine nel mondo della vela e in particolare nel settore dei Performance sailing yachts, si arricchisce di nuovi contenuti. A luglio sarà varato il quarto Wally della serie 100 mentre nel nuovo cantiere di Massa Carrara è stata avviata la costruzione del nuovo Wally 145 e al tempo stesso è stato impostato il nuovo Felci 65.


«Avvicinandoci alla scadenza finale, tensione e adrenalina sono andate alle stelle»

«Avvicinandoci alla scadenza finale, tensione e adrenalina sono andate alle stelle»

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