Advanced A66: elegante, comodo e personalizzabile. Ecco le caratteristicheTempo di lettura: 4'

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Nato dalla sinergia tra Nauta e Reichel&Pugh, Advanced A66 ha le caratteristiche che lo rendono ideale non solo per navigare, ma anche per una serata in porto 

di Alessandro de Angelis

advanced a66 caratteristiche
COLPISCE ANCHE IN PORTO Il disegno di coperta dell’A66 lo rende ideale da vivere non solo in navigazione, ma anche una volta che si rientra all’ormeggio o si opta per una serata in rada.
Santa Margherita, Liguria, pochi giorni fa. Sono in anticipo sull’orario prestabilito per l’uscita in mare a bordo dell’Advanced A66. Ripenso alla prima volta che l’ho visto, durante il Salone di Genova. Anche lì, stretto tra una banchina di pietra e le altre barche esposte in acqua, mi aveva stupito. Elegante (si vede il tocco di Nauta Design) e spazioso (cinque le cabine), con una coperta pulitissima. Mi era però rimasto un cruccio: può una barca dove è stata posta un’attenzione quasi maniacale ai dettagli essere anche marina? Sto per togliermi questo dubbio.
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IL MIGLIOR COMPROMESSO Reichel&Pugh hanno sfruttato l’esperienza accumulata nella realizzazione di maxi, minimaxi e Tp 52 per ottenere linee d’acqua performanti e al tempo stesso consentire di creare interni particolarmente ariosi, adatti a comode crociere.

ADVANCED A66: VELOCE ANCHE CON POCO VENTO

Usciamo in mare nel golfo davanti a Portofino in una giornata con poca aria. La strumentazione (con i ripetitori a staffa montati sotto al boma e ben visibili) mi indica cinque nodi di vento. Mi metto subito al timone mentre issiamo la randa. Il motore quasi non si sente e le vibrazioni sono assenti. Ok, la randa è su e poggio leggermente per facilitare lo svolgimento del genoa, che avviene senza il minimo problema. Spengo il motore e lascio che l’A66 prenda un po’ di abbrivio prima di virare. Il timore è che, con questa scarsa brezza, possa piantarsi durante la manovra.

Riesce a stupirmi

Appena le vele sono a segno si appoggia dolcemente sull’acqua iniziando a viaggiare con regolarità. Le linee disegnate da Reichel&Pugh sono equilibrate e la sensibilità al timone non è niente male: evidentemente non si è ecceduto con la demoltiplica. Mentre ci avviciniamo al promontorio di Portofino a cercare un poco più di vento, scambio quattro chiacchiere con Marco Tursini, l’a.d. di Advanced, in piedi accanto a me. “Anche se arriviamo tutti da settori diversi, navighiamo insieme da oltre trent’anni – mi dice. – Ci mancava una barca che racchiudesse tutte quelle caratteristiche che la trasformano in qualcosa di più”.

QUANDO L’UNIONE FA LA FORZA

Per riuscirci hanno unito, dunque, le capacità della coppia Reichel&Pugh, affinata in anni di progettazione di barche performanti da regata, allo stile di Nauta Design. Osservo la coperta, che lo studio italiano ha diviso in tre aree distinte: quella di comando, dove sono io, con tutte le manovre a portata di mano. Poi i due divani con tavolo centrale, in grado di ospitare dieci persone. Dietro la timoneria due chaise longue trasformano quest’area in una vera zona relax a “bordo mare”. “Attento…”, mi avvisa Tursini. Per guardarmi intorno mi sono distratto e ho dato una poggiata, facendo “sedere” l’A66. È il momento di lasciare il timone e di andare a fare un giro sottocoperta.

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IL MARE IN UNO SGUARDO Quello che impressiona, appena si scende sottocoperta, è il numero di finestrature: sono state inoltre realizzate a un’altezza che permette anche a chi non è particolarmente alto di godere di una completa visuale sull’esterno.

CARATTERISTICHE SOTTOCOPERTA

Scendo comodamente i gradini della scala (davvero poco inclinata, ottima soluzione anche se al momento manca un tientibene) che porta al semiraised saloon. Mi siedo al tavolo della dinette per prendere appunti: di fronte a me un particolare divano “matrimoniale” è appoggiato a murata. L’altezza, già notevole, aumenta ancora sopra la cucina, posizionata a un livello più basso rispetto al salone. A dritta ecco la cosiddetta cabina per i bambini con due letti a castello: nella versione con quattro cabine può essere trasformata in un office della cucina. La cabina di prua, in questa versione, non ha il letto centrale ma spostato sulla sinistra: una soluzione che ha permesso di realizzare, a dritta, un vero e proprio “vanity”.

Quanti letti (e cabine) volete

“Un nostro team di esperti affianca l’armatore nella scelta delle personalizzazioni”, mi racconta ancora Tursini. “Su questo esemplare ha preferito, per esempio, avere le cabine di poppa con i letti matrimoniali, ma non c’è nessun problema nel realizzare due letti separati”. Il tempo a mia disposizione per la prova è quasi scaduto. Tranquillamente rientriamo in porto, la manovra d’ormeggio avviene nella massima tranquillità. Un ultimo saluto e via, verso la redazione a scrivere le sensazioni di questa giornata.
Sul Giornale della Vela trovi tanti altri modelli di barche, con le loro caratteristiche.

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