Alberto Rudi: la vita inizia a 70 anni con un giro del mondo in barcaTempo di lettura: 10'

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Oltre 5000 miglia di navigazione raccontate da Alberto Rudi. Dopo averlo seguito attraverso il suo vagabondare dal Mediterraneo ai Caraibi, abbiamo scelto i momenti più belli del suo giro del mondo in barca

di Alberto Rudi
Alberto Rudi: la vita inizia a 70 anni con un giro del mondo in barca
Lo abbiamo visto in redazione per l’ultima volta poco meno di un anno fa. Alberto Rudi stava ultimando i preparativi per la sua partenza a bordo di Duale. A quasi settant’anni da compiere era ormai pronto per realizzare il sogno di una vita: lasciarsi dietro la terra a bordo del suo Hallberg Rassy 42. Puntare alle Canarie, partecipare, come ha fatto, all’ARC, il mitico rally attraverso l’Atlantico, fino a raggiungere Trinidad. Alberto ha raccontato quotidianamente le sue 5000 miglia di navigazione sul nostro sito. Ora è il momento di fare il punto, tra i pensieri e le riflessioni che il mare ti porta a fare e che Alberto ci ha raccontato. In attesa che il viaggio continui.

Alberto Rudi: la vita inizia a 70 anni con un giro del mondo in barca
A Lanzarote, prima di lanciarsi nella traversata atlantica dell’ARC.

LA PARTENZA PER IL GIRO DEL MONDO, UNA NUOVA VITA

La Spezia – 28/08/10. È il giorno di un mio “nuovo” importante compleanno: quello della partenza per un viaggio alla cui organizzazione ho lavorato per due anni. Il primo anno se ne è andato per mettere a fuoco il progetto e decidere quale barca acquistare. Il secondo per metterla a punto per la navigazione in Atlantico. L’obiettivo principale è di tornare ad attraversare l’Atlantico una seconda e forse ultima volta. Avevo tanta nostalgia della mia prima traversata. Fu nel 1978, a bordo dell’indimenticabile “Surprise”; avevamo solo una bussola, il sestante, il timone a vento e una radio per radioamatori.

La prima traversata di Alberto Rudi

L’ho fatta con il mio grande amico Ambrogio Fogar, compagno di liceo, insieme avevamo iniziato ad andar per mare. Volevo aggiungere qualcosa a quei ricordi! Allora ho deciso: “Comprerò una nuova barca, lascerò gli ormeggi alla ricerca di nuove emozioni, di nuovi ricordi!”. Ho scelto una barca comoda, robusta, bordi alti, pozzetto centrale: un Hallberg Rassy 42 del 1994 che si chiama “Duale”. È un modello F, cioé disegnato da German Frers, armato a sloop, con trinchetta mobile e una chiglia disegnata in modo da assicurare una buona stabilità sull’onda.

IL COMPAGNO DI VIAGGIO IDEALE Michele, 25 anni, studente parttime perché la maggior parte del tempo è in mare, è stato il compagno di viaggio di Alberto Rudi durante la navigazione attraverso il Mediterraneo e l’Atlantico.

DUE UOMINI A ZONZO PER IL MARE

Isola dell’Asinara, 19/09/10. Per esperienza sono un sostenitore del motto: “poca brigata, vita beata”. Allora, salvo qualche amico che mi accompagnerà per qualche tratta, mi sono scelto come compagno di avventura uno skipper. Oltre a portare a bordo ottimo know-how, riequilibra con la sua giovinezza l’età media dell’equipaggio (io marcio, seppur con il freno a mano tirato, verso i settanta). Michele, 25 anni, studente part-time perché il mare assorbe quasi tutto il suo tempo, ha un’esperienza da consolidato navigatore. Ha già fatto l’Atlantico nelle due direzioni, ma questo non basta a spiegare la sua competenza.

Lo skipper giusto

Il segreto per cui, pur così giovane, ha già un’esperienza da veterano è la curiosità. Se potesse mi smonterebbe la barca pezzo per pezzo per scoprire ogni segreto del suo funzionamento. Volete renderlo felice? Ditegli che c’è qualcosa che non funziona: il suo sguardo si illumina e, come un bambino con un nuovo giocattolo, comincia a smontare l’oggetto del suo desiderio. Michele è un compagno di viaggio invidiabile: solare, disponibile, sempre allegro, ti contagia con il suo entusiasmo! Entusiasmo che mette in tutte le cose che fa: fare cambusa, cucinare, governare la barca. Un compagno di viaggio su cui puoi contare in qualunque situazione.
 

Alberto Rudi: la vita inizia a 70 anni con un giro del mondo in barca
In dinette, una nvigazione un po’ movimentata ha “lanciato” i materassini in giro…
A Malaga, in un porto città. Il viaggio intrapreso da Alberto senza l’assillo del tempo gli ha permesso anche di girare nell’entroterra e scoprire luoghi e realtà lontani dalle coste.

RIFLESSIONI SPARSE SOTTO LE STELLE

Verso le Baleari, 24/09/10. Durante un mio turno notturno ho goduto di una magnifica stellata. In questi casi mi sdraio in pozzetto in modo da poter vedere il cielo sulla mia verticale e in quella posizione un vorticare di pensieri invade la mia mente. Tante volte, nel quotidiano, mi interrogo sul significato della vita di ognuno di noi. Se penso alla mia individualità in un mondo popolato da più di 6 miliardi di persone, mi sento come una piccola insignificante formichina in un formicaio affollato di tanti miei simili che si agitano convulsamente senza ben sapere qule direzione prendere.

Riflessioni in barca

Ma se, solo, immerso in una notte di stelle, guardo il cielo, la mia prospettiva cambia completamente. La volta celeste mi trasmette una sensazione di grandiosità che, anziché accentuare quel senso di nullità di cui parlavo, mi contagia con la sua voglia di immenso. Io, lì, solo sulla mia piccola barchetta, mi sento partecipe di questo grandioso disegno. I limiti di cui parlavo sono scomparsi; è come se la formichina si fosse tramutata in una piccola stella e, a pieno titolo, entrasse a far parte di questo infinito.
Alberto Rudi: la vita inizia a 70 anni con un giro del mondo in barca

LA BARCA, UN GIOCO DI EQUILIBRI

Verso Ibiza, 23/09/10. Nel tardo pomeriggio, sotto uno strano cielo striato da cirri di alta quota, abbiamo incrociato una vela che procedeva in direzione opposta alla nostra. Come sempre ci siamo salutati. Se siete stati per mare avrete certamente osservato questa consuetudine. Che cosa c’è di implicito in quel saluto? A mio avviso i due skipper si stanno dicendo: “Ciao amico, sono contento di averti incontrato e che tutto a bordo della tua barca vada per il meglio. E se hai bisogno, ricordati che siamo “sulla stessa barca” ed io sono qui per aiutarti”. Mi è venuto spontaneo pensare a quello che succede sulle nostre strade quando si incrociano due automobilisti: “Ma chi ti ha dato la patente? Te possano…” segue una gestualità che tutti conosciamo.

La barca come casa nella natura

Guidare nel convulso traffico cittadino, assillati da impegni di lavoro, genera ansia e aggressività che scarichiamo contro gli altri. In barca no. La barca a vela non è solo mezzo di trasporto, bensì una piccola casa che, galleggiando, ci consente di entrare in contatto con la natura. Non c’è premura, anzi, “avanti adagio” perché siamo alla ricerca di un equilibrio con gli elementi che ci circondano. Con il vento che vorrebbe tu andassi in una certa direzione, con l’onda, che invece è spesso di diverso parere. E noi mediamo tra i due elementi alla ricerca di un equilibrio che renda stabile il procedere della barca.

Un viaggio intimo alla ricerca di equilibrio

Ma la barca è solo un mezzo; quello che veramente stiamo facendo è qualcosa di intimo. Stiamo ricercando il “nostro” equilibrio, una “nostra ”rinnovata armonia con la natura e con gli uomini. Questo “sentire” ci rende disponibili verso noi stessi e verso chi condivide i nostri sentimenti. “Ciao amico, sono contento di averti incontrato! Che il mare ed il vento ti aiutino a ritrovare il tuo equilibrio interiore!” Questo è il saluto che ci scambiamo.

Alberto Rudi: la vita inizia a 70 anni con un giro del mondo in barca
Duale a Gibilterra, prima di superare le mitiche Colonne d’Ercole.

I NAUFRAGHI DEL MARE

St. Lucia, 23/03/2011. Ore 9, Angelo è già alla sua seconda birra. Ha gli occhi offuscati, i movimenti incerti, il parlare strascicato di chi si è “fatto”. Non so di che cosa. Spero per lui che non sia del “peggio” e che quelli che denuncia siano solo, si fa per dire, i postumi di una colossale sbronza. È qui da un anno perché la sua barca ha avuto grossi danni, ci sono state discussioni con l’assicurazione e attende i soldi per poter riparare la barca. È uno dei tanti giovani che ho incontrato durante questo viaggio, a cui la famiglia ha spesso concesso molta libertà e denaro. Diventato armatore della sua barca, con essa ha iniziato la grande fuga.

Incontri casuali

I giovani come lui fuggono dalla ripetitività della vita di città, dai formalismi sociali, dalla fatica di dover affrontare le difficoltà dell’essere adulti. E allora, eterni fanciulli, si mettono in mare inseguendo avventurose illusioni, irraggiungibili miraggi di libertà e quando, per guadagnare di che vivere si trovano comunque costretti ad accettare ripetuti ingaggi come skip per, come secondi di bordo, naufragano. Naufragano quando si ritrovano di fronte quella ripetitività a cui pensavano di essersi sottratti. Nessuno ha mai spiegato loro che nella vita tutto ha un prezzo, che la libertà non è vera libertà se non te la sei guadagnata attraverso un duro impegno. Che per saper affrontare le difficoltà che la vita ti riserva sempre e comunque bisogna avere temprato il proprio carattere.

Vite sprecate, nonostante la barca

Tutto sembrava così semplice. Invece l’unico sogno su cui avevano scommesso tutto il loro modo di essere, in cui avevano riposto tutte le loro speranze di vita, perde man mano colore, ed anche loro a poco a poco ingrigiscono. Li trovi sfaccendati nei bar a bere birra di prima mattina. Non hanno più una meta. Ma l’avventura non è implicita dell’andar per mare, l’avventura è prima di tutto una dote dello spirito. In queste isole di sogno, oltre agli “zingari del mare”, incontri anche i “naufraghi del mare”.

Zingari e naufraghi

I primi sono per lo più persone anziane che, raggiunta l’età della pensione, si muovono con le loro barche quando le condizioni sono favorevoli. Loro si fermano quando arrivano in una località gradevole, inseguendo con attenzione primavere ed estati. I “naufraghi del mare” sono invece per lo più ragazzi ancora giovani, che partiti con la mente piena di sogni e di illusioni sono spiaggiati in qualcuna di queste isole. Proprio come balene spiaggiate, hanno perso l’orientamento e si sono arenati. Si dibattono ancora, ma è difficile possano ritrovare la giusta rotta.

Alberto Rudi: la vita inizia a 70 anni con un giro del mondo in barca
NAVIGARE SENZA STRESS: IL MASSIMO Se sottocoperta ogni tanto l’ordine latitava, non così a prua: Duale era sempre in ordine, soprattutto, come insegnano i grandi marinai, quando ci si avvicinava a terra. Anche perché, a volte (foto sotto), a bordo si ricevevano anche ospiti.

L’ULTIMA NOTTE IN MARE. PER ORA…

Charlotteville (Tobago), 4/4/11. Le prime stelle annunciano l’arrivo dell’ultima notte di navigazione di questo viaggio! Fuggo l’idea che qualcosa che ho tanto desiderato stia per finire e la mia mente già si proietta su quel viaggio che inizierà a fine anno per ritornare in Italia o forse, chissà… il Pacifico ha un grande fascino! Ho trascorso quasi sette mesi in mare alternando momenti di grande emozione con altri meno felici per rimediare ai problemi che una navigazione così lunga porta con sé. Ma se il tempo non vi incalza tutto diventa piacevole: anche le soste tecniche. Vi consentono incontri insperati e amicizie.

Il viaggio della vita

Ero preoccupato per la lunghezza del viaggio, ma mi sono ricreduto: il mare non manca mai di stupirmi. La noia è bandita. In effetti, una volta che si è messo a segno le vele non c’è molto altro da fare, eppure il mare non stanca mai. Vi culla con le sue onde mutevoli, vi affascina con i suoi colori sempre diversi, suona per voi la musica della risacca quando l’onda frange sulla chiglia, vi inebria con l’odore del salso che il vento porta verso di voi…

Giornale Della Vela

Il Giornale della Vela nasce dall’idea di creare il primo giornale per gli appassionati di barche a vela e nautica in Italia e, nel corso degli anni, si è imposto come il principale mensile del settore e ha ampliato i suoi orizzonti in eventi e servizi affini: prove di barche, andamento del mercato, accessoristica, vacanze e luoghi da visitare, saloni ed eventi del settore, regate ed eventi sportivi.

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