Truffa all'italiana: un'area protetta senza boe (e il velista paga una multa salata)Tempo di lettura: 6'

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Umberto Verna, diportista esperto, ha preso 344 euro di multa nel parco marino di Giannutri, con tanto di assalto del barchino della Forestale a sirene spiegate

di Umberto Verna
 

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LA VILLA ROMANA DI GIANNUTRI Cala Maestra a Giannutri dove Umberto Verna avrebbe voluto ancorare per visitare i resti della Villa Romana. In alto, profilo dell’isola di Giannutri.
Agosto 2010. Navigavo, rigorosamente a vela su una barca di 33 piedi di un amico con bandiera francese. Provenienti dalla Corsica entriamo in acque italiane. Notte in rada al Giglio. Di buon mattino si salpa a vela per Giglio Marina dove facciamo spesa e carburante, poi via verso sud. Equipaggio io, mia moglie le nostre figlie di 16 e 14 anni e due loro amici coetanei.

Una gita a Giannutri

Essendoci tutte le condizioni, si decide di fermarsi in rada anche a Giannutri e di portare i ragazzi a vedere la famosa villa romana. Per meglio dire, i resti cannibalizzati della famosa villa romana, altra lezione di inciviltà: come è formativa la barca per chi non la vive solo come status symbol. Navighiamo prima a motore poi fortunatamente a vela, arriviamo lemme lemme (3,4 nodi). Vorrei premettere che non sono proprio l’ultimo arrivato dei diportisti. Questo da una parte mi sarà di vantaggio; dall’altra la situazione che si sta creando infangherà la mia reputazione di comandante.

Un’area protetta, zero informazioni

Proprio perché informato sul fatto che stanno nascendo come funghi le aree protette, prima di salpare da Giglio Marina passo alla Delegazione della Guardia Costiera e chiedo se a Giannutri vi sono restrizioni particolari. Alla risposta affermativa del sottufficiale, richiedo un pianetto dell’area protetta. Non ne avevano! Ci avviamo e durante la navigazione, come mia prassi, chiamo la Capitaneria di Porto Santo Stefano e chiedo se ci sono restrizioni e se è ancora possibile ancorare in rada a Cala Maestra. Chi risponde non lo sa! Mi passano l’ufficiale di guardia il quale mi dice che si può ancorare. Arriviamo in zona, sotto la punta dove affaccia la villa Romana ma nella piccola baia c’è un mega yacht ancorato con i generatori accesi e un via vai di barconi di turisti.

Un inseguimento da action movie

Quindi, a vela, ci avviamo a 2 nodi verso l’altra parte dell’isola, nella rada più grande dove passeremo la notte. Neanche cinque minuti e scatta un frastornante suono di sirena da auto della polizia; mai sentito in mare, verrà da terra. Guardando verso terra sbuca una barchetta sproporzionatamente piccola rispetto alla forza delle sirene, con le luci lampeggianti blu ci punta e insegue a velocità folle. I ragazzi saltano su e mi guardano un po’ spaventati. Hanno appena preso la patente del motorino e temono ancora la polizia.

Sorpresa: la Forestale

Il barchino deve rallentare bruscamente perché noi andiamo a due-tre nodi. Compare un omino a prua in divisa, Corpo Forestale dello Stato, con un retino. Vorranno fare un controllo, non vedo alcuna boa gialla di area protetta. Quelle boe presenti in tutta la Francia che ho navigato, in Liguria e che ritroverò anche all’area protetta del promontorio di Gaeta? In Toscana no! Mi diranno poi che non hanno i soldi per le boe! Mi intimano di fermarmi. Ammaina fiocco e randa, mai così attenti e solerti i ragazzi. Io noto già la differenza con i francesi che quando ti controllano i documenti non ti fanno fermare, prendono i documenti con la retina e ti seguono a distanza. Soprattutto non arrivano a sirena spiegata a 10 nodi su un barchino che va a vela a due nodi.

Via al controllo e scatta la multa

Metto la carta d’identità e il libretto nel cestino. La patente non serve perché in Francia non è obbligatoria per le barche a vela ma neanche in Italia perché sono su un natante. Penso: chissà un francese che arriva qui direttamente dalla Corsica cosa penserebbe ora. “Lei è in contravvenzione perché sta navigando nell’area marina protetta”. “Ma dove sono le boe?”, chiedo io, e mi sento rispondere “Qui non ci sono, basta guardare sul GPS cartografico”. “Su questa barca non c’è Gps cartografico, non è obbligatorio che tutti abbiano un GPS cartografico”. Penso alla piccola nautica minore, a un gommone, penso a un tedesco in vacanza che noleggia una barchettina col fuoribordo: a questo servono le boe!
Una parentesi: dove sono le istituzioni?
Ma è possibile che quando il Parlamento approva l’istituzione di un’area marina protetta, forse viene addirittura emesso decreto firmato dal Capo dello Stato, è possibile che non obblighi chi ha fatto richiesta di proteggere un’area a segnalarlo con boe? Avviene in tutte le nazioni civili.

Il mare come una trappola

“Ma papà, questa è una trappola! dice la mia figlia più piccola. Temo che abbia proprio messo in evidenza la vera sensazione che si prova in questo Stato dove vengono messi dei limiti ma non si fa di tutto per permettere al cittadino di rispettarli. Viviamo ancora sotto l’ombrello Borbonico, regno nel quale forse è nato il principio per cui la legge non ammette ignoranza! Io sarò ignorante, il mare non è la terra, il marinaio non è un guidatore ma un Comandante. Ma chi è colui che decide il divieto di parcheggio e non mette il cartello? Avete mai visto un senso unico senza cartello? Perché qui non hanno messo le boe?

Soluzioni anti-crisi?

Mi hanno detto che è per far fare cassa ai comuni e pagare gli stipendi dei baracconi creati dietro gli enti parco. Il controllo lo fa il Corpo Forestale, non dipendente dall’Ente Parco o dal comune di Giannutri e quindi non pagati da chi incassa le multe. Io a mia figlia, da padre imbarazzato, ho detto: “Spero di no Chiara, ci sarà un motivo”. Il brigadiere della guardia forestale mi ha detto il motivo: non ci sono soldi! “Noi le abbiamo anche chieste le boe”. In effetti sarebbero loro che sono sul campo, e forse non traggono profitto diretto dalle multe, a segnalarne la necessità.

Morale della storia: la sanzione

Sanzione da 258,00 euro a 1.032,00 euro, dopo di noi ne hanno fermati altri due in dieci minuti, fate voi il calcolo. Ma quanto costano queste boe? A noi hanno dato 344 euro di multa, non so con che criterio e indagherò, quante boe si compreranno in una stagione di multe? “Ma papà se mettono le boe poi non danno più multe! Con tutte queste multe sai quante boe si comprano!” Per concludere, firmato il verbale, inserite mie considerazioni sull’assenza di segnalazione, ho chiesto cosa ci facessero lì 5 o 6 motoscafi ormeggiati, la risposta è stata che lì si può stazionare. La zona interdetta, dove sono stato fermato io, è un cono di mare stretto. Prima e dopo il quale si può ormeggiare, inquinare, tutto.
Restano una serie di domande irrisolte: che ci fa la Forestale in acqua? Quante autorità controllano il mare?

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