Azuree 33: pensato per l’oceano. Ecco le caratteristicheTempo di lettura: 7'

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Una barca piccola, l’Azuree 33, ma definitiva, con uno spigolo da “regata oceanica”. Due coppie o una famiglia possono navigare con questo dieci metri che arriva dalla Turchia. Ecco le caratteristiche

azuree 33 caratteristiche
UNO SCAFO DA REGATA OCEANICA. L’inconfondibile profilo della carena dell’Azuree 33, nato dalla matita di Giovanni Ceccarelli.

Nelle ultime stagioni, complici diversi fattori,è cambiato il modo di approcciarsi all’acquisto della barca. Abbiamo passato anni a desiderare dopo ogni stagione in mare una barca un metro più grande. Perché non ci sta mai tutto quello che serve, ben assecondati dai cantieri, che più che alle entry level hanno pensato alle ammiraglie. È solo recente una rinascita della offerta di nuovi dieci metri. Pensare che solo una ventina di anni fa i dieci metri potevano essere considerati un punto di arrivo. Facciamo nomi? Tre modelli storici: Comet 910, Grand Soleil 34, First 35: quest’ultimo il primo con due cabine a poppa sotto il pozzetto, una innovazione che ha fatto scuola. Con l’Azuree 33 si torna a questa ambizione: non barca di passaggio, ma con ambizioni (e caratteristiche) di vera crociera.

Il design

La lezione del tempo si sente, perché il progettista Giovanni Ceccarelli e, ci scusi il termine, l’ideologo Paolo Ballerini, che ha inventato il marchio Azuree, hanno sdoganato (passato alla crociera a vela) per questa imbarcazione un sacco di belle idee che arrivano da mondi contigui. Nella carena si sentono le suggestioni delle barche dedicate alle regate oceaniche, dentro invece particolari intelligenti dei motoscafi.

“La struttura rigida permette di sfruttare al meglio la grande potenza garantita dal piano velico”

Sì, avete letto bene: perché no?

Il design della nautica a motore si è evoluto a gran velocità rispetto a quello della vela, spinto da una crescita molto forte negli ultimi dieci anni. E se prima era un po’ il contrario, cioè la vela era più evoluta soprattutto nella distribuzione degli spazi, la situazione si è invertita. Azuree 33 è il frutto di una ri-progettazione totale nel nome della crociera veloce. Cosa fa di questa barca una piccola grande barca definitiva per un armatore che non vuole superare i dieci metri, conservare la condizione di armatore di “natante”, ma navigare con una sicurezza e un’autonomia notevoli? Andiamo con ordine.

Intanto le prestazioni

La carena è potente, la vela è tanta. Il rapporto tra superficie velica e dislocamento assicura prestazioni importanti anche con vento debole, quando si può issare un bel Code0 al posto del fiocco. La carena è larga e pesantuccia, come accade nelle barche oceaniche più piccole, dove si cerca il compromesso tra sicurezza e prestazioni (sono così gli Open 40 e i Mini 6.50). Oltre tutto un certo peso è necessario al comfort: inutile progettare linee di carena ul-traleggere se poi si porta al seguito la valigia con le ruote. Le proporzioni e la struttura hanno consentito la classificazione CE in categoria di progettazione A: significa qualsiasi condizione di vento e di mare. Insomma, chi ha voglia può anche affrontare le burrasche dei mari del sud.

azuree 33 caratteristiche
Da notare lo spigolo della carena dell’Azuree 33, che corre senza soluzione di continuità da prua a poppa.

Pregi

  • Tenuta mare e prestazioni a vela
  • Abitabilità interna

Difetti

  • Poca aria nella cabina di prua
  • Spazio in pozzetto ridotto

Costruzione

Le tecnologie usate per la costruzione sono le più moderne disponibili per una carena che deve abbinare una buona qualità a costi adeguati a un prodotto di serie, dove questa parola significa costruzione controllata a garantita. Insomma, una costruzione che fa dell’assetto industriale del cantiere un vantaggio strutturale e non solo il modo per ridurre i costi. La lavorazione di quasi tutte le parti di vetroresina è in infusione. In alcune parti sono stati realizzati rinforzi di carbonio. La struttura del fondo è costruita con un controstampo di elevate caratteristiche meccaniche: la classe di progetto A e la potenza delle proporzioni tra superficie velica e dislocamento abbinata all’interessante raddrizzamento impongono una struttura rigida. Uno sforzo particolare è stato fatto per l’insonorizzazione del motore, con un livello di decibel moderato e in fase di ulteriore miglioramento.

Coperta

La tuga importante condiziona la linea molto personale, ma non l’abitabilità in coperta, con passavanti sufficienti per portarsi a prua quando serve (cioè poco) e in sostanza per issare le vele di prua più tecniche come Code0 e gennaker. Le rotaie del fiocco sono sulla tuga, il tamburo dell’avvolgitore è ben nascosto e protetto nel gavone di prua, con questa soluzione oltre all’estetica ci guadagna la superficie del fiocco, che può scendere fino alla coperta. Facili le manovre per le vele, con due winch in tuga e due in pozzetto per la scotta randa armata con il circuito alla tedesca.

Pozzetto

Il pozzetto è uno degli elementi ricchi della barca, con le sue due ruote. E poi il tavolo che sale dal fondo e spazi generosi, soprattutto se si considera un moderato affollamento. Le due ruote hanno una loro funzione e coerenza, considerando la larghezza dello scafo ci sono anche due pale, una delle quali è sempre bene immersa. Sono arricchite da due cruscotti. Ben fatti ma li considero però un cedimento ai gusti automobilistici del mercato, che ancora non ha capito che quegli strumenti si possono leggere solo stando in piedi e cede sempre a questa debolezza, accontentato dai cantieri. A poppa delle ruote gavoni e stivaggio per la zattera, in posizione comoda per il lancio in mare: un’accortezza che non sempre si trova a bordo delle barche moderne. Per l’albero si può scegliere quello standard di alluminio oppure quello di carbonio, che accentua il carattere sportivo della barca.

Interni

Pur occupando uno spazio ridotto, la cucina dell’Azuree 33 è completa di doppio fornello e forno, mentre il frigorifero conta su due aperture, una soluzione inusuale su una barca di queste dimensioni. 2. La zona carteggio, posizionata a dritta, è parte integrante della dinette.
azuree 33 caratteristiche
L’albero passante non infastidisce il passaggio perché corre al centro del tavolo, dotato di doppia anta abbattibile.

Due cabine, un bagno e una bella dinette sono gli interni dedicati a una famiglia o a due coppie. Grande cura per la zona cucina a murata, con due fornelli, il forno e un frigorifero con due aperture, inusuale per una barca di dieci metri. Inoltre, colpisce la grande attenzione agli spazi per stivare e usare quello che si porta a bordo. Bello per esempio il cassettone che si apre sotto il letto di prua. Ottima la qualità delle finiture, con inserti di pelle, belle le lampade di inox, un grado di solito dedicato a imbarcazioni più grandi e che definisce il carattere forte di Azuree 33. Dietro il bagno c’è un grande gavone che si apre dal pozzetto, buono per chi ha molte cose da tenere a bordo o utilizzabile come cala vele.

“È proprio la semplicità il tratto distintivo degli interni dell’Azuree 33,
lineari e senza fronzoli inutili.”

A vela

Intanto subito belle sensazioni anche a motore, che spinge con forza e velocità interessanti, cosa che fa pensare alla possibilità di qualche bella decisa smotorata notturna. Bene la manovrabilità anche a marcia indietro: con due pale i movimenti della poppa non sono esattamente quelli cui siamo abituati, ma ci si ambienta subito. Issando le vele, la giornata non era di gran vento, ma si percepisce subito la disponibilità della carena a correre rapida. Il bompresso attrezzato di prua consente di usare con facilità sia un bel Code0 (vela inventata per la Whitbread per eludere il problema del fiocco issando un quasi genoa, veniva considerata spi ai fini della stazza).

Al meglio con venti sostenuti

Dà il meglio di bolina larga e ci ha consentito di superare la velocità del vento navigando a quasi 5 nodi con 4 d’aria, sia un gennaker. Il meglio però arriva quando il vento supera i 15 nodi e si possono sfruttare le caratteristiche della carena. Al gran lasco il suo spigolo di poppa si “appoggia” e diventa un binario su cui correre sicuri anche in planata. Chi ha fegato tiene tutta la vela che può.. e si diverte. Insomma chi sa cercare la velocità la trova. La riposta alle ruote è sempre sicura e migliora con la velocità. La certezza di avere sempre una pala in acqua inoltre aiuta nelle situazioni limite.

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