Barche a vela alla ricerca di performanceTempo di lettura: 2'

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Tante innovazioni che fanno piacere

by Luca Bassani Antivari – Presidente di Wally

Luca Bassani Antivari - Presidente di Wally
Luca Bassani Antivari – Presidente di Wally

Finalmente negli ultimi anni assistiamo a un’esplosione di innovazioni nelle barche a vela di ogni dimensione. Carene plananti, ma anche performanti di bolina. Appendici nuove che permettono di aumentare il raddrizzamento, diminuire lo scarroccio e, ultimi, i famosi foils che riducono dinamicamente il peso della barca (per dirla in modo semplice) e quindi fanno volare i catamarani di Coppa America e adesso anche le prue delle barche da regata oceanica. Ali al posto delle vele che aumentano le prestazioni a ogni angolo di vento e riducono a una sola “vela” il piano velico della barca. Una sorta di rinascimento della tecnologia nautica che permetterà entro breve di vedere risultati molto interessanti anche sulle barche da crociera; non solo per il divertimento di andare più veloci, ma anche per la sicurezza che la maggior velocità ti offre in mare permettendo, tra l’altro, di fuggire velocemente al cattivo tempo che sta arrivando.

Tutto questo è possibile grazie ai nuovi materiali che sono sempre più leggeri, rigidi e resistenti. E ora anche a un costo più abbordabile poiché, come il carbonio, sono prodotti in maggior quantità e quindi con maggiori economie di scala. Tutto questo è entusiasmante perché permette all’industria nautica, sempre molto conservativa, di compiere nei prossimi anni enormi passi avanti in termini, ribadiamo di sicurezza, di comfort e di divertimento. E questo significherà convincere più persone a comperare barche a vela invece che barche a motore.

Niente contro le barche a motore, ma se dobbiamo orientarci verso prodotti più ecologici e sostenibili e questo passaggio dal motore alla vela potrà portare vantaggi enormi in termini di riduzione di consumi e inquinamento. E quindi ne trarremo tutti grandi benefici. Dobbiamo pertanto approcciare queste nuove barche con spirito aperto e interessato perché non si tratta di follie di pochi ricchi signori, ma esercizi di mecenatismo tecnologico che potranno avere un grande impatto sul nostro futuro di appassionati del mare. Grazie quindi a Filippo Tommaso Marinetti per il suo fenomenale elogio della velocità, ancora attuale dopo cento anni.

 

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