Regata Brindisi-Corfù: la regina del Sud. Ecco la classifica e le sue storieTempo di lettura: 7'

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104 miglia di percorso dall’Italia alla Grecia, 112 imbarcazioni al via: ecco come la regata Brindisi-Corfù. Classifica e storie raccolte in banchina

di Eugenio Ruocco
brindisi corfù regata classifica
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D’accordo, è mancato il vento. Alla venticinquesima, storica, edizione della Brindisi-Corfù non si può certo dire che Eolo abbia donato condizioni ideali. Ma non è stato un problema. Perché la regata, in fondo, non è così importante. Nessuno lo ammetterà mai, ma il terreno è disseminato di indizi che lo lasciano intendere.

I giorni prima della regata

Nei giorni precedenti la partenza, in un’assolata e deserta Brindisi, ci si sarebbe potuti aspettare un saliscendi continuo dalle barche ormeggiate ai moli del Lungomare Regina Margherita (a contatto diretto con la cittadinanza e non più alla Marina del Circolo Vela Brindisi), con gli equipaggi impegnati nelle oprazioni di carico e scarico delle vele e messa a punto delle imbarcazioni. E invece niente. Comodi comodi, gli armatori sono arrivati giusto un giorno prima dello start. Le uniche cose che hanno caricato sono state pane, salame, Primitivo e Negramaro. Anche i più agguerriti stranieri si sono lasciati coinvolgere dallo “spirito del sud”. Greci, serbi, montenegrini, croati e russi non si sono fatti vedere in barca prima del tardo pomeriggio, per poi godersi i fuochi artificiali serali e la cerimonia di apertura sulla Scalinata della Via Appia.

ALLE ORIGINI DELLA BRINDISI-CORFU’: CINQUE BARCHE DEL 1986

C’è solo una persona che non sa stare ferma un minuto, travolta dai moduli d’iscrizione e dalle telefonate degli armatori. È Livio Georgevich, presidente del C.V. Brindisi e ideatore della manifestazione, nel lontano 1986. Allora cinque equipaggi partirono alla volta di Corfù in memoria di un socio scomparso, il professor Enzo Tossi. “All’epoca, di gps e navigatori satellitari, non avevamo mai sentito parlare”, racconta Georgevich. “Ci si doveva arrangiare con la bussola. Io, a bordo del mio First Blitz Pascià, mi trovavo in seconda posizione. Ero dietro a Tutia (dell’armatore Mario Attolini, ndr). Il problema era capire dove fosse posta la linea di arrivo a Corfù.

“Terra!”

La intravide per primo un membro del mio equipaggio. Rilgendosi a me quasi come Rodrigo De Triana a Colombo, mi urlò: ‘Eccola! Finalmente!’. ‘Shhh! Silenzio!’, controbattei immediatamente io. ‘Vogliamo che se ne accorgano anche quelli davanti? Se viriamo adesso, mangeranno la foglia: facciamo finta di niente e viriamo solo quando siamo al traverso preciso della boa d’arrivo’. Fu una tattica vincente! Attolini proseguì per la sua rotta, noi virammo nel punto giusto mentre Tutia si ritrovò centinaia di metri sopra la layline. Così vinsi la mia prima Brindisi-Corfù”, ricorda divertito Georgevich.

Ognuno porta a Brindisi le sue storie

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LA MENTE ORGANIZZATRICE Il presidente del C.V. Brindisi, inventore della Brindisi-Corfù, Livio Georgevich.
Tutti hanno qualcosa da raccontare in banchina: questa regata è un mosaico di piccole grandi storie. C’è Gianluigi Migliaccio, armatore del Marchi 39 Mattone, che quest’anno era alla sua ventitreesima partecipazione. “Ne ho persa una perché un’avaria al motore un anno mi costrinse a rimanere in Sardegna, dove ero andato in vacanza – racconta. – Per quanto riguarda la mia seconda assenza, esiste una disputa ancora in corso tra me e Georgevich. Lui sostiene che io non abbia preso parte alla regata. Io invece mi ricordo che siamo partiti, ma ci siamo ritirati subito perchè qualcuno stava male a bordo”. Ventitrè edizioni, ma ne avrà vinta qualcuna? “Assolutamente no”, ribatte con fierezza. “La barca avrebbe un buon rating, è l’equipaggio che lascia un po’ a desiderare! Ci piace andare per mare, ci piace da morire questa regata e l’organizzazione messa in atto dal Circolo Vela Brindisi. Ma ci manca totalmente lo spirito agonistico, e a noi va bene così”.

L’ORGANIZZAZIONE DELLA BRINDISI-CORFU’

Già, l’organizzazione: qui sta il segreto del successo. Accoglienza fantastica, serate a ritmo di musica dixie e fuochi d’artificio, Corfù dalle verdi colline e dall’acqua cristallo. E poi prezzo d’iscrizione alquanto vantaggioso: con 200 Euro si ha diritto alla regata, alle varie feste in programma e, soprattutto, all’ormeggio gratuito a Brindisi nella settimana precedente alla partenza e a Corfù (presso la marina di Gouvia o allo Iok Sailing Club, co-organizzatore dell’evento) fino a una settimana dopo l’arrivo. A queste condizioni, sono in molti coloro che usano la Brindisi-Corfù come regata di trasferimento, in vista delle vacanze estive in Grecia.

I RISULTATI DELLA REGATA

E la competizione vera e propria? Quest’anno è andata male. Bonaccia costante, con solo 17 imbarcazioni che sono riuscite a tagliare il traguardo (posto nelle acque antistanti il paesino di Kassiopi) su 112 partenti. Una volta certi di non arrivare entro il limite di tempo massimo, gli equipaggi hanno acceso i motori e si sono comunque recati a Gouvia per godersi l’atmosfera greca e la luculliana cerimonia di premiazione. Il primo scafo a ricevere il colpo di cannone è stato il maxi Idea. Si tratta di un Reichel-Pugh 78 di Eleuterio “Terry” Schippa ed Enzo Pirato, dopo 21 ore di navigazione. Tra le le barche “normali”, la vittoria in overall è stata conquistata da BSide, il First 36.7 di Alberto Notaristefano, quarantacinquenne tarantino commerciante in auto.

Il commento di Alberto Notaristefano

“Il nostro segreto consiste nel cercare di mettere, a bordo, le persone giuste, nel ruolo giusto, al momento giusto, in modo da avere sempre gente fresca e pimpante. Poi, diamo molta importanza ai turni di sonno”, racconta Notaristefano. Anche se, a detta dell’equipaggio, lui non si è scollato dal timone, sia di notte sia sotto il sole cocente, usando un ombrello per ripararsi. “Ci siamo tenuti più a terra rispetto alla flotta e, sotto Otranto, abbiamo tagliato verso l’Albania. Questa scelta ha pagato bene, ma non pensavamo di essere così avanti. Per me è un sogno che si avvera. Io, che quando ero ragazzo balzavo in macchina per andare a seguire la Brindisi- Corfù, ce l’ho finalmente fatta. Ho vinto la mia personale Sydney-Hobart”.

LA CLASSIFICA

Il First 36.7 B-Side di Alberto Notaristefano in navigazione da Brindisi a Corfù.
In Orc 1-2, Luduan di Giovanni Sylos Labini ha chiuso in vetta, X-Blu di Giuseppe Ciaravolo ha dominato tra gli Orc 3-4-5. Nella categoria Holiday, Vento di Puglia di Emanuele Vecchio ha vinto facile, e Iside I della società All Sails Srl si è imposta nella classe dedicata ai multiscafi. Sono stati poi elargiti numerosi premi non strettamente legati ai risultati in mare, come quello per l’equipaggio che nella stagione ha dimostrato la maggior sportività.

NON SOLO SPORT, MA SPORTIVITA’

Sentite cosa ci ha raccontato Paolo Perrino, armatore del First 40.7 Blu Fantasia: “Lo scorso 2 maggio stavamo partecipando alla Gallipoli-Tricase, una tappa del Giro di Puglia. Un bel vento spingeva la nostra barca verso la vittoria, quando abbiamo scorto in lontananza un pallino bianco in mare. A uno sguardo più attento, abbiamo realizzato che si trattava di un uomo. Eravamo a oltre un miglio dalla costa e la cosa ci è parsa subito strana. Abbiamo tirato giù randa e fiocco e siamo andati a vedere cosa stava succedendo. Era un naufrago, in condizioni disastrose. Gli abbiamo lanciato la ciambella di salvataggio e, tirandolo a bordo, abbiamo capito che si trovava in stato avanzato di ipotermia.

Alla ricerca di un uomo un mare

Per volere della dea bendata avevamo un medico tra noi, il dottor Augusto Rini, che lo ha rimesso in sesto. L’uomo, nei suoi deliri, ripeteva: ‘Mio cognato! Salvate mio cognato!’. Siamo venuti a sapere che era uscito in barca con il cognato, e che un’onda li aveva rovesciati, facendo affondare la barca. Abbiamo consegnato l’uomo alla Guardia Costiera e siamo partiti alla ricerca dell’altro naufrago. Ricerche vane, fino a quando via radio ci hanno comunicato che si era riuscito a mettere in salvo nuotando fino a riva”. Un’esperienza toccante, e la consapevolezza che un uomo è vivo grazie ai ragazzi di Blu Fantasia. Che non hanno avuto difficoltà a ottenere la riparazione alla Gallipoli-Tricase.

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