Intervista a Carlo Romeo: “Barca in mare tutto l’anno (purtroppo anche d’estate)”Tempo di lettura: 8'

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In questa intervista-racconto, Carlo Romeo, autore dei libri “Boatpeople” e “Mollare gli ormeggi”, spiega perché va in barca sempre. Le barche, come i marinai, non sono fatte per restare in porto e sono sempre in attesa di uscire in mare

Intervista a Carlo Romeo: "Barca in mare tutto l’anno (purtroppo anche d’estate)"
Carlo Romeo, 57 anni, ha iniziato ad andare in barca a vela solo sette anni fa, ma ora la usa 365 giorni all’anno, d’estate e d’inverno, in crociera e per viaggi di lavoro.

Come per Jack London esisteva il richiamo della foresta, per Carlo Romeo esiste il richiamo dell’onda. O, se preferite, il richiamo dell’orizzonte: ecco cosa ci ha detto durante la nostra intervista.  “Il mare è stato sempre una mia passione, coltivata sin da bambino, tanto che il mio sogno era addirittura entrare all’Accademia navale di Livorno. Chissà per quale motivo non l’ho mai frequentato. In barca ho iniziato ad andarci molto tardi, solo sette anni fa”, racconta Romeo, 57 anni di Roma. Giornalista radiotelevisivo e reporter di guerra fino al 1995, oggi manager della RAI, dove è il responsabile del segretariato sociale. “Sono convinto che sia una questione di codice genetico. Noi non sappiamo chi erano i nostri trisavoli, ma i miei erano probabilmente gente di mare”.

“Curriculum Reporter di guerra, giornalista e manager RAI. Appassionato di mare sin da bambino, ha preso la patente nautica a 50 anni e subito dopo si è comprato una barca usata”

CARLO ROMEO: UN ROMANO DOC

Carlo Romeo conosce la causa che ha intrappolato la sua natura e che lo ha tenuto lontano dall’immenso blu per così tanti anni. Ce la racconta così: “In Italia, nel dopoguerra, l’entroterra ha invaso il mare, che si è trasformato in lungomare, con i condomini e i negozi. I contadini hanno ammazzato i pescatori”. Così, Romeo ha commesso un errore, che lui definisce “tipico del mondo romano” (Roma, in effetti, è una città di mare, ma non sa di esserlo, ndr). “Da bambino non mi sono mai avvicinato a un porto. Invece, è pieno di gente che non aspetta altro che arrivi un ragazzo da portare fuori in barca per insegnargli a navigare”.

LA SVOLTA A CINQUANT’ANNI

Così, nel 2004, Carlo Romeo è arrivato a compiere 50 anni, un’età decisiva per il suo richiamo dell’orizzonte. “Se non fossi salito su una barca allora, probabilmente non l’avrei fatto mai più”. La svolta arriva con uno speciale regalo di compleanno della moglie, Anna: un corso per la patente nautica. “Un’esperienza eccezionale, ogni due settimane, d’inverno andavo a Porto Ercole per le lezioni”. Da quel momento in poi Carlo Romeo ha bruciato le tappe: “Ho preso la patente a novembre del 2004 e, chi l’avrebbe mai detto? A marzo possedevo già una mia barca”.

Intervista a Carlo Romeo: "Barca in mare tutto l’anno (purtroppo anche d’estate)"
IN CROCIERA SU FERIAN Carlo Romeo in crociera a Bonifacio con la moglie Anna e il figlio Luigi a bordo di Ferian, un Gib Sea 37.2 del 1988, comprato usato nel 2005.

LA SCELTA DELLA BARCA DIVENTA UN LIBRO

Durante la ricerca della barca da comprare, Carlo Romeo è diventato scrittore. Nel 2007, infatti, ha pubblicato Boatpeople, un libro edito da Longanesi che è un simpatico reportage sull’acquisto dell’imbarcazione. “Essere arrivato tardi al mare mi ha fatto anche venire voglia di scrivere, perché per me è tutto nuovo. Se avessi iniziato ad andare a vela da ragazzo, il broker mitomane sarebbe normale anche per me”. È andato a guardare centinaia di esemplari in ogni angolo d’Italia. “Non cercavo un modello in particolare, ma una barca che mi affascinasse, che mi trasmettesse la voglia di partire”. Infatti, nel corso delle sue visite, Romeo si è accorto che “in Italia la barca è considerata una seconda casa e i nostri porti sembrano dei campeggi. La cosa mi fa soffrire: una barca in porto è come un marinaio che aspetta solo di prendere il largo”.

“In Italia la barca è spesso considerata una seconda
casa e i porti sembrano dei campeggi. È un peccato,
perché una barca deve stare al molo solo in attesa della prossima uscita in mare”

Quando trovi “quella giusta”, lo capisci subito

Così, quando è entrato per la prima volta dentro Ferian, il Gib Sea 37.2 del 1988 che ha poi comprato, ha capito subito che quella era la sua barca. “Era stata di due ammiragli in pensione ed era ridotta peggio di altre che avevo visto, perché non era più utilizzata da tempo – racconta. – Però ho sentito che quella barca aveva una storia, che aveva un’anima. E che, dopo tre anni ferma in porto, stava aspettando di uscire in mare”. Non è un caso, infatti, che quando ha deciso di comprare la barca, è andato a guardare solo modelli usati e che fossero stati costruiti almeno prima degli anni Novanta. Oltre all’anima e alla voglia di prendere il largo, una barca per Romeo deve avere anche altri requisiti, più concreti.

La barca ideale

“Deve essere solida e sicura, in modo che possa essere portata anche da solo. La cucina la voglio disposta a L, in modo che sia chiara la divisione con il quadrato. Ci deve essere un solo bagno, perché altrimenti ne hai due da stare sempre a riparare. E poi tre cabine per facilitare la convivenza a bordo. Mi piacciono i pozzetti centrali, perché mi danno sicurezza. Però sono più scomodi durante le manovre d’ormeggio e tolgono spazio in coperta alle zone prendisole, quindi sono più adatti per le barche che navigano al nord”. Per quel che riguarda le vele, dato che gli piace navigare anche da solo, Romeo preferisce “il rollafiocco e la randa steccata. Si ammaina più facilmente, con i terzaroli rinviati in pozzetto”.

Intervista a Carlo Romeo: "Barca in mare tutto l’anno (purtroppo anche d’estate)"
D’estate è bello andare in crociera con gli amici, in flottiglia, ognuno con la propria barca, ma tutti sulla stessa rotta.

IN MARE DODICI MESI ALL’ANNO

Da uno che soffre nel vedere le barche ferme in porto, ti aspetti che vada in mare tutto l’anno. Infatti è proprio così. Per Carlo Romeo la barca è un vero e proprio mezzo di trasporto, che sarebbe delittuoso utilizzare solo per le vacanze estive. “Lo scorso dicembre dovevo andare in trasferta per lavoro a Genova. Così ho chiamato il mio amico Filippo Mennuni (lo storico comandante di Adriatica, ndr) e siamo partiti da Civitavecchia, dove tengo la barca. Ci siamo fermati a Punta Ala e a Porto Venere, dove abbiamo goduto nell’ormeggiare all’inglese”. Una volta che decide di muovere la barca, Romeo vuole navigare. Non gli piacciono le uscite di due ore, così è sempre pronto a trovare un pretesto per partire. “Una volta un mio amico mi ha detto che doveva andare all’isola d’Elba. Così l’ho portato io e poi sono tornato indietro da solo”.

Mare d’inverno

Quando va in barca d’inverno, non comprende lo stupore dei colleghi e di alcuni amici: “Se dico che sono stato un mese con i militari in Afghanistan è normale, se invece racconto che sono andato in barca a dicembre mi sento dire che sono matto e che ho fatto una cosa pericolosa”. A Carlo Romeo navigare d’inverno piace: “C’è meno gente e nei porticcioli l’atmosfera è molto particolare; i colori sono bellissimi e il rapporto con il mare è più intimo.

Il ricordo più bello

Una volta con un amico ci siamo fermati a Punta Ala. Erano le sei del mattino e abbiamo visto un bar aperto. Siamo entrati e c’era la stufetta accesa: abbiamo avuto tutti e due un vero momento di commozione. Abbiamo riscoperto il vero piacere di arrivare in un porto, che d’estate non puoi comprendere in mezzo a tante altre barche. Con tutta quella gente, alla maggior parte della quale del mare non importa nulla”. Tuttavia, ogni stagione ha i suoi pro e contro: “D’inverno a volte soffro davvero il freddo – confessa. – Allora penso all’estate. Quando arrivi nella solita baietta sconosciuta senza vento, butti l’ancora e ti tuffi in acqua”.

LA BARCA SEMPRE PRONTA

Andando a vela tutto l’anno, Carlo Romeo fa in modo che la sua barca sia sempre pronta: “È una mia paranoia, mi fa stare bene sapere che ho la barca sempre in ordine. Quando sta in cantiere o ha bisogno di qualche lavoro sento che mi manca qualcosa. Potrebbe capitare la giornata buona e non potrei uscire. Io posso salpare in qualsiasi momento, i serbatoi sono sempre pieni e le vele non le tolgo mai”. L’unico fattore che gli può impedire un’uscita è il meteo, che infatti tiene sempre d’occhio. “La navigazione è come il poker, non hai mai il punto vincente e c’è sempre una mano che ti può fregare. C’è un tasso di irresponsabilità che è meglio non superare mai”.

Per Romeo la navigazione è una metafora della vita

“Viviamo in un mondo in cui ci raccontiamo un sacco di balle. Ma una volta mollati gli ormeggi le chiacchiere finiscono”. Mollare gli Ormeggi è il titolo del suo secondo libro, pubblicato sempre da Longanesi nel 2010. “La barca è una scuola d’intelligenza. Si imparano allo stesso tempo il coraggio e l’umiltà, perché il mare è sempre più forte. Quando un quindicenne si becca 20 nodi in mare con la sua deriva, probabilmente non sentirà più il bisogno di andare su una ruota sola con il suo motorino, perché avrà già verificato se stesso. Lo stesso motivo per cui ritengo validi i corsi di velaterapia”.

A VELA IN QUALSIASI MODO

A Carlo Romeo non solo piace andare in barca tutto l’anno, ma anche in qualsiasi maniera. “Ho una barca che mi consente di navigare da solo e lo faccio volentieri, per un lavaggio totale psico-fisico. Poi, perché quando sei in equipaggio, non ti pare vero. Gli amici con cui vado mi devono trasmettere sicurezza. Mi piace navigare con persone in gamba, che sanno il fatto loro e sono attente a non essere invadenti. In crociera d’estate alterno tratti costieri e in mare aperto. Cerco di evitare la folla, ma apprezzo la navigazione in flottiglia, con le altre barche di amici lungo la stessa rotta. Alla navigazione notturna dedicherò l’inizio del mio terzo libro, che tratterà finalmente del viaggio”.

Andrea Falcon

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Il Giornale della Vela nasce dall’idea di creare il primo giornale per gli appassionati di barche a vela e nautica in Italia e, nel corso degli anni, si è imposto come il principale mensile del settore e ha ampliato i suoi orizzonti in eventi e servizi affini: prove di barche, andamento del mercato, accessoristica, vacanze e luoghi da visitare, saloni ed eventi del settore, regate ed eventi sportivi.

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