Come preparare la barca per il giro del mondo: il racconto di Alberto RudiTempo di lettura: 11'

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Alberto Rudi decide di preparare la sua barca per un’avventura unica, un giro del mondo che durerà due anni. Ecco come si è organizzato e come ha preparato l’Hallberg Rassy 42 

Come preparare la barca per il giro del mondo
Sono tante le persone che dicono: “mollo tutto e parto”, ma sono pochi quelli che poi riescono veramente a lasciare la banchina. Alberto Rudi invece ha deciso, e partirà per il giro del mondo. È un appassionato ed esperto velista con anni di esperienza alle spalle, tra cui una traversata atlantica nel 1978, con Ambrogio Fogar. Al tempo affrontarla era una vera impresa, la strumentazione elettronica a bordo era minima ma era tanta la voglia di navigare. Da quell’avventura sono passati più di 30 anni. Il 25 agosto Alberto mollerà ancora una volta gli ormeggi per l’Atlantico,ma con uno spirito diverso. Qui spiega come preparare la barca per questa impresa.

Le tappe del suo viaggio

Questo è il suo viaggio: da La Spezia verso il Portogallo, per poi fare rotta su Gran Canaria. Infine il salto verso i Caraibi, partecipando all’ARC, la regata che ogni anno accompagna centinaia di velisti attraverso l’oceano, fino a St Lucia nelle Grenadine. Salperà a bordo di Duale, un Hallberg Rassy 42, preparato con cura e attenzione per circa un anno. “La mia prima traversata fu nel 1978, a bordo dell’indimenticabile “Surprise”. Avevamo solo una bussola, il sestante, il timone a vento ed una radio per radioamatori. L’ho fatta con il mio grande amico Ambrogio, compagno di liceo, insieme avevamo iniziato ad andar per mare. Ma potevo aggiungere qualcosa a quei ricordi? Dovevo!

Il giro del mondo per avere nuovi ricordi

E ho subito deciso: comprerò una nuova barca, lascerò gli ormeggi alla ricerca di nuove emozioni, di nuovi ricordi! Il mio sarà un viaggio ludico, ma anche di riscoperta perché, entro i limiti di una navigazione che arriverà fino ai Caraibi e ritorno, visiterò e documenterò i luoghi resi famosi dagli antichi navigatori”. Ora, se avete già voglia di partire, leggete come Alberto ha organizzato la sua barca, i lavori e le attrezzature che utilizzerà. E magari, l’anno prossimo, a partire sarete voi.

LA BARCA – LA SCELTA PIÙ IMPORTANTE

Niente barca da regata, anzi, avanti piano perché l’oceano va assaporato in tutta la sua grandiosa dimensione. Poco equipaggio perché “poca brigata, vita beata”. Però qualche groppo va messo in conto, qualche onda che rompe non si può escludere, se si alza mare lo abbiamo di poppa. Quindi una barca comoda, robusta, bordi alti, pozzetto centrale: un Hallberg Rassy 42 usato! Il prezzo non è da poco perché dicono che gli Hallberg Rassy quando li vuoi vendere sono un “assegno in bianco”. Peccato che lo siano anche quando li vuoi comprare… La mia barca si chiama “Duale”; è un Hallberg Rassy 42 piedi del 1994 in ottimo stato. È un modello F, cioè disegnato da German Frers. Armato a sloop, con trinchetta mobile e una chiglia disegnata in modo da assicurare una buona stabilità sull’onda.
Come preparare la barca per il giro del mondo

CONTROLLO SCAFO E VARO – TROVARE UNA PERSONA DI FIDUCIA

Quando ho comprato la barca era a terra da più di un anno in un cantiere di La Spezia. Per metterla in mare era necessario far carena, il tagliando motore e sottoporla a revisione RINa. Ho chiesto pertanto al cantiere di eseguire i lavori: è stata un odissea. Tra le tante sorprese quella del certificatore che oltre alle cose di routine chiede l’installazione del mezzo di risalita da fissare sullo specchio di poppa ad un’altezza non superiore a 50 cm. Se è vero che la Comunità Europea ha emanato da alcuni anni una direttiva in tal senso, non è certamente retroattiva. Quante barche vedete circolare senza plancetta di poppa? Per rimuovere questa assurda richiesta non so quante e-mail ho inviato. Ho raggiunto l’obiettivo solo arrivando a minacciare la sostituzione del certificatore, con uno di mia fiducia!

Ho impiegato quasi sei mesi per studiare e scegliere quali interventi fare e tre mesi per realizzarli. Mi sono prefisso di scegliere persone che oltre a “saper fare” avessero maturato anche una lunga esperienza “nell’andar per mare”. Abituate a mettere alla prova il loro “saper fare” e con le quali, condividendo la comune passione per il mare.

Seconda sorpresa

L’asse dell’elica va sostituito: ha dei piccoli segni di abrasione vicino al trancia cime. Sono così evanescenti che a me non sembra il caso di cambiarlo, ma visto le insistenze del cantiere… Peccato che, decisa la sostituzione, vengo a sapere che bisogna smontare il timone e alzare la barca oltre l’invasatura. Vi lascio immaginare la traduzione in euro dell’operazione. Rabbia: mostro l’asse sostituito al perito che ha valutato la barca che lo giudica in ottimo stato. Consolazione: l’asse dell’elica era perfetto, ma quello del timone ruotava su due cuscinetti da sostituire. Quello inferiore era ormai inesistente e quello superiore consumato e fuori sede: il timone aveva bisogno di una revisione!

Costo varo: 5.200 € (carena e tagliando motore inclusi)

Stante l’esperienza fatta, quando ho dovuto affrontare i lavori di revisione dello scafo mi sono rivolto a Massimo Borghi. Uno con alle spalle tre traversate Atlantiche e figlio di “Pinin”, marinaio di fiducia di Moratti padre, che a Chiavari è una vera e propria istituzione.
Come preparare la barca per il giro del mondo
Abbiamo azzerato gli strati di antivegetativa che si erano accumulati nel tempo ed abbiamo dato allo scafo tre mani di antivegetativa per difenderlo dalle acque calde dei Caraibi.
Abbiamo inoltre controllato:

  • le prese a mare, fissando a ciascuna il tappo di legno per otturare eventuali rotture;
  • tutto il circuito idraulico e le diverse pompe di servizio;
  • abbiamo ispezionato i frenelli del timone e i tutti i componenti dell’autopilota.
Costo controllo scafo: 6.000 € (alaggio e varo, stacco e riattacco dell’albero, invaso)

SALA MACCHINE – GLI IMPIANTI NON DEVONO MOLLARE MAI

Duale ha una spaziosa sala macchine in cui sono installati: un motore Volvo Penta MTD 22 turbo da 75 HP, un generatore Mastervolt per ricaricare le batterie, un Webasto per il riscaldamento. Abbiamo eseguito due significativi interventi:

  • revisione completa del motore con sostituzione di tutte le parti che presentavano incrostazioni per lo più dovute alla circolazione dell’acqua di mare di raffreddamento;
  • sbarco e totale revisione del generatore Mastervolt inattivo da molto tempo;
  • sostituzione delle quattro batterie da 140 Ampere: tre per i servizi ed una per il motore;
  • revisione dell’elica di rispetto J-Prop e per una maggior garanzia di affidabilità abbiamo preferito montare un modello di elica a pale fisse.
Costo complessivo: 6.500 €

ELETTRONICA – IL MINIMO INDISPENSABILE

LA PROVA IN MARE È FONDAMENTALE Per provare la barca abbiamo improvvisato un tour di quasi mille miglia. La barca si è comportata molto bene: sapevo che fosse pensata per mari duri e mi aspettavo prestazioni inferiori a quelle che ho poi rilevato: 7 nodi di velocità di bolina con 12 nodi di vento oppure con 1800 giri di motore. Visto il mio obiettivo più che accettabili.
Un vero mal di testa! Tutti i produttori si sono dati un loro sistema di comunicazione tra le diverse apparecchiature. Ovviamente per difendere il loro territorio di caccia ognuno si è dotato di uno standard diverso. Risultato:

  • se ti rivolgi ad un produttore ti ritrovi a dover buttare apparecchiature ancora valide, ma che non sono compatibili con i nuovi sistemi.
  • se ti rivolgi ad un installatore, per lo più elettricisti, ti areni sempre di fronte a qualche problema “non so, … mi hanno detto che, bisognerebbe provare…”

Per fortuna ho incontrato Francesco Farina (3XEL), un ingegnere che progetta software di navigazione. Per lui network, lan, interfacce e standard vari non hanno segreti e in più è anche lui uomo di mare con molte regate alle spalle. Avevo a bordo: Autopilota Autohelm 7000, Strumentazione (vento, ecoscandaglio,…) Autohelm ST 50, VHF Icom, SSB Kenwood, Radar Raytheon, Navtex ICS 4 per ricevere il meteo, chartplotter Geonav11” con mappe Navionics. Con Francesco abbiamo mantenuto tutta la strumentazione.

La strumentazione supplementare

  • Un computer Asus 11” con memoria hard disk allo stato solido (il classico hard disk in barca è a rischio);
  • una seconda antenna GPS per avere il computer di bordo ed il chart plotter Geonav alimentati da due segnali indipendenti;
  • Software di navigazione “Smart Skipper” che Francesco mi ha dato gratuitamente
  • Mappe C-Map di grande dettaglio da utilizzare con il PC promosse dalla Jeppesen Marine
  • Un AIS, collegato al computer, per intercettare e farsi intercettare dalle navi che si trovano a navigare nelle vicinanze;
  • Un satellitare Iridium 9555 collegato al computer di bordo, per comunicare sia in voce sia inviando E-Mail;
  • Epirb con frequenza 406 Mhz; Approfittando poi del fatto che scafo e albero erano a terra abbiamo sostituito tutte le luci di segnalazione e quelle interne con lampade LED che consumano il 20% delle normali lampade a filamento.
Costo: 6500 €

CARTE NAUTICHE – MI PORTO ANCHE LE EFFEMERIDI

La navigazione è lunga è oltre alla traversata faremo delle
tappe intermedie. Mi sono voluto dotare di:

  • mappe elettroniche a copertura dell’intero viaggio ai Caraibi;
  • 25 mappe cartacee che ci siamo fatti spedire dalla “mray”;
  • della tabella delle effemeredi perché vogliamo divertirci a fare il punto anche con il sestante;
  • di tutti i portolani a supporto della nostra navigazione.
Costo: 2000 €

RIGGING E VELE – UN CONTROLLO FONDAMENTALE

Mi sono rivolto a Ciccio Manzoli (Velscaf), uno con alle spalle due Ostar (unico italiano ad averne vinta una) e non so quante traversate Atlantiche. Ecco le operazioni e le modifiche che abbiamo ritenuto fondamentali per navigare in sicurezza:

  • Abbiamo disalberato e sostituito tutte le sartie e gli stralli.
  • È stato installato lo strallo mobile per la trinchetta, due sartie volanti, e due carrelli per le relative scotte.
  • Abbiamo aggiunto una drizza di rispetto e tre stopper: per lo dello spi, per la trinchetta e per il carica alto del tangone.
  • Prevedendo circa venti giorni di navigazione di poppa. Durante la traversata Atlantica, abbiamo controllato l’attacco del boma, tutte le lande, gli aridatoi, i bozzelli e ogni grillo in coperta.
  • Abbiamo montato le safeline e pulito i winch e il salpancore

Vele

Per le vele mi sono affidato a Roberto Westermann (Di-Tech), anche lui uno con alle spalle due Ostar e alcune traversate in Atlantico e nell’Indiano. La barca disponeva già di una ricca dotazione di vele anche se non più di primo pelo. E poi due rande avvolgibili, due genoa avvolgibili, un fiocco mai usato, un trinchetta mai usata e un MPS quasi mai usato. “Inutile sacrificare vele nuove in una navigazione così lunga e dove la velocità è poco importante. Sfrutta le vele che hai e quando torni le butti e le rifai nuove. Per ogni evenienza prendo comunque le misure della tua barca e se dovessi aver bisogno di qualche vela te la preparo e spedisco in pochi giorni” mi ha detto Roberto. Quanti al suo posto mi avrebbero dato un consiglio così onesto? Controlliamo comunque tutte le vele e facciamo uno spi pesante e stretto.

Costo complessivo rigging : 5.500 € – Costo complessivo vele: 3.200 €

Come preparare la barca per il giro del mondo

SICUREZZA SECONDO L’ARC

Dato che ci siamo iscritti all’ARC, 1100 euro per barca ed equipaggio di 4 persone, abbiamo dovuto aggiungere alcune dotazioni obbligatorie per partecipare alla regata. Tra queste:

  • una pompa manuale di sentina esterna;
  • un secondo modulo MOB, equipaggiato con fischietto, ancora; galleggiante, lampada ad accensione automatica, asta e bandiera;
  • un’antenna di emergenza per il VHF;
  • spray hood e luce di emergenza per tutti i giubbotti dell’equipaggio;
  • una coperta antincendio;
  • un faro alimentato direttamente a 12 v.;
  • ulteriori 2 razzi rossi, 4 fuochi a mano bianchi e due lampade galleggianti bianche.

Vi risparmio altri dettagli meno significativi; quanto sopra vi dà comunque l’idea della pignoleria degli organizzatori. È prevista un’ispezione di controllo alla Gran Canaria: chi non è in regola non viene assistito.

Costo: 2.000 €

SICUREZZA…  SECONDO ME

Ho predisposto tutti i dispositivi prescritti dalla legge italiana con barca sottoposta alla certificazione RINa, zattera razzi e fumogeni, anulare a poppa, giubbotti e cinture di sicurezza, cerate, teli antirollio, filtri per l’acqua…etc. Alla cassetta di pronto soccorso abbiamo aggiunto una farmacia di bordo messa a punto con la consulenza di due medici (uno esperto anche di navigazione). Abbiamo rinnovato cime e parabordi e preso un’ancora galleggiante una bicicletta smontabile e l’attrezzatura per la pesca d’alto mare.

Costo: 5.000 €

MATERIALI DI RISPETTO – PER RISOLVERE OGNI AVARIA


Abbiamo stoccato in diverse scatole tutto ciò che ci porteremo come materiale di rispetto. Ognuna è stata attentamente corredata di uno specifico elenco del suo contenuto in modo da non perdere tempo a cercare ciò che serve. Mi porto dietro le parti di ricambio del motore, (cinghie, giranti, filtri, … etc) e per l’impianto idrico, tra cui 2 pompe elettriche di rispetto, 1 pompa di rispetto Jabsco per ciascuna toilette, fascette, raccordi, tubi e guarnizioni. Non manca una scatola per il rigging e per affrontare delle riparazioni alle vele.
Ovviamente abbiamo a bordo anche due cassette per i ferri contenenti tutto quanto ci può servire: chiavi inglesi, pinze, martelli, cacciaviti vari, una sega per il ferro, insomma una piccola officina in mezzo al mare.

Costo: 2.000 €

CIO’ CHE HO LASCIATO A CASA – E SPERO CHE NON SERVA

Le caratteristiche della mia barca mi hanno portato a trascurare alcune modifiche e accessori che per molti risultano invece fondamentali in una traversata. Per esempio non avrò il generatore eolico, inefficiente in regime di Alisei e neanche i pannelli solari ingombranti e poco potenti e a bordo abbiamo un generatore. Non mi porto neanche il dissalatore, perché i serbatoi hanno una capacità di 650 litri di acqua. Sono anche fiducioso nel mio autopilota, quindi ho scartato il timone a vento. Il Radar non l’ho cambiato, anche se quello che ho a bordo ha circa 15 anni, funziona benissimo, ho un AIS, e lo userò solo in caso di nebbia. Ma vado ai Caraibi, quindi spero di usarlo il meno possibile!

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