Nuovo Comet 26: ecco le caratteristiche e le prestazioni nella prova a velaTempo di lettura: 5'

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Se adorate le derive, ma volete “crescere” e godervi anche qualche crociera, la velocità e le prestazioni di Comet 26 fanno per voi. Ecco le sue caratteristiche

di Giacomo Baldassari
CARATTERISTICHE COMET 26 prestazioniTutta una questione di filosofia. Come la scelta di non lesinare sui materiali, ma piuttosto adattare le misure delle proprie barche alle rinnovate esigenze del mercato di queste ultime stagioni. Grazie a questa filosofia, il cantiere Comar Yachts sta reagendo bene alla congiuntura economico-finanziaria del momento. Come? Proponendo scafi più piccoli ed economici, che non rinunciano al confort e alle prestazioni. A meno di due anni dal debutto del Comet 21, one design di lusso con linee d’acqua “tirate”, quest’anno è arrivato il Comet 26. Abbina la maneggevolezza di un moderno monotipo alla comodità di una barca da crociera. Lo abbiamo provato per voi in una ventosa giornata invernale. Ecco le sue caratteristiche e prestazioni.

Comet 26: è nata una stella

Nato dalla matita di Sergio Lupoli per completare la gamma delle piccole barche del cantiere di Fiumicino, il Comet 26 è un 8 metri caratterizzato da un look aggressivo, con entrate di prua sottili e baglio massimo arretrato per garantire stabilità di rotta anche in condizioni impegnative. Ha il piano di coperta libero da intralci, il pozzetto ampio e profondo e la possibilità di tirare su la chiglia con un paranco. Queste caratteristiche fanno di questo 26 piedi un cruiser adatto a giovani coppie con uno o due bambini, che amano le navigazioni di alto mare e le escursioni nelle spiaggette isolate.

Perfetto per chi vuole la barca sempre vicina

La facilità di trasporto su strada (grazie alla chiglia retrattile la barca è facilmente carrellabile) e di manovra sia a vela che a motore, sono i punti di forza di questo progetto, adatto a chi vuole la propria barca sempre con sé. L’albero può essere abbattuto per passare sotto ai ponti dei porti-canali fino a tre metri di altezza. Il timone a baionetta e la deriva retrattili consentono di ormeggiare su fondali fino a 60 cm di pescaggio.

Pregi

  • Rapida reazione ai cambi di vento
  • Sfruttamento degli interni

Difetti

  • Mancanza del paterazzo di serie
  • Manca il puntapiedi per il timoniere

Costruzione

CARATTERISTICHE COMET 26 PROVA
La costruzione rispetta gli standard qualitativi a cui Comar Yachts ci ha abituato con i modelli precedenti: scafo e coperta sono stratificati in solido con resina isoftalica e tessuti accoppiati di vetro, mentre i madieri, i longheroni longitudinali strutturali e le paratie sono resinati sullo scafo. La giunzione scafo-coperta è incollata con adesivi strutturali con resinatura interna.

Coperta

Oltre alla carena, anche la coperta e il piano velico sono all’insegna dell’easy sailing: un fiocco olimpico e una randa “quadrata” full battened senza paterazzo (le crocette presentano un generoso quartiere) consentono una facile gestione della tela anche nelle condizioni meteomarine più impegnative. Malgrado la lunghezza contenuta dello scafo, i passavanti sono liberi da intralci e facilitano i movimenti dell’equipaggio (importanti per l’assetto di un’imbarcazione leggera e abbastanza invelata). Le rotaie e i winch del fiocco, posizionati sulla tuga, e le lande a murata consentono di camminare da poppa all’estrema prua.

Da migliorare la posizione del timoniere

Se le esigenze dell’equipaggio hanno avuto diverse attenzioni, la posizione del timoniere è stata lasciata in secondo piano. La seduta consente di vedere bene davanti, l’assenza del trasto randa fa sì che il timoniere arrivi a regolare il genoa, ma si avverte la mancanza di un puntapiedi che permetta di non scivolare con la barca sbandata, potendo concentrare la forza degli arti superiori sui movimenti del timone. Ben sfruttati gli spazi di stivaggio in coperta, che prevedono due gavoni ricavati sotto le panche del pozzetto, in cui posizionare il motore fuoribordo di serie (l’entrobordo è optional) e il suo serbatoio per la miscela.

Caratteristiche degli interni

CARATTERISTICHE COMET 26 PROVA
Sottocoperta una sorta di open space consente di sfruttare al massimo i volumi dello scafo: a prua il letto matrimoniale, mentre a centro barca due panche laterali servite da un tavolo con ali abbattibili.

La filosofia dell’open space permette di sfruttare tutto il volume di uno scafo caratterizzato da bordi liberi e tuga generosi. A prua e a poppa si trovano due letti matrimoniali di comode dimensioni, mentre a centro barca è prevista una dinette con sedute longitudinali contrapposte e tavolo centrale con ali abbattibili per sei commensali. Alle spalle della dinette si trovano la cucina, dotata di due fuochi, lavello e ripiano per le stoviglie, e il piccolo bagno. Malgrado la loro essenzialità, gli interni risultano caldi e confortevoli: le sedute sono comode e le rifiniture dei mobili, realizzati in ciliegio americano, ricordano quelle degli scafi più grandi.

Preswtazioni a vela

Sono uscito in mare sul Comet 26 lungo il litorale laziale, tra Fiumicino e Ostia, in una giornata di sole e vento da Nord Ovest sui 16-18 nodi. Le condizioni ideali per testare la sicurezza di una barca “amica dei bambini” per vacanze di medio raggio. Usciti dal porto canale, in cui ho apprezzato la spiccata manovrabilità a motore della barca, siamo arrivati in mare aperto. Issati con una mano di terzaroli la randa (oltre 27 mq) e il fiocco (circa15 mq), abbiamo poggiato un po’, giocando con le raffiche e le onde al lasco. La barca ha raggiunto subito una buona velocità, mantenendo la prua sempre fuori dall’acqua.

Sicurezza: 10

La stabilità di rotta e la sensibilità alla correzioni al timone (la pala è molto profonda) mi hanno consentito di gestire in totale sicurezza anche le raffiche più “cattive”. Stretto l’angolo del vento e cazzate le vele, abbiamo iniziato a bordeggiare tra le raffiche e i cali d’aria dovuti alla conformazione della costa laziale. La barca si è rivelata asciutta, scorrevole e facile da condurre benché le condizioni della prova abbiano suggerito qualche miglioria. Per fare un esempio, il paterazzo (è un optional) sarebbe stato utile per mettere in tensione l’albero quando navigavamo con la randa sventata e la possibilità di avanzare più del previsto il punto di scotta del genoa sulle rotaie avrebbe consentito una maggiore tensione della balumina, migliorando l’angolo di bolina della barca.

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