Coppa America 2013: il campione Francesco Rapetti svela le novitàTempo di lettura: 5'

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Francesco Rapetti, detto “Cico”, il primo italiano ad avere vinto l’America’s Cup e l’unico ad averla conquistata sia da sfidante sia da defender, svela quali saranno le novità della prossima edizione

A cura di Andrea Falcon

Coppa America 2013: il campione Francesco Rapetti svela le novità
Cico Rapetti, 45 anni.
La prossima edizione dell’America’s Cup, la 34esima, sarà la più bella come tutti si aspettano? È finita la battaglia legale tra Alinghi e BMW Oracle, durata per quasi tre anni. Si è chiusa lo scorso febbraio con il match per la 33esima Coppa America a bordo di avveniristici multiscafi che dovevano entusiasmare e, invece, per certi aspetti hanno deluso. È quindi necessario che il trofeo velico più antico del mondo torni ora ad affascinare. Così come è stato per più di 150 anni.  Cosa doverci aspettare lo abbiamo chiesto a Francesco Rapetti, conosciuto sui campi di regata semplicemente come “Cico”. È entrato nella storia della Coppa per essere stato il primo italiano a vincere la Coppa America e, finora, l’unico connazionale a conquistarla due volte, sia da sfidante sia da defender.

Il nuovo protocollo e le date

Quando si disputerà la 34esima edizione ancora non si sa. Ma entro il 31 agosto il Defender BMW Oracle e il Challenger of Record Mascalzone Latino pubblicheranno il nuovo Protocollo (questa volta redatto consultando tutti i potenziali sfidanti).

“La prossima Coppa America si disputerà negli USA con i monoscafi”

Poi, a fine settembre, si saprà quale sarà la nuova classe di barche. Entro il 31 dicembre, si conosceranno la data e la località della prossima America’s Cup.

Come sarà la XXXIV America’s Cup?

Ben diversa dall’ultima che abbiamo visto a Valencia lo scorso febbraio, con il catamarano e il trimarano. Quanto successo dal 2007 al 2010 è stato molto negativo per la Coppa. La gente si è annoiata a seguire tutte le beghe tra Alinghi e Oracle e i velisti si sono stufati. Si è perso tempo prezioso: dopo l’edizione di Valencia 2007 si potevano fare grandi cose e invece…

E invece in tre anni si è spento tutto…

Fortunatamente questo l’hanno capito sia Larry Ellison che Russell Coutts (rispettivamente il fondatore e il presidente di BMW Oracle Racing, l’attuale detentore della Coppa, ndr). Ora mirano a organizzare una bella manifestazione. Saranno regate più spettacolari da vedere, con match più combattuti e barche innovative. Russell è un grande velista e un ottimo manager, ha in mente una Coppa che sappia entusiasmare. Farà tutto il possibile perché si possa regatare con ogni condizione meteo, evitando lunghe attese e inutili rinvii che sono deleteri in ogni sport.

Quale sarà la nuova classe di barca per la Coppa?

Non è certo se sarà un monoscafo o un multiscafo, ma sarà lunga 22 metri. Io penso che sarà un monoscafo, più adatto al match race. Il trimarano e il catamarano si sono rivelati troppo lenti in manovra e non sono idonei ai duelli di virate e strambate. Sarà una barca moderna, fisica e veloce, soprattutto di poppa. Anche se a rendere spettacolare il match race non è la velocità, ma il testa a testa tra le due imbarcazioni

Rivedremo ali rigide e motore a bordo, la tecnologia avrà il sopravvento sull’equipaggio?

Spero proprio di no. Il motore servirà solo per alzare e abbassare le derive, con lame lunghe al fine di un alto momento raddrizzante. Questo si traduce in alta velocità, ma pescheranno quindi molto. Per la conduzione della barca bisognerà invece sempre contare sugli uomini, altrimenti sarebbe la fine della Coppa!

L’equipaggio è stato ridotto a 12 persone, nel caso si navigasse su un multiscafo, o a 13 nel caso di un monoscafo. Questo aiuterà a ridurre i costi?

Non credo che 4-5 velisti in meno possano abbassare il budget di un sindacato. Ovvio, tutto fa brodo, ma in una campagna che si aggirerà sempre sui 100 milioni di euro, non sarà questo dettaglio a far quadrare i conti. Per ridurre le spese, si deve far costruire a ogni team un solo scafo.

Quanti saranno i sindacati che parteciperanno?

Non molti. L’America’s Cup si disputerà negli Stati Uniti e gli sponsor non sono attratti dal Nordamerica. Certo, ci saranno le regate preliminari nell’Europa dell’Est e in Mediterraneo, ma per ora i team pronti sono solo cinque: Mascalzone Latino, Emirates Team New Zealand, Team Origin, Synergy, e Artemis.

E gli italiani?

Sembra che Luna Rossa non faccia più nulla ed è un peccato, anche se con Bertelli non si sa mai. Spero che Azzurra riesca a trovare gli sponsor: è un bel gruppo e sarebbe un peccato se non dovesse andare avanti.

Qual è il team sulla carta più forte?

Team New Zealand non ha mai smesso di regatare e in barca conoscersi bene è molto importante, fa la differenza. Anche Team Origin si sta preparando bene, ha i grandi campioni della vela britannica e ha preso qualcuno di Alinghi che di certo l’aiuterà a crescere.

Potendo scegliere, a quale progettista ti affideresti?

Senza dubbio Rolf Vrolijk: con Alinghi ha fatto veramente un ottimo lavoro, secondo me è il migliore.

E Bertarelli parteciperà ancora all’America’s Cup?

Non credo, almeno non nel breve periodo. Magari fra un paio di edizioni potrebbe ritentare l’avventura, ma adesso è troppo presto. A febbraio noi di Alinghi abbiamo perso la Coppa con un risultato veramente deludente, spendendo per di più un mucchio di soldi.

Cico Rapetti la farà un’altra Coppa?

Certamente sì, anche se questa volta, che potrebbe essere l’ultima con un ruolo a bordo, vorrei andare con un sindacato italiano. L’esperienza con Alinghi è stata bellissima, mi ha dato davvero tanto, ma stare in un team straniero è molto difficile. C’è il problema della lingua e poi, non c’è niente da fare, la mentalità è diversa. Come lo sono il modo di lavorare, di impostare la giornata. Per non parlare del cibo… Comunque, noi italiani siamo cresciuti molto, non siamo più tra quelli che vogliono solo partecipare. Siamo pronti per portare finalmente in Italia l’America’s Cup.
Rossella Raganati

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