A bordo di Dehler 32: caratteristiche e foto del nuovo racerTempo di lettura: 8'

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La classica solidità del cantiere tedesco abbraccia la voglia di correre e l’attenzione alle esigenze della famiglia: tutto in un piccolo racer. Ecco caratteristiche e foto di Dehler 32

di Giorgio Murnik

A bordo di Dehler 32: ecco caratteristiche e foto

Lignano Sabbiadoro, di buon mattino con uno splendido sole primaverile e una leggera brezza, vagamente pungente, che mi toglie dal viso gli ultimi postumi della cena consumata in un locale vicino al porto antico: mi dirigo verso il nuovo marina per prendere possesso del nuovo Dehler 32.

Mentre mi avvicino alla meta mi domando cosa avrà escogitato di nuovo il cantiere fondato nel 1962 dai fratelli Dehler. Negli anni è stato più volte un innovatore, basti pensare al lazy bag o alla presa di terzaroli rapida.

A prima vista

Dehler, anche questa volta, ha presentato una barca con una serie di soluzioni tradizionali e insieme innovative. Già a prima vista al suo ormeggio tra le briccole della banchina l’impressione che dà questo piccolo yacht è un misto fra solidità e aggressività.

Il profilo della tuga ad artiglio, l’opera morta relativamente bassa per una barca di queste dimensioni, l’attrezzatura di serie che non lascia nulla al caso quanto alla possibilità di regolazione la dicono lunga. Un cruiser/racer in stile con i suoi predecessori dei quali conserva il noto family feeling e la tecnica di costruzione tipica del cantiere di Meschede – Freienhol.

C’è qualche punto di rottura sulla concorrenza della medesima categoria, come ad esempio l’assenza di manovre all’albero (persino l’amantiglio è rinviato in pozzetto) o il praticissimo sgocciolatoio per le cerate in bagno.

Costruzione e foto esterne

La tecnica di costruzione del 32 piedi del cantiere del gruppo Hanse è la medesima degli altri modelli. Lo scafo è realizzato con la tecnica classica del gelcoat dato su stampo femmina incerato, sul quale viene steso il primo strato di vetro che viene coperto di balsa, a sua volta ricoperta con più strati di vetro e laminata a mano.

Al sandwich così ottenuto, il cantiere incolla prima un unico reticolo di madieri e ordinate, poi gli elementi in vetroresina degli interni e infine le paratie. La medesima tecnica viene utilizzata per realizzare la coperta. Viene incollata senza viti passanti lungo tutta la lunghezza della falchetta e laminata per costituire un unico blocco monolitico.

Terminato l’incollaggio di scafo e coperta, viene applicata la chiglia che è realizzata in acciaio con siluro terminale (nella versione standard con un peso di 1,48 t e pescaggio di 1,74 metri) e viene imbullonata allo scafo con dadi e contropiastra.

Come tutte le sue sorelle, anche questa barca è fornita di contropiastre d’alluminio nei punti dove è prevista la messa in opera dell’attrezzatura. È un particolare che apprezzeranno tutti coloro che amano le barche di impronta corsaiola, ma non hanno intenzione di sacrificare alla leggerezza assoluta la solidità e la durata del loro giocattolone.

Pregi

 Prestazioni a vela

 Interni razionali e ricchi di spazio

Difetti

 Altezze sottocoperta un po’ sacrificate

 Circuito del rollafiocco rende disagevole l’apertura del gavone

Coperta

Non appena salito a bordo dalla poppa aperta, non ho potuto fare a meno di notare il paterazzo in Dyneema a cascata e un carrello della randa di dimensioni davvero adeguate dietro alla postazione del timoniere. Il pozzetto di dimensioni adeguate ha panche sufficientemente lunghe da ospitare tranquillamente quattro persone per parte e sull’intera lunghezza della panca presenta un pratico puntapiedi ad incavo realizzato nello stampo.

Il paramare in navigazione di bolina permette di stare comodamente appoggiati alle draglie guardando il lato sottovento della barca. Il timone con barra in legno ha uno stick allungabile grazie al quale, con un minimo sforzo, sono stato in grado di regolare senza lasciare il timone tutte le manovre della barca che si trovano rinviate alla tastiera sulla tuga.

Il pozzetto è comunque di impronta sportiva

Lo dimostra il posizionamento dei quattro winch Harken 35’ selftailing montati sul paramare e a poppa della consolle sulla tuga e l’assenza di inutili ingombri sul piano di calpestio. Unico neo delle regolazioni è il non particolarmente felice circuito della scotta randa rimandato interamente al winch di sinistra della consolle.

Esco dal pozzetto e constato che i passavanti sono ben dimensionati, la tuga è pulita con le manovre incassate e l’antisdrucciolo controstampato è efficace, le sartie basse non sono eccessivamente d’intralcio, ma devo prestarvi un poco d’attenzione.

L’area prodiera, libera da intralci, è di buone dimensioni, come potranno felicemente constatare i prodieri in regata e le loro consorti in relax alla fonda. Il gavone dell’ancora è correttamente dimensionato, ma per aprirlo bisogna ricordarsi di lascare il retriever del rollafiocco incassato.

1. Il quadrato con le panche a murata e il tavolo centrale con piano abbattibile, cassetti e portabottiglie.

Caratteristiche degli interni e foto

Gli interni di questo yacht sono di impronta squisitamente tradizionale, il mogano verniciato mi accoglie con la sua essenza avvolgente, regalandomi quella sensazione di famigliarità che si prova sulle barche sulle quali sei cresciuto. Sulla sinistra della scala di accesso perfettamente sagomata, la cabina di poppa è di buone dimensioni, la cuccetta ampia e lo spazio di stivaggio generoso: ha l’intero gavone di poppa a disposizione degli occupanti.

Il carteggio generoso di cui si sente sempre più spesso la mancanza è dotato di ampi spazi di stivaggio.

A prua della cabina la cucina a L presenta due fuochi e un discreto spazio di stivaggio; sul lato opposto il generosissimo carteggio a poppa del quale si trova un’altrettanto grande bagno munito di sgocciolatoio per le cerate. Il quadrato con tavolo ad ante abbattibili ha due panche sufficientemente lunghe ed ampie (197 x 60 cm) da fungere da cuccette di guardia.

La cabina di prua, come altre barche della categoria è dotata di una cuccetta un po’ stretta nella parte finale, ma sufficientemente lunga da permettere a due persone di corporatura media di star comode. in questo ambiente, lascia di stucco lo spazio di stivaggio disponibile nonostante il serbatoio dell’acqua (100 l) sotto alla testata della cuccetta.

Le altezze però non superano i 180 cm se non nella zona di carteggio e cucina.

Il Dehler come lo vuoi

È molto ampia la possibilità di personalizzazione che offre il cantiere per questa barca: vi sono addirittura tre chiglie! Tra le opzioni sicuramente più interessanti per i puristi, la possibilità di avere il circuito della scotta randa alla tedesca con due winch supplementari dedicati e trasto sul camminamento del pozzetto (solo con timone a barra). Ma non solo: c’è anche la possibilità di avere il timone a ruota.

Già, Dehler vi permette di scegliere anche questo, naturalmente è una questione di gusti ed esigenze: preferite stare più a prua a timonare e magari più esterni con lo stick in mano a guardare ogni centimetro di tela a riva? La soluzione è la barra. Oppure vi piace avere uno spazio tutto vostro e timonare dal pozzetto con una ruota di 140 cm a separare i bambini dalla poppa aperta?

La vostra soluzione non può che essere la ruota! Il circuito della randa in questo assetto è leggermente diverso: il trasto è un poco più appruato e rialzato (è infatti sulla parte teminale delle panche). Al timoniere è dedicata tutta la zona poppiera della barca dalla quale gode comunque di una buona visuale sulle vele e in generale sulla coperta.

Prova a vela

Usciti dal marina di Punta Faro, alziamo subito le vele nella laguna di Marano. Mentre seguiamo le briccole per portarci in acque libere, la leggera brezza della mattina aumenta e si stabilizza sui 10 nodi. Il mare è praticamente calmo salvo per un leggero chop che arriva da Trieste.

Le vele fornite con la versione standard sono della North Sails a ferzi orizzontali, il genoa armato a 9/10 è a bassa sovrapposizione (105%), la randa con le ultime due stecche fullbatten. Albero passante, boma e vang sono della Selden, il sartiame è in Dyform e le crocette hanno un buon quartiere. Con le vele a segno la barca si inclina dolcemente sottovento e procediamo di bolina larga, la velocità si attesta sui 5,6 nodi, la prua non batte e il timone a barra mi trasmette una sensazione di immediatezza nelle risposte molto apprezzabile. Stringendo a circa una trentina di gradi sull’apparente, pur perdendo un poco in velocità, la sensazione non cambia.

Una barca agile

Il carrello del trasto della randa, sebbene non automatico, è facilmente regolabile dal timoniere. Si dimostra anche su questa imbarcazione una regolazione fondamentale per mantenere la barca in assetto e il timone morbido senza intervenire costantemente sulla scotta randa. Ottimo sia in regata che in crociera, quando a “giocare” è spesso un uomo solo.

Poggiando fino al traverso, con un apparente di circa 8 nodi, la velocità si attesta sui 5, che diminuiscono a quasi 4 andando al lasco a vele bianche. Qualche onda delle barche a motore che abbiamo incrociato e qualche manovra mi hanno permesso di testare l’agilità della barca che mi è parsa notevole per il suo peso. Questo presumibilmente per la bontà del disegno di Judel & Vrolijk e per il corretto rapporto di posizionamento e forma delle appendici.

CHI È IL NOSTRO TESTER Giorgio Murnik, 33 anni, da quando ha tre anni naviga con le barche di papà, che gli trasmette la passione per la vela e gli permette di regatare in deriva. Con la maggiore età passa ai cabinati per poi tornare nel 2003 al primo amore: il 470, con il quale regata ancora oggi. Insegnante di vela presso il Centro Velico Caprera dal 1999, quando non naviga lavora come legale.

I Concorrenti – LA GAMMA DEI 30 PIEDI

È una fascia che nell’ultimo anno ha visto sbocciare diverse novità tra i cruiser/racer. I cantieri hanno puntato su caratteristiche differenti per catturare i potenziali acquirenti: chi sulle linee modernissime, chi sull’uso misto di queste barche.

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Il Giornale della Vela nasce dall’idea di creare il primo giornale per gli appassionati di barche a vela e nautica in Italia e, nel corso degli anni, si è imposto come il principale mensile del settore e ha ampliato i suoi orizzonti in eventi e servizi affini: prove di barche, andamento del mercato, accessoristica, vacanze e luoghi da visitare, saloni ed eventi del settore, regate ed eventi sportivi.

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