Documenti, dotazioni obbligatorie in mare e… addio multe!Tempo di lettura: 7'

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Questa estate non prendi più multe: ecco una guida con tutto quello che serve per non avere problemi con i controlli in mare, dai documenti alle dotazioni che sono obbligatorie

Documenti, dotazioni obbligatorie in mare e... addio multe!

Dati alla mano, chi va per mare in Italia è spesso preda del più ostinato controllore della legge. Questi, pur rispettando alla lettera la normativa, a volte si approfitta della disattenzione degli armatori, della complessità delle norme e non ultimo della superficialità con cui vengono fatti i controlli (mi è capitato di prendere una multa per eccesso di velocità in porto in base alle riprese di una videocamera normalissima…). Navigare in regola quindi è fondamentale. Ecco alcuni allora i documenti le dotazioni obbligatorie da avere in mare, per evitare le multe di cadere nelle “mani della legge”.

L’IGNORANZA NON È AMMESSA

Conoscere bene la complessità delle norme è fondamentale per evitare i problemi che diventano sempre più frequenti durante l’estate, anche a causa degli innumerevoli controlli che ormai vengono effettuati dalle autorità.

 

1. LA ZATTERA OLTRE LE 12 MIGLIA

La normativa divide le zattere in modelli in base all’utilizzo e al tipo di navigazione che si effettua. Per esempio identifica le temperature in cui viene gonfiata (da -15° a +65°), le dimensioni delle luci, il numero e la tipologia delle dotazioni ecc. Se ne comprate una nuova, vi verrà rilasciato un “manuale del proprietario” e un “libretto d’uso” con le istruzioni per il trasporto, lo stivaggio e l’utilizzo della zattera.

Se comperate una barca usata, attenzione a quella in dotazione. Infatti le “vecchie”, ossia quelle costruite prima del 18 gennaio 2003, devono essere corredate da una dichiarazione del produttore in cui si dichiara la qualità costruttiva.

Revisionare la zattera

La revisione è ovviamente obbligatoria e ha un costo a carico del proprietario. Tale spesa può variare da produttore a produttore, per questo motivo informatevi su tali costi al momento dell’acquisto; spesso infatti i modelli più economici nascondono sorprese “salate” al momento della revisione. Per questo verificate anche dove si trova il centro di assistenza più vicino e prima di spedirla richiedete un preventivo dettagliato.

La revisione deve avvenire ogni due anni, presso le sedi autorizzate dal fabbricante. Durante tale controllo si verifica lo stato della parte pneumatica, degli accessori e delle dotazioni. Viene testata la bombola di gonfiaggio, le relative valvole e la testa operativa. Alla fine della revisione i risultati e le verifiche degli interventi effettuati vengono riportati su un apposito certificato di revisione, da tenere sempre a bordo. Esistono anche dei controlli “speciali”, che vengono effettuati con scadenza più lunga.

Ogni cinque anni bisogna verificare lo stato delle bombole mentre ogni sei anni, dal primo confezionamento riportato sulla carta di identificazione, la zattera deve essere sottoposta a una visita speciale che comprende almeno una prova di sovrappressione pari al 25% della pressione di esercizio della zattera per 30 minuti e una prova di tenuta alla pressione di esercizio per sei ore.

 

2. LA ZATTERA COSTIERA

Con il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 2 marzo del 2009, è stata introdotta la zattera costiera al posto dell’atollo per la navigazione tra le 6 e le 12 miglia.

In alternativa si può utilizzare la zattera oltre le 12 miglia. Il modello “costiero” è una sorta di zattera senza tenda di copertura con il fondo non isolato termicamente e priva di luci. Le caratteristiche, tra le quali il marchio di conformità, il modello, il numero delle persone, il fabbricante, le istruzioni per l’uso e la data entro la quale deve essere revisionata, devono essere riportate esternamente su una etichetta resistente all’acqua con la scritta “zattere aperte per la navigazione entro dodici miglia dalla costa”. La prima revisione deve avvenire dopo 36 mesi, le successive ogni 24 mesi.

3. VISITA PERIODICA: LA REVISIONE DELLA BARCA

Avete i documenti in ordine? Vi siete ricordati di fare la visita periodica? Ecco qualche informazione in più per i documenti della barca. Il Certificato di sicurezza è quello che peremette di identificare la rispondenza dell’imbarcazione da diporto, (scafo superiore a 10 metri), alle norme previste dalla normativa nautica.

 

Il documento viene rilasciato all’atto della prima iscrizione dell’imbarcazione nel R.I.D. (Registro Imbarcazioni da Diporto) e ha una validità di 8 anni, per le imbarcazioni marcate CE. Per le categorie di omologazione A e B e quelle non marcate CE, abilitate alla navigazione senza limiti, il certificato vale 10 anni, mentre per le barche marcate CE categoria C e D e non, abilitate alla navigazione entro 6 miglia dalla costa, le “ispezioni” successive alla prima, dovranno avvenire di 5 anni in 5 anni.

 

Se l’imbarcazione ha subito danni gravi, avarie o modifiche rilevanti che non incidano però sulle caratteristiche costruttive essenziali, il certificato di sicurezza è sospeso nella validità. Per convalidarlo, è necessaria una “visita occasionale” per ripristinare il periodo di validità del certificato di sicurezza, sospeso.

I PERCORSI BUROCRATICI

Multa presa? Ecco come potete fare ricorso

Se è possibile la contestazione deve essere effettuata subito, altrimenti, deve essere notificata entro novanta giorni dall’accertamento. Entro trenta giorni dalla data della contestazione immediata o dalla data della notifica, è possibile inviare per iscritto all’Autorità Marittima indicata nel verbale, relazioni difensive e documenti a discolpa, eventualmente chiedendo anche un colloquio diretto col Comandante dell’Ufficio.

L’Autorità Marittima, valutata la documentazione difensiva e ascoltato (se ne ha fatto richiesta) l’interessato, entro novanta giorni emette un’ordinanza di archiviazione degli atti, se ritiene infondato l’accertamento operato dall’organo di polizia, o emette un’ordinanza / ingiunzione di pagamento della somma dovuta per la violazione, entro 30 giorni. In questo secondo caso, si può proporre opposizione davanti al Giudice di pace del luogo in cui è stata commessa la violazione, entro trenta giorni dalla notifica dell’ingiunzione di pagamento.

Caratteristiche del ricorso

Non è necessario alcun patrocinio legale.

Il ricorso non interrompe i trenta giorni utili per effettuare il pagamento, a meno che il Giudice di pace non disponga diversamente. Il giudizio di opposizione può concludersi con una sentenza che rigetta l’opposizione o che l’accoglie, annullando in tutto o in parte l’ordinanza. Contro la sentenza è ammesso il ricorso solo in Cassazione. Il ricorso al Giudice di Pace contro le sanzioni amministrative non è gratuito, trentotto euro. Questa tariffa è valida solo per le sanzioni il cui importo è “determinato” e non supera i 1100 euro; fino a 5.200, sale a 78 euro e per quelli di valore fino a 26.000 euro o di valore “indeterminabile”, si paga 178 euro.

4. LE DOTAZIONI DI SICUREZZA

Ricordate di controllare periodicamente la data di scadenza dei fuochi e razzi. Verificate inoltre di avere quelli necessari per la vostra barca e/o tipo di navigazione, il numero e i modelli è infatti differente, in queste pagine troverete una tabella riepilogativa.

5. I DOCUMENTI DA TENERE A BORDO

Se navigate in Italia potete mantenere anche delle copie (autenticate), ma se andate all’estero bisogna avere con se gli originali.

Per le imbarcazioni definite natanti ci vuole:

  • documento d’identità;
  •  l’assicurazione Responsabilità Civile, che è obbligatoria per tutti i motori a bordo con il contrassegno esposto;
  •  se è presente un’apparato Vhf ci vuole il certificato Rtf;
  •  la licenza d’esercizio Rtf (se è presente un apparecchio Vhf o altro apparecchio ricetrasmittente (Epirb, Ssb, etc.);
  •  la dichiarazione di potenza del motore o certificato d’uso del motore (se presente un fuoribordo o un entrobordo).

Per le imbarcazioni da diporto

  •  un documento d’identità
  •  licenza di navigazione;
  •  certificato di sicurezza in corso di validità;
  •  assicurazione “Rc”;
  •  se è presente un’apparato Vhf ci vuole il certificato Rtf;
  •  la licenza d’esercizio Rtf (se è presente un apparecchio Vhf o altro apparecchio ricetrasmittente (Epirb, Ssb, etc.);
  •  la patente nautica.

Se li avete smarriti o li hanno rubati dovete avere a bordo copia della denuncia di furto o di smarrimento, insieme al certificato d’assicurazione, con cui è possibile navigare per trenta giorni.

6. LA RADIO VHF E I SUOI DOCUMENTI

Se navigate oltre le sei miglia dalla costa dovete avere obbligatoriamente a bordo una radio Vhf, sia essa di tipo fisso o portatile.

Per navigare secondo normativa dovete dotare in ogni caso l’apparato della Licenza d’Esercizio (Rtf) e ci dovrà essere a bordo una persona (non per forza l’armatore o lo skipper) in possesso del Certificato Limitato di Radiotelefonista.

Come si ottengono questi due documenti?

La licenza di esercizio viene rilasciata automaticamente quando comprate una radio nuova e a norma (leggete le etichette sulla confezione). Infatti la legge 172/2003, dichiara che “tutti gli apparati ricetrasmittenti installati a bordo sono esonerati dal collaudo e dalle ispezione ordinarie”.

Quando comprate un Vhf nuovo vi verrà rilasciato anche l’attestato di conformità alla normativa in vigore. L’attestato viene rilasciato insieme all’apparecchio al momento dell’acquisto dello stesso.

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