Vela, a bordo del Dufour 375 Grand Large con Umberto FelciTempo di lettura: 6'

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Una barca francese che parla italiano, il  Dufour 375 GL Grand Large è il primo Dufour disegnato completamente dallo studio di Umberto Felci. La nostra prova e le caratteristiche 

di Alberto Cossu
DUFOUR 375 GRAND LARGE caratteristiche
Non poteva esserci modo migliore di provare il primo Dufour 375 Grand Large che salire a bordo direttamente con il suo progettista: Umberto Felci. In questo articolo vi parliamo delle sue caratteristiche e delle prestazioni durante la prova. Il 375 è il primo scafo del cantiere francese disegnato completamente dal team dello studio dell’architetto italiano e del suo socio Lorenzo Giovannozzi, sia per le linee di carena che per il layout degli interni. È una barca di 11 metri abbondanti, che nasconde numerose soluzioni tecniche, sia dal punto di vista progettuale sia dal punto di vista di accessori e attrezzature che migliorano la vita di bordo.

La collaborazione Dufour-Felci

Dufour è un cantiere che produce barche di serie ovviamente, con i pregi e i difetti che tale processo può portare. Per realizzare un prodotto di qualità è fondamentale seguire il progetto passo per passo in modo da non lasciare nulla al caso. Per raggiungere questo obiettivo non c’è cosa migliore che rivolgersi a uno come Felci, un progettista abituato a realizzare yacht custom, veloci e di lusso, e portare su uno scafo costruito in serie tutto il suo bagaglio di esperienze. “Avere l’opportunità di seguire un progetto nella sua complessità non può che portare vantaggi”, commenta Felci, “si sviluppano i volumi dello scafo e le linee di carena insieme alla disposizione degli impianti e al layout degli interni. La barca diventa più proporzionata e non ci sono incongruenze di design”.

DUFOUR 375 GRAND LARGE caratteristiche umberto felci prova
Sotto, Umberto Felci durante la prova del Dufour 375GL. Ci ha guidato alla scoperta dei segreti del nuovo 11 metri del cantiere francese.

Costruzione

Il 375 nasce per soddisfare armatori che desiderano una barca veloce ma non impegnativa, facile da usare con la famiglia. Pesa complessivamente 7060 chili con pescaggio standard per una chiglia in ghisa profonda 1 metro e 90 da 1950 kg. Tali numeri, combinati con la superficie velica in bolina di 67 mq, permettono di ottenere un ottimo momento raddrizzante e quindi una migliore stabilità di navigazione. Lo scafo viene realizzato con una laminazione a mano mentre la coperta a iniezione è un pezzo unico che garantisce solidità e rigidità alla struttura.

Umberto Felci: “Costruita per avere interni eleganti”

“Una soluzione del genere”, commenta Felci, “permette di avere interni molto più eleganti e meglio rifiniti, senza bisogno di utilizzare cielini o rivestimenti di vario tipo con il rischio di avere problemi di umidità e manutenzione. La laminazione a iniezione è ormai una caratteristica di quasi tutti i Dufour; una scelta che condivido pienamente. È stato uno dei primi cantieri di grande produzione ad adottarla e ora sta raccogliendo i frutti di questa grande esperienza”. Sul fondo dello scafo viene poi fissata una struttura di rinforzo che lo irrobustisce e permette di assorbire i carichi dell’albero e della chiglia.

Coperta

È pensata per navigare nel massimo comfort: il pozzetto è caratterizzato da una doppia timoneria che garantisce di fruire dello spazio maggiore. Anche esternamente sono i dettagli a fare la differenza. La plancetta è apribile con un sistema manuale, efficace e senza fronzoli, garantendo uno spazio in più da utilizzare in rada. Tra le due ruote della timoneria inoltre si nasconde il vano dell’autogonfiabile, facile da raggiungere e utile per lanciare la zattera in mare in caso di emergenza. Sotto l’apertura del vano si nasconde inoltre l’alloggiamento della chiusura della barca che di solito non si sa mai dove mettere. Il tavolo centrale con le due ante abbattibili nasconde un tientibene centrale e una presa 12 V con la possibilità di montare anche una luce da esterno.

Plotter, la vera novità

Ma la vera novità sta nel plotter che si trova nella struttura centrale, fuoriuscendo e ruotando a favore del timoniere. I due gavoni hanno dimensioni nella norma, ma grazie a una chiusura con piedini rialzati servono anche per riporre le drizze che altrimenti sarebbero sparse nel pozzetto. Il carrello della randa, sistemato sulla tuga, è ha basso profilo, e grazie a un circuito a scomparsa realizzato dai tecnici di Dufour lo si regola da uno stopper sulla tuga. Così si evitano strozzatori che sporgono e diventano pericolosi quando si cammina a piedi scalzi. La tuga riprende la linea moderna dei Dufour, con una lunga finestratura che corre per tutta la sua lunghezza. Il passaggio verso prua è comodo con l’attacco delle sartie rientrato che consente maggior spazio sul ponte. L’armo prevede un rollafiocco tradizionale, ma con un musone di prua già organizzato per poter montare un bompresso per il gennaker (optional consigliato).

DUFOUR 375 GRAND LARGE caratteristiche
L’ottimizzazione delle linee di carena consentono al 375 di raggiungere ottime prestazioni.

DUFOUR 375 GRAND LARGE caratteristiche prova umberto felci

Caratteristiche interne di Dufour 375 Grand Large

“Ci sono dettagli che spesso sono impercettibili all’occhio del cliente ma che risultano fondamentali per dare una sensazione di spazio e di abitabilità maggiore”, questo è il commento di Umberto Felci. “Come studio abbiamo lavorato sul layout e sulla disposizione dando alcuni input al cantiere per migliorare l’abitabilità interna. Oltre al nostro lavoro i tecnici del cantiere hanno comunque adottato soluzioni interessanti che rendono il 375 un barca “praticamente completa”.

Tre cabine e un vano beauty

Procediamo con ordine, il modello provato è a tre cabine con un bagno, posizionato sulla murata sinistra di fronte al tavolo da carteggio, dalle dimensioni generose, garantendo un vano doccia separato. Tra i dettagli il vano per sistemare il beautycase e il bagno schiuma, protetto da uno sportellino, e il porta carta igienica a scomparsa. Sembrano banalità ma indicano attenzione ai dettagli da parte del cantiere.

La cucina intelligente

La cucina è posizionata lungo la murata con il frigo che la separa dalla zona carteggio. Il carico è notevole e si accede sia con l’apertura a pozzetto sia con quella frontale. La disposizione interna del vano frigo e l’interno dei mobiletti della cucina è studiata per sistemare i più comuni Tupperware in commercio ottimizzando così lo stivaggio della cambusa. Molto intelligente il sistema per coprire i fuochi, con un’anta a ribalta che si nasconde dietro il fornello. In dinette il tavolo centrale è circondato da un divano a C e da una seduta che scorre su carrelli e permette di lasciare il passaggio libero verso la cabina di prua.

La cabina di prua

Quest’ultima, considerata come armatoriale, prevede una letto a murata, con un vano sotto il materasso utile per lo stivaggio di sacche o vele. Per facilitare l’accesso a tutti i vani nascosti sotto i letti o sotto le sedute della dinette sono stati realizzati dei cuscini sagomati come le aperture del vano, in modo da non doverli togliere mentre si aprono. I tientibene sono correttamente disposti a bordo, con quello principale che corre lungo tutto il cielino in cui sono nascosti anche i faretti. Passiamo alla prova.

Prova a vela

Proviamo la barca a La Rochelle, sede del cantiere. Giornata estiva e molto calda. Aspettiamo la termica che arriva intorno a 10/12 nodi, a bordo siamo in sei e siamo comodi seduti tutti in pozzetto. Di bolina con il genoa a circa il 130% di sovrapposizione riusciamo a stringere intorno a 405° gradi al vento reale con una velocità di 6 nodi. La barca non nasce per correre, ovviamente, ma apprezziamo una certa stabilità e sensibilità del timone. La doppia ruota permette di stare comodi in ogni condizione e anche se non è di diametro elevato permette di timonare al meglio. Il winch della scotta fiocco è facilmente raggiungibile e manovrabile anche dal timoniere. Issiamo gennaker armando il bompresso della Sparcraft, ci divertiamo un po di più giocando a orzare e poggiare sulle raffiche, raggiungiamo la punta di 8,5 nodi con 140 gradi, più che soddisfacente.
 
Tante altre barche, con caratteristiche e prova, sul Giornale della Vela.
 

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