IRC e ORC, all'orizzonte la fusione dei sistemi di rating delle barche da regataTempo di lettura: 6'

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Il sogno di vedere la vela d’altura governata da un solo sistema che regolamenti i rating per le regate in tempo compensato si sta per realizzare. Storia della guerra tra IRC e ORC

di Andrea Falcon

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UNA CAMPAGNA INIZIATA NEL 2008 Il Giornale della Vela ha iniziato a testimoniare l’insoddisfazione degli armatori per la confusione creata da due sistemi di compenso con una inchiesta pubblicata sul numero di agosto del 2008.
La speranza è l’ultima a morire e questa storia ne è la chiara dimostrazione. Gli armatori che investono soldi e tempo libero per una passione che molte volte riserva loro amarezze (e non stiamo parlando di delusioni agonistiche), sentendosi vittime di un sistema avulso che non tiene conto delle loro esigenze, possono iniziare a gioire. Infatti, l’ORC (l’Offshore Racing Council, l’organizzazione delegata ufficialmente dall’ISAF, la federazione internazionale di vela per la gestione della vela d’altura) e i due circoli ideatori del regolamento antagonista all’ORC, ovvero l’IRC (che sono l’inglese RORC, Royal Ocean Racing Club, e il francese UNCL, Union Nationale pour la Course au Large), si sono messi finalmente seduti insieme a un tavolo per scrivere un unico regolamento di stazza che amministri le regate d’altura a rating.

ORC, IRC, ISAF… UN PO’ DI CONFUSIONE?

Se leggendo queste righe avete fatto confusione tra ISAF, ORC, IRC, di nuovo ORC (non l’organismo della federvela internazionale, ma proprio il regolamento), RORC, UNCL ecc, non vi preoccupate, avete capito tutto. Questa è la situazione attuale della vela d’altura, in Italia e nel mondo: un gran casotto. Ora qualcuno, mettendosi la mano sulla coscienza, ha capito che non può proprio più andare avanti.

La guerra ORC-IRC: un conflitto iniziato negli anni Novanta

Dagli anni Novanta, da quando i sistemi IMS e CHS (sì, le sigle non finiscono mai) hanno sotterrato lo IOR (tanto criticato, ma oggi più che mai rimpianto, perché con i suoi difetti era comunque uno e solo e anche molto chiaro), a loro volta soppiantati dall’ORC e dall’IRC, gli armatori sono in balia di una guerra senza senso tra l’ORC da una parte e l’accoppiata UNCL-RORC dall’altra. È davvero un miracolo che la vela d’altura, quella in tempo compensato, non sia ancora morta.

ORC: un sistema complesso per calcolare il rating delle barche, riconosciuto dall’Isaf

L’ORC si vanta di calcolare con scientifica precisione i compensi delle barche (ed è il regolamento riconosciuto dall’ISAF per assegnare i titoli mondiali, europei e nazionali ufficiali). Il sistema, però, è talmente scientifico e preciso che per molti armatori che amano il fai-da-te è ostico e complicato. Inoltre, per prendere le misure delle barche (anche in occasione dei controlli di stazza alle regate) ci vogliono situazioni particolari. Per esempio, in un porto dove c’è risacca, risulta impossibile verificare i valori dei bordi liberi (la misura dal galleggiamento alla falchetta), dai quali uno stazzatore può controllare se la barca ha un peso differente da quanto indicato sul certificato di stazza che genera il suo rating.

IRC: barche automisurate

Così, ne approfittano RORC e UNCL, offrendo un sistema che a tanti armatori piace perché è molto semplice: infatti è segreto. Così non c’è neanche la tentazione di mettersi a fare verifiche, calcoli, spostamenti, cambiamenti della propria barca. Quindi, un armatore invia le misure della propria barca (autodichiarate) alla segreteria dell’IRC e riceve in cambio un rating. La pecca di questo sistema è che si basa troppo sull’onestà di chi dichiara le misure. Inoltre, l’IRC è sempre stato sospettato di essere manovrato dietro le quinte dai grandi cantieri che rigirano i numeri un po’ come conviene a loro.

IRC e ORC: UNA BATTAGLIA SENZA FINE

Che qualcosa non andasse più molto bene lo si era già intuito l’anno scorso alla Sydney-Hobart, dove era aumentata la lista degli iscritti in ORC, in una regata solitamente targata IRC. Se anche gli anglosassoni, retoricamente considerati più onesti dei latini, cominciano a storcere il naso, allora c’è veramente qualcosa che non va. Un altro punto a favore dell’IRC è il costo del certificato di stazza, che è mediamente un terzo di quello ORC. Insomma, nell’infinita querelle su chi è più perfetto, tra ORC e IRC non ha mai vinto nessuno; questo è stato il vero problema di tutti questi anni. Nessuno dei due sistemi è riuscito a prevalere sull’altro. Ora, c’è da sperare che dai due sistemi ne esca uno finalmente credibile.

L’IDEA DELLA FUSIONE: UN SISTEMA UNICO DI RATING VELOCE

Ci vorrà un po’ di tempo, ma c’è ottimismo, perché RORC-UNCL e ORC hanno presentato la loro idea di fusione con una dichiarazione d’intenti che fa ben sperare: creare un nuovo sistema unico di rating veloce, divertente, che renda le competizioni unificate in tutto il mondo, utilizzando l’insieme delle norme esistenti IRC e ORC, sfruttando le conoscenze e le risorse di entrambi. In pratica, si farà quello che è giusto fare: si prenderanno solo le parti buone di ciascun sistema per crearne uno efficiente. Come questo sarà fatto, chi dovrà sacrificare cosa, interessa fino a un certo punto. Meglio soffermarsi sul fine ultimo: un sistema unificato.

Finalmente esisterà un sistema unico di rating, che nascerà sfruttando le risorse dei sistemi ORC e IRC, e che
unificherà le regate di tutto il mondo

I vantaggi della fusione

Questo permetterà di porre fine anche alla confusione generata dagli stessi organizzatori delle regate, a tanti dei quali vanno tirate le orecchie per non essersi mai schierati e non avere preso una posizione netta. All’inizio, in linea di massima, le regate di grande altura erano IRC (che nel calcolo del rating ha sempre contemplato tutto: bompressi, asimmetrici, materiali esotici, chiglie basculanti, doppi timoni e via discorrendo) e quelle d’altura sulle boe ORC (che ci ha messo molti anni, troppi, a capire che a una barca per bolinare con vento leggero poteva far comodo un Code Zero, o che tanti si erano stufati di usare il tangone).

Premiazioni farsa

Negli ultimi tempi è diventato tutto un minestrone: a una sola regata ci sono classifiche ORC e IRC e una barca può iscriversi a tutte due (basta avere i certificati di stazza). Lo spettacolo indecoroso è vedere la stessa flotta che si classifica in due maniere diverse nell’ambito dello stesso evento. Le premiazioni, dove si consegnano coppe e targhe a tutti (quelle per il podio assoluto, il podio di giornata, di classe, in ORC e in IRC) durano più della regata stessa. Senza parlare del capolavoro italiano della Coppa Italia: si premiano i vincitori IRC, i vincitori ORC, ma il trionfatore è quello con il miglior punteggio combinato IRC-ORC! Game over.
 
 

Giornale Della Vela

Il Giornale della Vela nasce dall’idea di creare il primo giornale per gli appassionati di barche a vela e nautica in Italia e, nel corso degli anni, si è imposto come il principale mensile del settore e ha ampliato i suoi orizzonti in eventi e servizi affini: prove di barche, andamento del mercato, accessoristica, vacanze e luoghi da visitare, saloni ed eventi del settore, regate ed eventi sportivi.

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