Dalle regate al militare, le mille e una barche di Gianluca AdragnaTempo di lettura: 5'

0

Gianluca Adragna, triestino Doc, disegna per passione, ma con una grande competenza alle spalle. Nella sua lunga carriera ha disegnato ogni tipo di barca: per regate, militare, per crociera…

Dalle regate al militare, le mille e una barche di Gianluca Adragna

Chi nasce a Trieste ha il mare nel sangue. Non ne può fare a meno. Il mare esercita un richiamo che diventa irresistibile. Calamita l’attenzione. Lo percepisci ovunque e sempre. Tra le strade e i vicoli nelle giornate spazzate dalla bora. Ti riempie la vista osservandolo dal Molo Audace. Trieste è il mare. È la tradizione marinara. Chi nasce a Trieste prima d’imparare a camminare sa già andare in barca. Non stupisce dunque se Gianluca Adragna abbia già all’attivo diversi progetti di successo: dalle regate al militare, ecco le sue barche.

Stream 40R

IN BARCA A DUE ANNI

Triestino doc, Adragna nel 1997 fondò uno studio di progettazione e da allora non si è più fermato. Non poteva essere altrimenti per chi ha un padre che ha cominciato a portarlo in barca all’età di due anni.
Un diploma all’Istituto Nautico Tommaso di Savoia duca di Genova di Trieste, il più antico e prestigioso in Italia. Seguono due anni nel prestigioso Southampton Institute of Higher Education, per poi arrivare alla laurea all’Università di Genova.

«Una barca la devi sentire» ripete come un mantra Adragna. «Non basta limitarsi a fare un buon progetto. Occorrono tanta pratica, conoscenza che si acquisiscono solo navigando». E tanta passione.

LA PRIMA BARCA

Poco più che ventenne Adragna progetta e costruisce la sua prima barca. Si chiama Regina di cuori misura sette metri e vince per cinque volte la Barcolana nella sua categoria. «Un’esperienza che mi aiutò moltissimo per comprendere da vicino cosa volesse dire costruire una barca con tutte le problematiche. In quell’occasione fui aiutato anche da mio padre, da un compagno di banco e da un amico che era un tecnico della Grandi Motori di Trieste e si rivelò di grande aiuto. Un conto è disegnare su un foglio di carta un altro è perforare una lamiera da 10 con un trapano», prosegue l’architetto.

Dalla vela al motore la visione e l’approccio sono gli stessi. Un percorso di crescita professionale che oltre alla teoria ha sempre avuto un riscontro diretto nella pratica. Una competenza tecnica che attinge anche a un’esperienza maturata nella progettazione di pattugliatori veloci.

NIENTE COMPROMESSI

«Quando hai a che fare con questo tipo d’imbarcazioni capisci che nulla può essere lasciato al caso. Non sono possibili compromessi», aggiunge Adragna. «Gli aspetti da tenere in considerazione sono molteplici. Dalla blindatura delle aree più vulnerabili come plancia di comando e sala macchine, a uno studio attento sulla distribuzione dei pesi per non compromettere le prestazioni e soprattutto la sicurezza dell’equipaggio», prosegue Adragna.

DAL DIPORTO AL MILITARE

Il frutto di questo lavoro ha preso le forme e le sembianze di pattugliatori quali Raptor SWOC, Cobra ASD, Manta MKI e MKII ASD e Piranha ASD, attualmente in forza presso numerose Marine militari. Dal diporto al militare. Dalla vela al motore. Uno spazio di manovra ampio che a livello progettuale attinge soprattutto a una cultura navale che è la cifra stilistica dello studio di progettazione di Gianluca Adragna e che si avvale del supporto anche di Michel Wetzl, e Primoz Barut.

Suncraft Piranha ASD

«Attualmente siamo alle prese con il Portofino X per X-Marine. E anche in questo caso il nostro apporto non si limita solo a definire le linee di carena e i layout degli spazi interni. Siamo entrati in profondità analizzando ogni singolo dettaglio», commenta Adragna. «Scafo, coperta, e carena sono fresati con macchine a controllo a numerico. Abbiamo calcolato lo spessore di tutte le superfici interne al millimetro, mobilia compresa. I madieri, i tubolari e la struttura longitudinale sono stati pensati in funzione dei carichi e delle velocità».

Dalle regate al militare, le mille e una barche di Gianluca Adragna

«In sostanza» spiega Adragna, «abbiamo ingegnerizzato ogni millimetro dell’imbarcazione. Non solo. Questa conoscenza ci mette nelle condizioni di dialogare con i fornitori, con gli impiantisti. Agli occhi del cantiere il tutto si traduce in un grande vantaggio sotto il profilo dei costi, dei tempi e non ultimo riduce moltissimo i margini di errore». Un risultato possibile grazie dell’elevata padronanza dei supporti informatici di progettazione. Che da soli non giustificano però il livello di raffinatezza del lavoro espresso come nel caso dell’Adler Suprema, un motoryacht di 23 metri con scafo e sovrastrutture realizzate interamente in carbonio e per il quale lo studio Adragna ha curato l’ingegnerizzazione.Dalle regate al militare, le mille e una barche di Gianluca Adragna

PROGETTI DI UOMINI, NON SOFTWARE

Se nel design non ci può essere forma senza funzione, nella progettazione non ci può essere apporto tecnico senza conoscenza. Un sapere che non ti trasmette un software ma che è il risultato di un lungo processo di apprendimento.

«A scuola ci hanno insegnato a tracciare le linee d’acqua e l’avviamento della carena utilizzando i flessibili in legno di pero abbinati a dei piombi. Indubbiamente il contributo che arriva dai programmi e dall’utilizzo del computer ha agevolato molto il lavoro di progettazione. Ma un conto è guardare su un monitor l’esito generato da un software. Un altro è comprendere le ragioni e i calcoli che hanno permesso di ottenere quel risultato», continua Adragna.

E a proposito di progetti, dopo il successo maturato in campo velico con Regina di Cuori al quale sono seguiti altri due modelli di successo come lo Stream 40R e lo Stream 40 Emotion, Adragna Yacht Design Studio è oggi alle prese con alcuni nuovi modelli figli di quell’esperienza e che hanno portato a definire le linee di un 50, un 52 e un 55 Deck Saloon.

In alto il disegno dell’AYD cinquantadue. Pagina a fianco, in alto, una delle ville dell’avveniristico progetto di Paradise Island.

Top Yacht Design

The ambition of the Top Yacht Design publishing system is to enter into dialogue with owners and potential owners, with the world of designers and architects, with the yards and also with the companies that operate in the furnishing business. The result is that it will not only be a thoroughly enjoyable read but also an essential tool for sector professionals when it comes to keeping abreast with developments.

Leave A Reply

Altro... Nautica
I cervelloni della Coppa America: la tecnologia auto a servizio della vela
Richard Hein: “Vi spiego cos’è lo yacht designer, oggi”
Maiora 33 Fb: uno yacht full beam con l’eleganza del made in Italy
Chiudi