Incendio, tempesta, barca in panne e… 10 sfighe a bordo e cosa fareTempo di lettura: 10'

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Ci sono situazioni in cui nessuno vorrebbe mai capitare: barca in panne, incendio a bordo, tempesta… Ecco perché in barca bisogna essere sempre pronti a risolvere le diverse emergenze. Ecco le “10 sfighe” e cosa fare

di Alberto Cossu
Incendio, tempesta, barca in panne e... 10 sfighe a bordo e cosa fare

1 – RIMANI A SECCO DI CARBURANTE

Tenete sempre una tanica a bordo e il rifornimento è più semplice 
Sono necessari semplicemente due tubi in gomma e un panno o uno straccio. Tenete la tanica più alta rispetto al serbatoio per sfruttare il principio dei vasi comunicanti. Poi infilate un tubo per il passaggio del carburante nella tanica e nel serbatoio. Il secondo tubo invece solo nella tanica con un’estremità libera. Tappate al meglio la tanica, con il panno o lo straccio in modo da far uscire meno aria possibile, e soffiate nel tubo lasciato libero. Così facendo aumenterete la pressione all’interno della tanica e “spingerete” il carburante, attraverso l’altro tubo, direttamente nel serbatoio. Ora togliete il panno per permettere all’aria di entrare e aspettare che i vasi comunicanti facciano il resto. Otterrete così un lavoro pulito, rapido e senza fastidiose bevute di carburante.

2 – TI CADE IL FUORIBORDO IN ACQUA

Non sempre tutto è perduto, con un paio di nozioni da meccanico può ripartire
Ok, il fuoribordo del tender è finito in acqua ma non disperatevi, nulla è perduto. Cercate di far scolare tutta l’acqua di mare e sciacquate con acqua dolce. Se non potete farlo subito meglio lasciarlo immerso, il sale seccandosi è più dannoso. Una volta recuperato levate le candele e asciugate il gruppo del motore con dell’aria compressa. Se non l’avete a bordo, potete facilmente trovarla in porto dal benzinaio. In alternativa usate un panno.

Ecco cosa fare

Smontate il filtro della benzina e la pompa. Puliteli e asciugate il tutto con cura. Accedete al carburatore, smontatelo e accedete alla vaschetta per il getto. Asciugate tutto il circuito stando attenti a non danneggiare i galleggianti durante lo smontaggio e il rimontaggio. Con dello spray idrorepellente e lubrificante, irrorate l’intero motore, in modo da pulire bene soprattutto i contatti elettrici e le bobine. Rimontate le candele, ovviamente nuove, e provate con il cordino per l’avviamento a ruotare leggermente l’albero motore, se sentite il movimento poco fluido, meglio chiamare un meccanico. Se tutto va bene provate ad avviarlo e lasciando il motore al minimo lasciate che l’olio lubrifichi la meccanica.

Di norma i fuoribordo dei battelli di servizio possono essere smontati e rimontati facilmente, quindi se vi cade in mare non disperatevi.

3 – QUANDO TIRARE SU LA CATENA SEMBRA IMPOSSIBILE

Il salpancora è rotto o la catena è incastrata? Ecco come operare
State lasciando la rada. Tutto è pronto, voi al timone e vostra moglie al salpancora. Avviate il verricello ma la catena non viene su. Se il motivo è che il salpancora non funziona, verificate che le batterie siano sufficientemente cariche. Se sono a terra, e non sono in parallelo, provate a fare un ponte su un accumulatore carico. Altrimenti se a braccia non riuscite a recuperarla potete utilizzare il winch da tonneggio che avete a poppa.

Come procedere

Liberate il grillo di fermo della catena e portatela a poppa. Coprite il verricello in modo che non si rovini e utilizzatelo come aiuto per tirare su il calumo. Se questa soluzione è troppo rischiosa, conviene lasciare tutto in mare e legare alla catena un parabordo di segnalazione in modo da farla recuperare a dei sommozzatori o da voi stessi una volta risolto il problema. Se invece il problema è nell’ancora incastrata e non avete montato un grippiale per spedarla, seguite il consiglio come nel disegno qui sotto.

4 – CAMBIA IL TEMPO E L’ANCORAGGIO IN RADA NON È PIÙ SICURO

Con la doppia ancora puoi passare la notte in baia senza problemi anche quando il vento rinforza
A bordo di una barca dovrebbero esserci sempre due ancore: quella principale, come le classiche CQR, Danforth, Delta ecc., e una più piccola. Questa serve per ormeggiare contemporaneamente di prua e di poppa o per gettare due ancore a prua. Questa operazione si esegue quando si temono condizioni meteorologiche particolarmente avverse. Essa può essere effettuata in due modi: con le due ancore afforcate o appennellate.

Come gettare due ancore

Nel primo caso entrambe sono date fondo alla giusta distanza dalla barca. Sono disposte in modo che i due ormeggi formino tra loro un angolo di almeno 45 gradi, da preferire se si teme un improvviso salto di vento. Per favorire l’affondamento delle marre nel fondale si possono recuperare una decina di metri di entrambi i cavi (lasciandoli legati alle bitte) per poi mollarli contemporaneamente. La barca prenderà abbastanza velocità arretrando, così che quando i cavi si tenderanno si avrà una maggiore forza sulle ancore. Alla fine della manovra si può capire se un’ancora ara ponendo una mano sulla catena: in questo caso si avvertono chiaramente dei piccoli sussulti, segno inequivocabile che occorre ripetere l’intera manovra. Con le ancore appennellate (ovvero collegate tra loro una dopo l’altra con qualche metro di catena di separazione. In questo modo la prima, la più piccola, rafforza la tenuta della seconda) si ha invece un ottimo sistema per impedire che l’ancora principale ari.
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5 – SEI RIMASTO IN PANNE E DEVI FARTI TRAINARE

Se avete bisogno di assistenza fate attenzione a non peggiorare la situazione con un traino pericoloso.
Se siete in acque protette utilizzate una fune d’ormeggio abbastanza elastica e sufficientemente lunga in modo che la barca trainata non sopraggiunga. Per evitare strattoni e “tamponamenti” mantenete una rotta divergente. Se dovete anche manovrare potete lasciare il cavo in tensione ma attenzione a non strattonare troppo. Se invece vi trovate in mare aperto, la fune d’ormeggio non dovrà mai essere in tensione. In questa situazione infatti anche delle piccole onde possono causare pericolosi strattoni.

Usa una cima lunga

Per questo motivo conviene utilizzare una cima molto lunga a cui fissare un ancorotto o un oggetto pesante, a metà. In questo modo la cima affonda completamente e il peso ammortizza gli strattoni. Alcuni consigliano di utilizzare la catena dell’ancora. Per capire la la distanza tra le imbarcazioni controllate lo stato del mare, prendete le misure delle onde e fate in modo che le barche si trovino sulla cresta o nel cavo di un onda allo stesso tempo.

Incendio, tempesta, barca in panne e... 10 sfighe a bordo e cosa fare
Il rimorchio di poppa in mare aperto. Con la cima molto lunga e un peso alla sua metà.

6 – ODDIO LA BARCA PRENDE FUOCO

Niente panico. Cercare di isolare le fiamme per limitare i danni
Tralasciamo la parte della richiesta di soccorso, è ovvio che l’assistenza è necessaria. Se l’incendio è localizzato in un vano, isolatelo più che potete. Quindi chiudete i pannelli e manovrate in modo da tenere l’incendio sottovento al resto della barca. Ora dovete agire anche con gli estintori, quelli in polvere sono i più diffusi coprono la quasi totalità dei casi di incendio. Ricordate che un estintore a polvere di 1 kg è sufficiente, a spegnere una quantità di 13 litri di benzina (13 B).

Attenzione con l’acqua di mare

In realtà spesso e volentieri, non deve essere presa in considerazione per due motivi. In primis è più pesante del combustibile liquido, per cui un incendio di gasolio o benzina diventa difficile da spegnere e si rischia di propagarlo maggiormente. E poi è pericolosa su impianti elettrici sotto tensione. Se versata sulle batterie potrebbe mandarle in corto e farle esplodere. Potete però immergere le vostre coperte nell’acqua di mare e cercare di spegnere l’incendio soffocando la fiamma.

7 – LA BARCA ANCHE IN PORTO CONTINUA A MUOVERSI

Anche quando siete ormeggiati vi tocca lavorare. Basta mettere le cime correttamente e la sosta è più piacevole
Siete in porto ma la barca è storta, si muove o da fastidio al vicino. Aggiustate un po’ le cime d’ormeggio e tutto si risolverà. Regolate le classiche cime da prua e da poppa (il cui nome barbetta e codetta stanno scomparendo dalla terminologia usata dai diportisti), rispettivamente più a pruavia e a poppavia per ottimizzare la loro trazione. Se in porto c’è un po’ di risacca o vento traverso, non basteranno, neanche per una breve sosta. Conviene quindi utilizzare e mettere subito in tensione degli springs ed eventualmente anche dei traversini.

Spings: cosa sono e a cosa servono

Le springs sono cime incrociate dalla prua della barca alla poppa in banchina e viceversa, il loro compito è quello di impedire il movimento longitudinale dello yacht, cioè tengono fisso rispetto alla banchina il punto dove si incrociano. Per questa ragione le springs sostengono lo sforzo maggiore e vanno quindi scelte di diametro adeguato. I traversini servono invece per impedire rotazioni o movimenti trasversali della prua o della poppa, sono perciò molto importanti per mantenere la barca assolutamente immobile.
Incendio, tempesta, barca in panne e... 10 sfighe a bordo e cosa fare

8 – FALLA A BORDO

Se la falla non è grande potete tapparla anche con dei piccoli e utili accessori
Un evento che non si augura mai a nessuno, è la falla a bordo. Ma se capita, che fare? La priorità, è ovvio, è fermare l’afflusso d’acqua. Se il buco è grosso usate cuscini, coperte e quant’altro possa chiuderlo dall’interno. Per l’esterno, se riuscite, fate passare un telo (tipo il copritender) sotto la carena. Spostate i pesi aiutandovi come potete in modo da alzare la falla dall’acqua. Se il foro è piccolo e i tappi in legno delle prese a mare sono inutili, diventa utilissimo un accessorio come quello nella foto. Si chiama Leak Block, ed è una pasta turafalle. È un prodotto monocomponente che si applica immediatamente sul buco, stendendola in modo da coprirlo completamente. La tenuta della pasta viene garantita, una volta applicata, per 48 ore.

9 – LE BATTERIE SONO A TERRA

Per risolvere questa situazione a volte è meglio pensarci prima
Quando siete veramente con tutte le batterie a terra, c’è proprio poco da fare. Quello che proponiamo infatti più che una soluzione è una prevenzione. Si tratta di un comune apparecchio che si fissa alla batteria. Se il voltaggio scende sotto 11,9 V con motore spento, disconnette automaticamente la batteria. Si riconnette automaticamente non appena si gira la chiave di accensione o si collegano dispositivi di carica. Si chiama Marine PriorityStart ed è dotato di un circuito elettronico che rileva un segnale elettrico del motore acceso e, anche se la batteria è bassa tensione.

10 ARRIVA LA TEMPESTA

A volte coglie di sorpresa oppure non avete letto i bollettini, in ogni caso quando il tempo peggiora bisogna decidere in fretta
Non esiste una regola fissa da seguire in caso di maltempo. Quando navigate e dovete effettuare delle scelte importanti, considerate sempre tutte le variabili: il tipo di barca, l’equipaggio, il carburante, la distanza dalla costa, la rotta e l’evoluzione meteo. In caso di forte maltempo, pericoloso per la navigazione, ci sono alcune accortezze che possono facilitarvi nelle decisioni da prendere. Se vi trovate nel bel mezzo di una perturbazione e volete evitare di prenderla in pieno, aprite la carta nautica!

Cerca rifugio… in mare aperto!

Analizzate il vostro punto nave e i tratti di costa vicino a voi. Bisogna controllare quali sono i migliori ridossi da raggiungere in base alla previsione dei bollettini. Se avete individuato la baia, controllate i fondali (batimetrica) e l’orografia della costa. Considerate però che non sempre è bene avvicinarsi alla terraferma in caso di mare agitato, anzi a volte è meglio tenersi a debita distanza. Sulla base del tipo di barca di cui disponete (marinità e dotazioni) e sull’esperienza del vostro equipaggio potete modificare il vostro itinerario. Dirigetevi verso il mare aperto se la rotta scelta vi permette di aggirare il maltempo e di navigare sempre in sicurezza.
Incendio, tempesta, barca in panne e... 10 sfighe a bordo e cosa fareLeggi anche: Come liberare la barca dall’incaglio.

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