James Cavagnari presenta la sua Tuscan Spirit: “Anche le piccole hanno un’anima”Tempo di lettura: 4'

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Una nuova filosofia di design anche per gli scafi più piccoli. L’architetto James Cavagnari spiega come ha tirato fuori l’identità della sua Tuscan Spirit

by Giuliana Fratnik; photo James Taylor
James Cavagnari presenta la sua Tuscan Spirit: "Anche le piccole hanno un'anima"

«Quando sono arrivato a considerare l’armadio della cabina armatoriale della mia barca come un nemico ho capito che era arrivato il momento di fare qualcosa.» James Cavagnari, architetto angloitaliano e appassionato velista, spiega così il motivo che lo ha portato a comprarsi il guscio di un Hanse 630 e ad allestirlo a sua immagine e somiglianza.

LA FILOSOFIA DI JAMES CAVAGNARI

È l’anima della Prima Design, uno studio di architettura fiorentino affermatosi come punto di riferimento per negozi e abitazioni esclusive. Sue sono, per esempio, le residenze newyorkesi della topmodel Natalia Vodianova e dell’ex marito Justin Portman e quella del fotografo Ken Nahoum.

«Tendiamo a lavorare prima sugli spazi e sulla loro struttura», spiega Cavagnari. «Ma lo spazio deve avere qualcosa da raccontare, altrimenti il risultato finale sarà un prodotto senz’anima. Arriviamo da un periodo minimalista che ha aiutato a dare vita al corpo della struttura, ma il minimalismo deve rimanere legato alla struttura. Non può estendersi anche all’interior design, specialmente se si sta parlando di una barca di 15 o 20 metri».

Alcune delle residenze realizzate da Prima Design


L’ARCHITETTO E LE BARCHE

Il mondo della nautica non è nuovo a Cavagnari neppure dal punto di vista professionale. Alla fine del 2012 aveva partecipato al Design Innovation di Benett. È una sorta di concorso per scafi da 50 a 90 metri a cui erano stati invitati alcuni tra i più importanti yacht designer di fama mondiale.

Prima design aveva proposto Aura, un 70 metri innovativo. Pur riprendendo alcuni stilemi del passato, presentava già allora alcuni dei diktat visti nei progetti presentati quest’anno. Tra questi, la piscina a sfioro nel mezzo della poppa del ponte di coperta o le finestrature dei due ponti senza soluzione di continuità. Ma James Cavagnari è un appassionato velista e si è sempre sentito mortificato dagli allestimenti delle barche più piccole privi di ogni identità.

A OGNI BARCA LA SUA ANIMA

«Ho avuto modo di salire a bordo di un Perini di 50 metri disegnato da Norman Foster. E poi su un Amels di 60 metri firmato da Laura Sessa. Erano splendidi», spiega. «Ma le barche più piccole, soprattutto quelle a vela entro i 25 metri, sono quasi sempre arredate pensando più alla funzione che alla forma. Alla fine sembrano tutte dei camper. Così mi sono detto: perché non proviamo a dare un’identità forte anche alle barche più piccole?»

James Cavagnari presenta la sua Tuscan Spirit: "Anche le piccole hanno un'anima"Tuscan Spirit è nata così. Dall’ossessione per un brutto armadio di una cabina armatoriale e dal desiderio di questo eclettico architetto di mettersi alla prova in un mondo, quello delle barche a vela entro i 25 metri, ancora poco toccato dalle rivoluzioni dell’interior yacht design.

TUSCAN SPIRIT

«Per la realizzazione di Tuscan Spirit abbiamo sfruttato tutto il know how accumulato in anni di lavoro», spiega Cavagnari. «Volevo creare un design che si distinguesse da quelli tipici della piccola e media nautica. Un prodotto senza tempo e immune dai diktat del momento. Per questo ho messo insieme fasce temporali diverse e ho usato materiali che non passano mai di moda e che invecchiano con eleganza», racconta. Il risultato è stupefacente, soprattutto se si pensa alla lunghezza di questa barca.


Il progetto del 70 metri Aura, realizzato per Benetti Innovation

James Cavagnari presenta la sua Tuscan Spirit

INTERNI CLASSICI

Gli ambienti ricordano quelli di un club inglese, rivisitato in chiave moderna, con tocchi di toscanità importanti che riportano agli antichi casali della campagna senese. I paglioli di tutta la barca sono in noce nazionale opaco cui, nella dinette, sono state aggiunte delle quadrotte in cuoio. Le paratie che dividono gli spazi interni sono state create alternando listelli di legno che contrastano con gli spazi vuoti cui sono alternati.

Contrastanti anche le pareti scurissime della cabina di prua, nella cui vernice è stata però inserita della polvere di rame che evita l’effetto glossy e regala una patina di antico affascinante. I cielini, realizzati con una pelle traforata che ricorda quella delle automobili Anni 60, sono di un candido color panna.

Un vero capolavoro è la cucina, firmata da Gullo, che riprende in pieno quelle degli antichi casali toscani. Però si inserisce perfettamente nella dinette e non grava sulla stazza perché realizzata in alluminio.

UNA BELLA, PERFORMANTE BARCA

«Lo stile non ha minimamente influito sulla funzione e sulle prestazioni», spiega Cavagnari. «paglioli, paratie e tutti gli elementi di falegnameria sono stati montati su supporti Honey Comb in alluminio per alleggerire il più possibile lo scafo». Tra le chicche vanno segnalati i mobili in legno o in cuoio sparsi qua e là per la barca che ricordano i vecchi bauli. Un’idea divertente perché, come dice Cavagnari, «la barca a vela e il viaggio sono due identità indissolubili».

Top Yacht Design

The ambition of the Top Yacht Design publishing system is to enter into dialogue with owners and potential owners, with the world of designers and architects, with the yards and also with the companies that operate in the furnishing business. The result is that it will not only be a thoroughly enjoyable read but also an essential tool for sector professionals when it comes to keeping abreast with developments.

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