Komorebi: lo yacht per vivere a contatto con la naturaTempo di lettura: 4'

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Il vero lusso, secondo il duo Van Peteghem – Lauriot Prévost, è vivere a contatto con la natura. Nasce così il progetto Komorebi: lo yacht con albero alare

“Non uno yacht a vela, neppure un semplice yacht a motore, ma le due le cose assieme”. Spiegano così Marc Van Peteghem e Vincent Lauriot Prévost il loro ultimo progetto, un trimarano di 86 metri per un baglio di 22,9 metri che hanno battezzato Komorebi. In giapponese: la luce del sole che filtra tra le foglie e i rami degli alberi.

Non un lampo accecante, ma una sensazione che ispira tranquillità, che dà spazio all’immaginazione e invita ad assaporare la vita. Questo è il messaggio trasmesso da nuovo concept dello studio famoso per i suoi grandi multiscafi.

Il loro Douce France, quando nel 1998 scese in mare con i sui 42 metri di lunghezza, fu per anni il più grande cat da crociera al mondo. Da Douce France e da progetti come Hemisphere, cat di 145 piedi, ma anche da Manifesto, il concept di un cat a motore di 234 piedi, nasce la proposta di Komorebi.

Uno yacht per arrivare ovunque

“Yacht in grado di affrontare un giro del mondo e di raggiungere gli approdi più difficili grazie al pescaggio ridotto” spiega Mathias Maurios, architetto navale. Fa parte del team di 12 progettisti che con i fondatori Marc van Peteghem e Vincent Lauriot Prévost formano lo studio VPLP.

Il via al progetto giusto un anno fa in occasione del Monaco Yacht Show. “Abbiamo cominciato alla fine dello scorso inverno”, prosegue Maurios. “Credo sia la prima volta che viene presentata un’imbarcazione ibrida con due alberi alari rigidi.

Tecnologia di bordo

Le ragioni di questa scelta sono date dall’efficienza dell’albero alare: ha un rendimento quasi due volte superiore a quello di una vela tradizionale. Il secondo motivo è che le due “ali” da 380 mq ciascuna sono automatizzate e non richiedono interventi da parte dell’equipaggio. Sono entrambe dotate di sistemi di rilevazione, si gestiscono automaticamente in funzione della forza e della direzione del vento e sono abbinate ai due motori da 3300 hp.

L’intero sistema così si auto-regola per ottenere la velocità desiderata. Lo yacht può quindi navigare solo a motore se non c’è vento, con motori e alberi alari, o soltanto con questi ultimi”.

Prima il comfort

E in questo caso i modelli dicono che con 20 nodi di vento Komorebi può raggiungere con le sole “ali” i 15 nodi. Nella combinazione vele-motori, può risparmiare anche il 30 per cento di carburante. “Abbiamo preferito puntare sulle diverse configurazioni di propulsione, sull’autonomia e sul range piuttosto che sulla velocità. La qualità di vita e il comfort a bordo sono più importanti”.

E prendendo spunto dal suo nome, il design di Komorebi è appunto incentrato sul relax e sul tornare a vivere in armonia con la natura. Per questo il layout è all’insegna di uno stile che si potrebbe dire centrato sul silenzio con grandi aperture per ampie prospettive e spazi riservati che si sviluppano in tutto lo yacht.

“La luce scorre ovunque” prosegue Maurios, “e le aperture sono un aspetto dominante. Volevamo il lusso dello spazio. Ogni area è poi progettata in funzione di un momento particolare della giornata per offrire spazi di convivialità, ma anche di privacy agli ospiti a bordo”.

Komorebi potrà imbarcare ben 18 ospiti

L’armatore avrà a disposizione l’intero ponte superiore con una suite di 172 metri quadrati a cui si aggiungono due cabine per i ragazzi, gli studi per armatore e figlioli, lounge e pantry private oltre alle terrazze esterne. Le sei cabine ospiti di 34 mq sono sul main deck dove, a poppa, si trova un giardino giapponese e la piscina 6,5 x 7,8 metri mentre a prua c’è spazio per l’helipad. Al ponte inferiore, sempre a poppa, si trovano il beach club, la palestra, l’hammam con sauna, la spa, gli alloggi dell’equipaggio e i locali tecnici.

La sezione di prua è invece dedicata ai tender (due più un limousine da 10 metri) e ai numerosi water toys. “Non abbiamo ancora sviluppato a fondo l’interior design”, spiega Maurios. “Ma è basato sulla luminosità, le trasparenze e la vista sul mare. Vetro e legni chiari i materiali. Sono interni minimalisti e funzionali, ma caldi, nei quali star bene.

Eleganza ed equilibrio

L’eleganza non è solo una questione di stile, equilibrio delle proporzioni e armonia delle linee, ma è anche coerenza e abilità”. E in Komorebi, lo studio VPLP ha trasferito tutta la propria esperienza lanciando un messaggio molto semplice, ma altrettanto difficile da realizzare: “Vogliamo che a dispetto delle sue dimensioni Komorebi sia un gigante che possa piacere a tutti”. E a qualcuno il concept di Komorebi è piaciuto davvero molto. Lo studio francese è già stato contattato da possibili armatori di yacht “Komorebi-style”.

“Lunghi 86 metri, ma anche più piccoli, sui 40-60 metri. Comunque, per costruirne uno ci vorranno tre anni”, conclude Mathias Maurios. Dovremo quindi aspettare per avere un Komorebi sui mari. D’altra parte quello di Komorebi è un progetto che si ispira: “alla luce del sole che filtra tra le foglie e i rami degli alberi”. Una sensazione da vivere appieno e senza fretta.

 

Top Yacht Design

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