Marina e porti turistici in Italia: posti barca e prezzi aggiornatiTempo di lettura: 6'

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Radiografia 2011 della situazione dei porti turistici e marina italiani: aumentano i posti barca nella Penisola e nelle grandi isole. I prezzi rimangono stabili

a cura di Tommaso Natale

Marina e porti turistici in Italia: posti barca e prezzi aggiornati

Li abbiamo scrupolosamente censiti: sono 194 i porti turistici italiani attrezzati, quelli che comunemente vengono chiamati “marina”. Il totale è di 83.292 posti barca a disposizione, 3.002 in più rispetto al 2010.

Un dato positivo tutto sommato, sebbene si tratti di una crescita in via di attenuazione. Prendendo in considerazione gli anni scorsi, infatti, abbiamo notato che tra il 2008 e il 2009 i posti barca erano aumentati di ben 8 mila unità, mentre ammontavano a quasi 5 mila tra il 2009 e il 2010.

Questione di prezzi

La buona notizia riguarda i prezzi medi annui di affitto (abbiamo confrontato ormeggi per barche sino a 9/12/18 metri): a fronte dell’aumento dei posti disponibili si sono attestati attorno ai costi del 2010. Per fortuna, perché le tariffe italiane sono tra le più care d’Europa (ad esclusione di alcune aree del sud).

Per trovare la soluzione migliore basta consultare la lista completa dei porti italiani con tutte le informazioni dettagliate e con le relative tabelle e osservare anche dove sono dislocati i 18 nuovi marina (quasi 13.000 posti in più) in costruzione.

CHI CRESCE E CHI NO…

Mettendo a confronto i dati 2011 con quelli dell’anno precedente si scopre che questa lieve crescita è comunque distribuita in maniera omogenea tra i nostri mari. In Liguria i marina sono passati da 23 a 25, offrendo 733 ormeggi in più.

La situazione del Tirreno risulta più spezzata: il “settentrionale” raggiunge 13 strutture, passando da 6.517 a 6.756 ormeggi. Il centro e il basso Tirreno più stabili: nel primo caso il numero è rimasto invariato, mentre il Meridione è cresciuto di una unità portandosi così a 19 marina, ma con qualche posto in meno a disposizione nonostante rimanga una zona interessante per lo sviluppo di progetti futuri.

Il Mar Ionio è la vera rivelazione

Balza da 1.934 a ben 2.424 ormeggi, grazie ai due marina di Taranto e Policoro che assieme offrono 1.200 ormeggi, con una media passata da 276 a 346 posti a disposizione per marina. Bene anche l’Adriatico che conta quattro porti in più, due al centro-sud e due nella parte settentrionale.

Proprio quest’ultima zona di mare rimane la più attrezzata, con 46 marina in attivo per un totale di 16.660 ormeggi a disposizione per i diportisti. Praticamente il doppio di tutta la restante costa adriatica che conta 16 marina (quindici nella parte centrale e tre in quella meridionale) con una capacità ricettiva di 8.867 barche.

Un altro discorso meritano le isole: la Sardegna e la Sicilia hanno mantenuto invariato il loro numero di strutture, aumentando però i posti a disposizione. Questo ha portato ad una crescita delle medie degli ormeggi, da 341 a 354 per la prima isola e da 356 a 362 per la Sicilia, con i sardi che offrono 13.472 posti contro i 6.520 dei siculi.

MA QUANTO MI COSTI?

Per offrirvi un quadro più completo, abbiamo calcolato anche i prezzi medi degli affitti annuali dei porti turistici italiani, così da valutare quali sono le zone di mare più o meno convenienti. Il Tirreno è il mare più costoso, le regioni centrali della Toscana e del Lazio chiedono affitti annui tra i 6.900 e i 7.600 euro per un 12 metri.

A ruota l’Adriatico settentrionale, il Mar Ligure e la Sardegna, mentre più abbordabili i prezzi dello Ionio, dell’Adriatico centrale e della Sicilia. Altro discorso per gli affitti giornalieri medi, che vedono in testa le due isole e il basso Tirreno, che fanno valere la bellezza delle loro coste. Attenzione però a non cadere nel tranello: perché se è vero che in alta stagione alcune regioni applicano tariffe più alte, in bassa i prezzi calano notevolmente, e ormeggiare tutto l’anno in Sardegna potrebbe costarvi meno che in Liguria.

LE POSSIBILI ALTERNATIVE

Ma non ci siamo fermati qui, lanciando uno sguardo al futuro e ai nuovi porti in costruzione, ve ne segnaliamo otto di prossima apertura. In più vi diamo qualche suggerimento alternativo al classico rimessaggio: i porti a secco e i vecchi porti (pescherecci, turistici, commerciali) già ristrutturati ristrutturati o in previsione di riconversione. La prima soluzione si basa sul rimessaggio a terra delle barche sino a 10 metri circa, soprattutto a motore, che vengono parcheggiate in veri e propri garages sotterranei.

La seconda è un’opzione intelligente, che prevede la ristrutturazione di quei vecchi porticcioli poco attrezzati per riconvertirli in ottimi marina inseriti in vecchi borghi marinari dal grande fascino. Ma le realtà già consolidate non stanno con le mani in mano e si stanno rinnovando e modernizzando. Complici anche alcune innovazioni, come le nuove generazioni di pontili galleggianti.

Come si riconosce un porto dall’altro? Ecco cosa non deve mai mancare in un marina

Il mondo dei porti è molto più complesso di quel che sembra. Cerchiamo allora di far chiarezza sull’argomento spiegando in maniera dettagliata quali sono le differenze che li caratterizzano, per non avere più dubbi sull’argomento una volta per tutte.

Marina vs porto turistico

La prima grande divisione riguarda il marina e il porto turistico. A volte vengono confusi o, addirittura, accomunati. Si definisce marina un porto attrezzato che, oltre ai posti barca, offre tutta una serie di servizi, che vanno dal ristorante ai negozi, agli uffici, fino addirittura ai quartieri residenziali, con case in affitto o in vendita.

Insomma un vero e proprio centro di aggregazione aperto a tutti, non solo ai possessori di una imbarcazione, e che offre tutte le comodità di una piccola cittadina, compresa la piazzetta o la passeggiata per lo ‘struscio’ serale.

Il marina di Varazze in Liguria o di Rimini in Emilia-Romagna, sono due esempi che calzano alla perfezione: veri e propri luoghi di ritrovo sociale.

Il porto turistico è invece una struttura dedicata quasi esclusivamente all’ormeggio della barca, magari aperto al pubblico, ma senza delle vere e proprie attrattive; si differenzia in sostanza dal porto industriale o commerciale. Il porto turistico di Lavagna in Liguria ne è un tipico esempio, dove tra le banchine si vedono soprattutto barche e meno negozi e locali.

Il marina può essere suddiviso in due categorie

Se è inserito in un centro urbano o se è lontano dalla città. Abbiamo detto che questo genere di strutture offrono già molti servizi, ma un bel marina situato nel centro può portare un valore aggiunto alla città stessa, attirando turisti di mare e di terra. Di contro un marina situato lontano dai centri abitati, dovrà disporre di un maggior numero di servizi e, oltre a un complesso di unità abitative, anche di alberghi per fornire comode sistemazioni a coloro che arrivano, magari da lontano, e che per forza devono alloggiare nei pressi dell’ormeggio della loro imbarcazione. Un esempio è il marina Cala De’ Medici in provincia di Livorno, che offre tra le altre cose un’infermeria, una sala riunioni, un’enoteca e perfino una libreria, per non far mancare nulla ai suoi clienti.

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