Monotipo mania: da Melges 24 a Laser SB3, ecco i migliori circuitiTempo di lettura: 7'

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Le classi one design, dove le barche sono tutte uguali e la vittoria la decidono gli equipaggi, hanno invaso il mondo delle regate. Ecco i circuiti imperdibili per Melges 24 e Laser SB3

Monotipo mania: da Melges 24 a Laser SB3, ecco i migliori circuiti
Un Melges 24 in navigazione con condizioni impegnative, ma divertenti per il suo equipaggio.

Regatare alla pari e a costi relativamente contenuti. La differenza la fa il manico perché le barche sono tutte uguali e, tranne le vele, è impossibile renderle più veloci di quelle degli avversari adottando soluzioni e materiali ricercati ed esclusivi (quindi più costosi). Questo è il motivo per cui, a partire dagli Anni Novanta, le classi monotipo hanno iniziato a diffondersi a ritmo di fabbrica. Oggi, rappresentano la fetta più grande della vela agonistica, che coinvolge sia i velisti a tempo pieno, sia i dilettanti, unendoli spesso sullo stesso campo di regata. Da Melges 24 a Laser SB3, ecco i migliori circuiti.

MELGES 24: IL NUMERO UNO

Lorenzo Bressani, 38 anni, due volte campione del mondo Melges 24 (nel 2008 e 2010) e campione italiano in carica al timone di Uka Uka.

“Il Melges 24 è la classe monotipo, non olimpica, di riferimento. Con il diffondersi della regola armatore-timoniere è l’unica che consente ai professionisti di confrontarsi ad alto livello. Però è bello vedere come nella flotta ci siano anche tanti equipaggi dilettanti, di amici e famiglie. Dopo tutto, il Melges 24 è anche molto divertente, perché raggiunge velocità impressionanti: l’anno scorso, a Scarlino, con 30 nodi di vento, abbiamo toccato i 27 nodi.”

Prima (da questo discorso sono ovviamente escluse le classi olimpiche) c’era solo il J 24. Poi, nel 1993, è stato varato il primo esemplare di Melges 24, che ha aperto un nuovo mondo. Oggi il Melges 24 è quello che, negli anni Settanta e Ottanta, è stato il J 24, la classe monotipo di riferimento, quella con il più alto numero di campioni, ma anche di partecipanti.

Melges 24 ha surclassato J 24

37 anni, campione del mondo J 24 nel 2008 e sette volte campione italiano.

“Nel panorama delle classi monotipo il J 24 è una barca vecchia e non ha più il monopolio che ha mantenuto durante gli anni Ottanta e Novanta. Però, questo è anche un vantaggio, perché avendo ancora oggi un’attività, è indubbiamente la più diffusa al mondo e se ne trovano esemplari ovunque. Inoltre, in tanti Paesi, dove non possono permettersi i moderni monotipi, si regata ancora con il J 24. In un Mondiale di classe sono rappresentate tutte le nazioni.”

I vantaggi dei circuiti Melges

Il Melges 24 ha iniziato una nuova era introducendo con determinazione due elementi nuovi. Il primo è la formula del circuito: un campionato che non si svolge in una sola settimana e in un solo posto, ma nell’arco di una stagione e in diverse tappe ospitate in più località. L’altro la divisione delle classifiche tra corinthian (dilettanti) e non corinthian. Così professionisti e amatori possono regatare insieme senza malumori (soprattutto da parte dei secondi). Con questo stesso formato, consolidatosi negli anni e imitato da tante altre classi, il Melges 24 inizia la stagione 2011 con immutato entusiasmo.

Prossimi appuntamenti: la Volvo Cup…

La Volvo Cup si giocherà nell’arco di cinque appuntamenti. Quello di Scarlino, dall’8 al 10 aprile, richiamerà parecchio interesse per due motivi: coinciderà con il campionato che assegnerà il titolo italiano assoluto. Inoltre vedrà la presenza di diversi equipaggi stranieri che verranno ad assaggiare il campo di regata dove si disputerà il Mondiale 2012 (inizialmente previsto ad Alghero).

… a Numana

Poi, la flotta dei Melges 24 si sposterà in Adriatico, sull’affidabile mare di Numana. Qui “il vento è puntuale come un orologio e soffia costante sui 12-15 nodi, perfetto per i Melges 24 che devono planare”, come racconta il presidente della classe Paolo Testolin, 49 anni appena compiuti durante l’evento di Sanremo e terzo classificato al Mondiale dello scorso anno. Per lo stesso motivo, le ultime due sedi della Volvo Cup saranno Porto Rotondo e Riva del Garda. Alcuni dei top team del circuito, come Uka Uka di Lorenzo Santini, con Lorenzo Bressani al timone, Blu Moon di Franco Rossini portato da Flavio Favini e Audi Italia di Riccardo Simoneschi saranno impegnati negli Stati Uniti.

I favoriti

Qui, dal 16 al 21 maggio, si disputerà il Mondiale 2011 (a Corpus Christi, in Texas). Così la pressione del ruolo di favorito in campo nazionale graverà sull’equipaggio di Saetta di Michele Giovannini, con Alberto Bolzan e Daniele Cassinari a formare una solida coppia timoniere tattico. A impensierirli ci saranno i team di Enrico Zennaro, Carlo Fracassoli, Pablo Sodano e Pietro Sibello. Tra i corinthian, i più accreditati alla leadership sono Claudio Paesani su Rewind, Francesco Barbi al timone di Nava di Alberto Corridori e Stefano Bettoni e Gianluca Perego su My Dollis.

DAL PLATU 25 AL LASER SB3

Luigi Ravioli, 42 anni, vincitore degli ultimi tre Italiani classe Platu 25.

“Mi piace definire il Platu 25 la prima delle barche grandi. A differenza delle classi più recenti, dove si cerca di planare per trovare la massima velocità, nelle regate di Platu 25 è più importante trovare la massima profondità, relazionandosi con problematiche di inerzia e accelerazione che sono le stesse dei ‘barconi’ d’altura. Bisogna avere grande attenzione per ogni più piccola raffica per trovare quella che ti fa guadagnare sugli avversari.”

Platu 25: una classe storica

Tra le classi monotipo che resistono da più tempo c’è il Platu 25. Quest’anno ha scaldato i muscoli alla Primo Cup di Montecarlo dove si è imposto Nanuk di Gianrocco Catalano con al timone Luigi Ravioli. Nel circuito italiano figura una tappa nella vicina Austria, sul lago di Traunsee, a Gmunden, sede del Mondiale. Un posto che piace al tre volte campione italiano Luigi Ravioli: “È un campo di regata divertente, in un lago, ma senza bordi obbligati – spiega. – È caratterizzato da vento rafficato che crea non poche crisi di nervi”. Il campionato italiano si disputerà a luglio a Senigallia.

J 24: “nonna” monotipo

Il campionato nazionale della “nonna” delle classi monotipo, il J 24, si svolgerà a Marina di Carrara, la prima settimana di giugno. Avverrà dopo che la flotta avrà regatato a Livorno (Trofeo Accademia Navale) e Porto Santo Stefano (Pasquavela). Il campione italiano in carica, Andrea Casale, conta di andare a novembre a Buenos Aires, a disputare il Mondiale con General Cargo di Anthony De Stefani. “L’anno scorso sono riuscito a realizzare un’impresa difficile: vincere da esordiente il Mondiale e l’Audi Sailing Series”, ammette Luca Lalli, armatore e timoniere del Melges 32 B-Lin. “Quest’anno ripetermi sarà più difficile”.

Luca Lalli, 27 anni, nel 2010 ha vinto da esordiente il Mondiale e le Audi Sailing Series della classe Melges 32.

“Il Melges 32 è il monotipo di punta tra tutti quelli con la regola dell’armatore-timoniere. È una barca molto divertente perché ha prestazioni eccellenti di bolina e supersoniche di poppa. La classe è davvero una grande famiglia e si respira un’atmosfera magica, perché ci sono tutti i tattici e i velisti più forti del mondo. Il livello quest’anno si è alzato moltissimo, ma voglio difendere il titolo iridato.”

La flotta si è molto rafforzata

Oltre ai team italiani Fantastica di Lanfranco Cirillo e Audi Italia di Alessio Marinelli, arriveranno anche i forti spagnoli di Bribon e gli statunitensi di Samba Pa Ti. La stagione terminerà a settembre con il Mondiale a Palma di Maiorca. Pronostico davvero incerto per l’Audi Melges 20 Sailing Series: il dominatore delle prime due stagioni, Benedetto Giallongo, non ci sarà. “Mi dispiace”, ha dichiarato Francesco Farneti, secondo classificato nel 2010. “Ora che tanti di noi sono cresciuti di livello, sarebbe stato interessante vedere se qualcuno sarebbe stato in grado di batterlo”. Nel frattempo è iniziata a Numana la Volvo Cup dei Laser SB3: la prima tappa è stata vinta da Stenghele di Pietro Negri, con Roberto Caresani al timone ed Enrico Fonda alla tattica.

Francesco Farneti, 31 anni, nel 2010 vincitore della Gold Cup della classe Melges 20.

“Il Melges 20 è una barca eccezionale, precisa e sensibile di bolina come una deriva, con una buona velocità, ed entusiasmante di lasco. Trasmette tranquillità, è divertente da timonare ed è facile da mettere a punto. Il circuito è organizzato davvero bene, perché si regata di sabato e domenica, quindi per le trasferte si deve prendere solo il venerdì di ferie.”

Monotipo mania: da Melges 24 a Laser B3, ecco i migliori circuiti
Sopra, una prova dell’Audi Melges 20 Sailing Series.

 

Giornale Della Vela

Il Giornale della Vela nasce dall’idea di creare il primo giornale per gli appassionati di barche a vela e nautica in Italia e, nel corso degli anni, si è imposto come il principale mensile del settore e ha ampliato i suoi orizzonti in eventi e servizi affini: prove di barche, andamento del mercato, accessoristica, vacanze e luoghi da visitare, saloni ed eventi del settore, regate ed eventi sportivi.

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