Viaggio in barca a vela in Croazia e Montenegro, con Bruno VeronesiTempo di lettura: 12'

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Tra baie nascoste e ristorantini dove ormeggiare direttamente davanti al tavolo, l’imprenditore veronese (il signor “Pollo Aia”) ci porta in barca a vela alla scoperta del suo Adriatico segreto. Ecco il Montenegro visto da Bruno Veronesi

Viaggio in barca a vela in Croazia e Montenegro, con Bruno Veronesi
Bruno Veronesi, 65 anni di Verona, al timone del suo X-65 Azzurro durante la crociera estiva lungo la costa adriatica della Croazia.

Bruno Veronesi ha navigato a vela in lungo e in largo per tutto il Mediterraneo. È stato ovunque, tenendo per vent’anni la barca in Tirreno.Nel 2006 è tornato in Adriatico, precisamente in Montenegro, per riscoprire che il mare più vicino a casa sua è il più bello del mondo.

Chi è Bruno Veronesi

Nato a Lugo di Grezzana, nella Valpantena, 65 anni fa, dopo avere iniziato a lavorare nell’azienda fondata dal padre Apollinare, la Veronesi Mangimi, che all’epoca aveva da poco avviato anche l’AIA (Agricola Italiana Alimentare, la prima azienda europea nel settore avicolo).

Nel 1973 ha comprato la prima barca: un Boxer (un cabinato di 7,22 metri disegnato da Epaminonda Ceccarelli) che ha tenuto sul lago di Garda, dove sette anni prima si era innamorato della vela. Il colpo di fulmine era scattato per merito del suo amico Dario Caletti, che lo aveva fatto salire su una deriva, un Alpa Tris.

“La mia prima passione è stata il volo a vela, e negli anni a seguire ho preso anche i brevetti di pilota d’aereo ed elicottero”, racconta Veronesi, oggi presidente del Gruppo Veronesi. “Quel giorno, sul Garda, l’acqua era piatta e c’era una brezza di 5-6 nodi. Attraversando il lago, da Brenzone a Prà della Fame, rimasi folgorato dalla magia della barca che avanzava in totale silenzio con la spinta del vento leggero”.

Le sue barche

Negli anni prima dell’acquisto del Boxer, Bruno Veronesi aveva praticato la vela con un Alpa Flying Dutchman usato, una barca che gli era piaciuta “per la sua linea slanciata”; la utilizzava per le passeggiate sul Garda insieme alla fidanzata Donatella, divenuta poi sua moglie.

Lo spettacolare labirinto formato dalle isole Incoronate, che si trovano nella parte centrale dell’Adriatico croato, visto da Metlina, la cima più alta di tutto l’arcipelago messo sotto la tutela di un parco nazionale.

In seguito ha posseduto un Show 29 e, nel 1978, ha acquistato uno dei due prototipi del Polaris 33 (disegnato da Ron Holland), la sua prima vera barca nuova, che ha chiamato Azzurro, perché “è il colore del cielo e del mare”, nome che ha poi mantenuto per tutte le barche successive.

Dal 2009 è armatore di un X-65, varato a Chioggia, ma che tiene ad Orsera, in Istria, “per essere già sul posto quando devo iniziare la crociera tra le isole della Croazia”.

Veronesi ha sempre preferito barche che, oltre alla crociera, gli permettessero anche di partecipare, ogni tanto, a regate locali o ai campionati invernali: “Sono un autodidatta, ma quando partecipavo alle regate, sulla mia barca c’era sempre qualcuno più esperto di me che mi insegnava qualcosa”.

Tra le ultime regate alle quali ha preso parte, ci sono la Barcolana, dove “sono arrivato ventiduesimo su oltre 1800 barche e l’anno prossimo avrò il piacere di partecipare con il numero rosso riservato ai primi cinquanta classificati dell’edizione precedente” e la Chioggia-Rovigno dello scorso aprile: “La barca si trovava al centro della X-Yachts di Chioggia per fare carena e ho approfittato di questa regata (che Azzurro ha vinto, ndr) per riportarla in Croazia.

Il bello dell’Adriatico

Tenendo la barca già sul posto delle sue vacanze, Veronesi riesce a uscire con Azzurro un po’ tutto l’anno, nei fine settimana. I suoi periodi per la crociera, però, sono tra la fine di giugno e la metà di luglio, e tra la seconda metà di agosto e l’inizio di settembre. Gli piace l’Adriatico della Croazia e della Dalmazia, perché “il vento soffia puntuale tutti i giorni, con la stessa direzione: da nord-ovest, o da sud-est.

Poi, tra tutte quelle isole, ci sono un’infinità di ridossi e anche una barca piccola può fare la sua crociera in tutta serenità”.

Inevitabile il confronto con il Tirreno, dove “le baie ben protette sono poche e, all’ancora con onda, si passano notti insonni, soprattutto se si ha uno scafo di dimensioni ridotte”.

Veronesi aveva veleggiato in Croazia già negli Anni Settanta trovandola stupenda

Ma “ora, con i servizi migliorati, è ancora più bella. Apprezzo che non si possa prenotare il posto in porto, che quindi si trova sempre, e che non ci siano favoritismi. Tutti, chi in rada, chi nei marina dove c’è sempre fondo anche per chi ha tanto pescaggio, può trovare l’ormeggio che lo fa sentire più tranquillo.

In Tirreno, le baie realmente protette sono molto distanti una dall’altra e i marina sono sempre affollati, perché le barche sono stanziali: fanno la veleggiata durante il giorno, ma poi tornano sempre nello stesso punto d’ormeggio. In Tirreno, però, il clima è sicuramente migliore e anche l’acqua è più calda”.

A Veronesi piace navigare, spostarsi da un luogo all’altro, improvvisando la rotta ogni giorno. “Scendendo dalla Croazia verso il Montenegro, l’unico problema sono i temporali molto forti e la bora, che sono comunque prevedibili. Però, in Croazia si può ormeggiare con le cime a terra: mettendo la poppa verso la bora e con l’ancora a prua, la barca non si muove”.

Nel riquadro, il ristorante Beban, che si trova sugli scogli nella baia di Kravljacica, all’isola di Kornat. Si può raggiungere con la barca, ormeggiando al molo vicino.

Qui accanto, la guida con i migliori 350 ristoranti sul mare in Italia, Corsica, Costa Azzurra e Croazia, in edicola con questo numero di giugno de Il Giornale della Vela.

DA ORSERA A CAVTAT

“In Croazia ci sono ancora tanti posti con poca gente e dove non si vedono luci a terra: in una notte senza luna vedi le stelle affondare nel mare”, racconta Veronesi che, partito da Orsera, si ferma all’isola di Unije dove “sulla costa sud-orientale ci sono tre baie, una più bella dell’altra. Sono solitarie e silenziose perché non sono raggiunte da nessuna strada.

Dalla baia di  Maracol si sale a piedi sulla collina e poi si scende fino al paesino, senza macchine e motorini, con le case colorate, da dove si gode un tramonto molto bello. Nei ristorantini si gustano i piatti tipici di misto di carne con la tipica salsa ajvar a base di peperoni rossi”.

Verso sud c’è Lussinpiccolo, sull’isola di Lussino, nel golfo del Quarnaro. “La baia è un riparo favoloso con qualsiasi tempo. Il paesino molto bello”. Poi c’è l’isola di Olib, semiabbandonata: “Sulla punta a sud c’è la baia di Juzna Slatina, con l’acqua turchese. È meglio avere la cambusa fornita, altrimenti bisogna andare a Olib (Ulbo in italiano) dove c’è un molo al quale si ormeggia all’inglese”.

Poche miglia a sud c’è l’isola di Ist

“Nelle trattorie il piatto tipico è il maialino allo spiedo. Al ristorante Kati si mangia bene anche il pesce”. Poi si arriva a Dugi Otok (l’isola grossa): “Il mio ancoraggio preferito è nella baia di Saharun, dove l’acqua turchese e la sabbia bianca mi ricordano la Sardegna.

A sud dell’isola c’è la baia Telascica con tre ridossi e un ristorante sul molo con la musica locale. In Croazia è pieno di trattorie con l’ormeggio riservato, che non paghi se ti fermi a mangiare e che spesso hanno anche corrente e acqua. Trovo bellissimo mangiare davanti alla mia barca: ormeggi, ordini e ti vengono a chiamare quando è pronto”.

Zlarin e Brak

Un altro piatto tipico consigliato da Veronesi è la peka, a base di carni varie o pesce (spesso polipo), con patate arrosto, cotto per lungo tempo sotto la cenere. Con una veleggiata un po’ più lunga, si arriva all’isola di Zlarin, posta davanti all’imboccatura del canale naturale che porta alla bellissima Sebenico. “Non è una meta turistica e si mangia a casa della gente locale”.

Seguendo la costa, si raggiunge Milna, sull’isola di Brak: “È un paese in fondo a un fiordo, vivace, realizzato tutto in pietra bianca”. Subito a sud, nella vicina isola di Hvar, c’è un altro luogo poco frequentato: “Vrboska, sul lato settentrionale, un fiordo che porta fino al paesino con una chiesa fortificata.

Foto di viaggio

A sinistra, Bruno Veronesi e la moglie Donatella gustano la carne salada e fasoi (carne salata e fagioli), facile da realizzare in navigazione: la carne, tagliata a fette e conservata con il sale, va appena scottata e accompagnata con i fagioli all’uccelletto già pronti.

Sotto, il mercato del pesce a Spalato, una località per la quale vale la pena interrompere la navigazione tra le tante isole della costa croata, e l’X-65 Azzurro di Veronesi ormeggiato all’isola di Zlarin.

  

Hvar e l’isola di Vis

Nella città di Hvar si trova il ristorante Gariful, all’entrata del porto, con vista sul mare, ottimo per le specialità di pesce cucinato sul fuoco a legna a vista”. Per chi vuole visitare Hvar, Veronesi consiglia di “andare alla marina ACI di Palmizana, sull’isola di San Clemente, che gli sta attaccata davanti e che è collegata a Hvar con i battelli. Dalla marina, con dieci minuti a piedi, si arriva alla baia di Vinogradisce, dove c’è il bel ristorante Zori”.

Nelle vicinanze, ottimi ristoranti sono sull’isola di Vis: “A Komiza c’è Jastozera e nella baia a nord est di Viska Luka, si trova Val”. Una tappa obbligata è Korcula (Curzola), per alcuni biografi il vero luogo di nascita di Marco Polo.

Da lì “è divertente fare rotta a sud-ovest, verso l’isola di Lastovo, perché il paesino è invisibile dal mare. La fermata ideale è nella baia di Zaklopatica, a nord, dove c’è il ristorante Augusta Insula che fa i più buoni spaghetti all’aragosta del Mediterraneo”.

Verso Dubrovnik

In rotta verso Dubrovnik, “c’è l’isola di Mljet, dove a nord-ovest c’è la baia di Polace. È un labirinto circondato da fitte pinete, dove anche le barche molto grandi possono ormeggiare ai pini”.

Il primo posto che non sia un’isola dove ama fermarsi Veronesi è Uvala Kovas, all’interno dello Stonski Kanal: “È abitato solo d’estate. Ci si può tuffare dalla barca ormeggiata perché l’acqua è molto pulita”. Confinante con Ragusa Vecchia, c’è Cavtat: “Un porto naturale a semicerchio con le case arrampicate sulla penisola; si può ormeggiare al molo o stare all’ancora”.

CROAZIA, TREMITI E IONIE

Una delle nove guide illustrate della collezione Crociere in Mediterraneo, dedicata alla Croazia, che si può acquistare sul ito www.giornaledellavela.com. A destra, barche ormeggiate a terra e agli alberi nella baia di Polace, sull’isola di Mljet.

ALLA SCOPERTA DEL MONTENEGRO

La navigazione per raggiungere Cattaro (Kotor) “è spettacolare: si attraversano diversi passaggi stretti e canali e si ormeggia ai piedi della città. Prima di arrivare alla città, si passano le Bocche di Cattaro e si naviga davanti a due isolotti, con bellissimi santuari: Sveti Dorde e Gospa Od Skrpjela”.

Un altro bel posto del Montenegro è Budva: “C’è una gran vita notturna, ma chi vuole dormire tranquillo non si deve preoccupare perché tutti i locali chiudono puntualmente all’una. Si può ormeggiare alle banchine della città”.

Andrea Falcon

I LUOGHI PREFERITI DI BRUNO VERONESI

Sull’isola di Lastovo c’è un ristorante che cucina i migliori spaghetti all’aragosta del Mediterraneo. A Budva, la sera si incontrano ragazze così belle da lasciare senza fiato

Lussinpiccolo

È una meta abbastanza turistica, ma la località principale dell’isola di Lussino, nel golfo del Quarnaro, merita sicuramente una tappa.


Telascica

A sud dell’Isola Grossa (Dugi Otok) delle Incoronate, c’è la baia di Talascica con vari ridossi: in quello più a nord c’è un ristorante.


Zaklopatica

Una baia molto chiusa sull’isola di Lastovo. Qui c’è Augusta Insula, che fa i migliori spaghetti all’aragosta del Mediterraneo.


Budva

La località sulla costa del Montenegro dove d’estate c’è una vivace vita notturna con una folta presenza di belle ragazze che amano mettersi “in tiro” per la sera. Le discoteche chiudono all’una di notte in punto.


Cattaro

Sembra un lago alpino, invece è un bellissimo bacino raggiungibile dal mare, dove si trova la città montenegrina di Cattaro (Kotor).


Cavtat

A sud di Dubrovnik, al confine con il Montenegro, si trova Cavtat (Ragusa vecchia), conosciuta anche come la Portofino della Croazia.

I CONSIGLI DI BRUNO VERONESI

Per non rovinarsi la crociera è meglio partire con amici che sappiano già cosa sia una barca a vela. Il miglior vino da avere a bordo è un bianco frizzante: buono per i pasti e l’aperitivo

Selezionare l’equipaggio

Andare in crociera con la famiglia e con amici, ma anch’essi velisti, perché hanno pure loro una barca o perché sono già usciti altre volte sulla vostra. Eviterete di sentirvi fare domande del tipo: “Potresti spostare la vela, che non mi abbronzo?”.

La migliore scuola vela

Il modo migliore per imparare ad andare in barca a vela è regatare e frequentare i regatanti. Loro sono costretti a uscire con qualsiasi condizione di mare e di vento e hanno quindi tanta esperienza.

Fare ombra

Per vivere bene la barca in coperta, serve un sistema di ombreggiatura efficace. Oltre allo spray hood che protegge dal vento e dagli spruzzi, è molto utile un bimini, rigido e da tenere fisso, che resista al vento, sopra la zona del pozzetto dove si mangia e ci si rilassa.


Acqua a bordo

Soprattutto se ci sono donne a bordo, bisogna avere sempre acqua in barca, che regala serenità e autonomia. Con i recenti modelli a basso consumo, ormai è possibile avere un desalinizzatore anche sulle barche piccole.

Tender-garage

Su barche di certe dimensioni, non dovrebbe mai mancare il volume a poppa dedicato allo stivaggio del tender, per poterlo facilmente calare in mare con il paranco elettrico. Inoltre, la spiaggetta a poppa è molto comoda per fare il bagno.


Spaghetti e vino frizzante: una ricetta facile da fare a bordo

Soffriggere a fuoco lento aglio, olio e peperoncino, poi aggiungere la crosta di pane grattata e un paio di acciughe (o, in alternativa, dei pomodori pachino). Unire gli spaghetti, con la bottarga grattugiata. Accompagnare con il bianco frizzante Valdo Cuvée di Boj, ottimo anche per preparare un aperitivo come lo spritz.

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Il Giornale della Vela nasce dall’idea di creare il primo giornale per gli appassionati di barche a vela e nautica in Italia e, nel corso degli anni, si è imposto come il principale mensile del settore e ha ampliato i suoi orizzonti in eventi e servizi affini: prove di barche, andamento del mercato, accessoristica, vacanze e luoghi da visitare, saloni ed eventi del settore, regate ed eventi sportivi.

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