Motore in avaria, come ancorare con una manovra a vela? La risposta al Quiz velaTempo di lettura: 4'

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Hai il motore in avaria ma vuoi ancorare lo stesso, come fai la manovra a vela con 10 nodi di vento? La risposta migliore al nostro Quiz vela è stata quella di Mario

Il Quiz Vela: Come ancorare a vela col motore in avaria?

“State navigando a vela con randa e fiocco verso una rada dove volete ancorare. Le condizioni sono vento intorno a 10 nodi e mare calmo. A bordo siete solo in due. Provate ad accendere il motore ma non parte. Decidete di ancorare lo stesso, manovrando a vela. Come fate?”
Il vincitore del quiz pubblicato sul sito www.giornaledellavela.com,  è Mario Vaccarone.

Ecco la risposta di vincente al Quiz vela

Per prima cosa vista, la calma del vento e del mare, posso mettere la testa nel vano motore, purché sia sicuro di NON star male visto che siamo solo in due. Quindi posso valutare l’eventuale presenza di acqua nel filtro del gasolio (spurgo facilmente attuabile?). Il quesito posto fa presumere che il motore giri senza partire e quindi la verifica di una corretta alimentazione del carburante è la prima cosa da vedere. Sembra uno scherzo ma… c’è gasolio nel serbatoio?! E se c’è, arriva? Per la manovra a vela procederei in questo modo.

La manovra a vela

Prima dell’avvicinamento verifico il corretto funzionamento della frizione del salpancora. Infatti la catena sarà distesa dalla velocità della barca e, senza motore, non può essere variata a piacimento. Inoltre non voglio usare un apparato ad alto assorbimento elettrico come il salpancora senza motore acceso. In questo modo consumerei quell’energia che mi servirà per rifare la manovra o andarmene a vela il giorno dopo con il motore che continua a non partire. Verifico anche che la catena non abbia da che bloccarsi e quindi sia ben disposta.

Cerco il punto di ancoraggio ideale

Successivamente si entra in rada e si fanno i giri esplorativi necessari per individuare il punto di ancoraggio ideale. Controllo sia il fondale (consistenza e profondità), che la distanza da terra, che deve essere adeguata all’eventuale fallimento della manovra, per garantire una opportuna ripartenza di bolina. Preparo anche un ancora di rispetto con terminale di catena e linea in tessile. Questo, per riuscire a bloccare la barca in caso di problemi alla prima ancora (bloccaggio nello scorrimento con impossibilità di manovra di recupero a vela) o altro.

Opzioni di manovra: randa e fiocco a riva

Mi accerto che tutto funzioni per l’ammainata (rollafiocco, drizza randa da provare se accenna a scendere, stopper vari). Faccio dei bordi verso il punto deciso per dare fondo e il mio compagno avrà appennellato l’ancora con la frizione pronta per essere lasciata.

Mi porto al vento lasco la scotta randa e chiedo di dare fondo all’ancora

Vengo aiutato nelle virate. All’ultimo bordo prima di mettermi prua al vento, il mio compagno rolla il fiocco. Così diminuisco l’abbrivo della barca e non avrò il fiocco che sbatte sulla testa del poveretto che è all’ancora e che non sentirebbe i miei comandi. Mi porto al vento. Mi fermo, lasco la scotta di randa e chiedo di dare fondo. Cerco di controllare la lenta retromarcia della barca portata dal vento per evitare che la prua abbatta (non ho nessuno per poter scontrare la randa). In questo mi può aiutare giocare con la frizione del salpancora.

Una manovra da fare solo di randa

Stesa bene la catena, faccio bloccare il verricello per far fare testa all’ancora e aspetto il brandeggio per verificare la presa. Solo allora ammaino la randa. In ogni caso non la lego al boma e la lascio pronta per qualsiasi ripartenza (di notte la fisserei solo con due stroppetti e non chiusa nel suo involucro). In caso di problemi accendo il salpancora e lo uso per tirare l’ancora a bordo, andando nella sua direzione a vela; altrimenti rischierei di bruciare il salpancora per troppo sforzo. Questa manovra viene effettuata solo di randa perché l’uomo all’ancora deve restare a prua per darmi la direzione e per gestire il verricello, azionandolo solo a catena lasca e recuperare quando si forma l’imbando.

Seconda opzione: senza il fiocco

Se la manovrabilità della barca lo permette, si fa tutto uguale ma senza il fiocco fin da subito. Abbiamo meno potenza per fare bordi verso il punto di fonda (ci sono solo 10 nodi di vento) e nessuna manovra da fare all’ultimo momento (chiusura del fiocco o genoa).

Terza via possibile: di poppa con solo fiocco

In caso di problemi con la randa (le sfortune spesso viaggiano in coppia) si arriva di poppa con solo fiocco (magari semirollato per ridurre al massimo la velocità). Possiamo dare fondo in movimento, chiudere tutto il fiocco per rallentare ulteriormente e da ultimo far fare testa a barca quasi ferma non bloccando di colpo la frizione. È una manovra limite da effettuare in caso di problemi al motore e alla randa. Infatti un suo fallimento avrebbe consistenti rischi di portarci verso terra (una ripartenza con solo fiocco non è semplice di bolina). Eseguirei questa manovra se per qualche misterioso motivo dovessi ancorarmi proprio lì. Altrimenti preferirei infatti andarmene verso qualche porto con assistenza.
Leggi anche un altro Quiz vela: che fare se si rompe lo strallo di prua?

Giornale Della Vela

Il Giornale della Vela nasce dall’idea di creare il primo giornale per gli appassionati di barche a vela e nautica in Italia e, nel corso degli anni, si è imposto come il principale mensile del settore e ha ampliato i suoi orizzonti in eventi e servizi affini: prove di barche, andamento del mercato, accessoristica, vacanze e luoghi da visitare, saloni ed eventi del settore, regate ed eventi sportivi.

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