Paolo Rumiz e Pietro Tassinari raccontano la storia di Moya, una barca centenariaTempo di lettura: 2'

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Un libro di Paolo Rumiz e Piero Tassinari racconta la storia del Moya. Varata nel 1910 nelle fredde acque irlandesi, la barca oggi naviga con lo stesso spirito e la stessa passione

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“Jhon Llewellyn Moxey, armatore di Moya e regista di film horror, andava a bordo ad ubriacarsi con Anthony Quinn e qualche attrice in vena di baldoria… Sentì ridere la sua barca mentre era solo nel pozzetto in una notte senza luna… Questa è una barca felice, una barca che è stata amata”

La barca si chiama Moya è ha navigato ininterrottamente per novantasei anni, solcando circa millecinquecento, duemila miglia all’anno. Non ha mai attraversato un oceano ma ha veleggiato da un capo all’altro dell’Europa. Ha doppiato il Fastnet, ha regatato ed è stato un ottimo yacht da crociera. Moya sicuramente ha superato ogni aspettativa di vita sognata dai suoi progettisti.

La storia di Moya inizia in Irlanda

La sua storia parte da Arnside, in Irlanda, nel 1910 quando esce dai cantieri William Crossfield: è un cutter di 12 metri e 90. William Crossifield (1847-1921) è maestro d’ascia di seconda generazione. Fonda il cantiere nel 1893 sul sito di una cava sulla spiaggia a sud di Arnside. Del cantiere non resta più nulla se non alcune pulegge utilizzate per varare e alare le imbarcazioni.

Il libro di Rumiz e Tassinari

Oggi a Moya e alla sua storia viene dedicato un libro, scritto con passione e armonia da Paolo Rumiz, giornalista e scrittore, insieme a Piero Tassinari, velista e ricercatore universitario.
«Moya è un vecchio yacht in legno dal profilo elegante, di bordo libero basso, con un armo aurico che già negli Anni ’30 iniziava ad essere fuori moda, le vele color ruggine e un bompresso lungo quasi un terzo dello scafo» si legge nel libro. «Una barca costruita nell’ultimo anno di regno di re Edoardo sulla costa inglese a nord di Blackpool, la stazione balneare alla moda dove Sigmund Freud andava a trascorrere le giornate in spiaggia osservando le stelle marine…».

Dove vedere la barca

Moya è sempre più bella e ancora oggi non smette mai di solcare miglia e miglia. Se siete fortunati potete ammirarla nel golfo di Trieste, ormeggiata lungo le banchine dello Yacht Club Adriaco, uno dei circoli velici più importanti d’Italia, dieci anni più vecchio di Moya.

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Moya in navigazione con le ormai inconfondibili vele color amaranto.
 

Giornale Della Vela

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