La tecnologia dei multiscafi è trasferibile al diporto?Tempo di lettura: 2'

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Innovare il diporto con la tecnologia dei multiscafi renderebbe le regate più divertenti, ma anche più rischiose. L’opinione di Luca Bassani Antivari, fondatore e presidente di Wally

vela diporto multiscafi L'opinione di Luca Bassani Antivari, Wally

Ho sempre espresso la mia approvazione per le innovazioni dei multiscafi che stanno rivoluzionando le prestazioni veliche. Avranno ricadute positive sul mondo della vela “normale”, rendendo questo hobby più divertente. Anche se devo ammettere che navigare a 50 nodi con un multiscafo o a 30 nodi con un monocarena trasforma la vela in uno sport rischioso, per lo meno in regata. I velisti sono ancora troppo pochi rispetto ai “motoscafari”, un divario inammissibile in un’epoca in cui la sostenibilità è al centro dello stile di vita.

Quando ci riferiamo alla Coppa America, dobbiamo ricordarci che questa sfida è nata come sfida tecnologica. Una sfida fra i due continenti, America ed Europa, per dimostrare chi avesse le migliori tecnologie. Non è mai stata una sfida umana.

Niente di nuovo quindi, perché la formula odierna si attiene proprio al DNA del più antico trofeo sportivo del mondo ancora in palio. Se invece parliamo di regate oceaniche, i risultati indicano che i tempi di percorrenza si sono dimezzati e gli incidenti tecnici e umani si sono ridotti.

Questo perché i velisti sono molto più preparati e professionali di 30 o 40 anni fa. Sono degli atleti, mentre le barche sono progettate con maggiori cognizione e dettaglio.

La sicurezza, prima di tutto

Quando vogliamo comprendere se e come queste eccezionali prestazioni possano essere ottenute anche con barche da crociera con equipaggi poco esperti, la prudenza e il buon senso devono prevalere.

E visto che in mare, soprattutto in alto mare, non si possono (per fortuna) porre dei limiti di velocità, diventerà importante sensibilizzare i progettisti, i cantieri e i clienti a una nuova cultura velica.

La grande differenza fra andatura dislocante e planante deve portare a differenziare i due esercizi. Aggiungo che la patente velica dovrà avere delle classificazioni differenti per caratteristiche del natante e non solo per dimensione come accade attualmente. La scuola per ottenere le due patenti dovrà essere molto diversa e specialistica.

Un multiscafo necessita di una competenza diversa da un monoscafo. Come pure una barca a vela con un rapporto lunghezza / dislocamento alto perché è una barca planante. Non smetterò mai di elogiare i progressi della tecnologia e l’aumento delle prestazioni, ma adeguando le condizioni di esercizio e di sicurezza.

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